👉Il Capitale Umano 🇮🇹🏳️‍🌈

 Questo blog ideato per avere un fusione di alternativi alla politica odierna ed aprire dibattiti costrittivi nonché riformatori in questa era che stiamo vivendo, ahimè fatto di guerre e divisioni, le disuguaglianze aumentano la natalità diminuisce, l'economia decresce ed avanza aka recessione, la povertà è imminente mentre i ricchi non piangono. In mezzo a questo oceano di incertezze c'è il filo dei diritti. Il Capitale umano è l'alternativa essenziale di questo paese, l'unica arma di salvezza, non possiamo assolutamente pensare ad una nuova visone di nazione se non ci si scommette sul capitale umano, gli imprenditori del nord chiedono 4 milioni di lavoratori, che devono venire dall'estero, la legge Bossi-Fini impedisce l'immigrazione regolare, e la destra al governo del paese nella figura di Giorgia Meloni è chiamata a cambiare, come in altre situazioni, i suoi provvedimenti-bandiera, una cosa è la propaganda ed opposizione una cosa significa governare. Le tre sfide cruciali per la neo presidente Meloni che otre ad avere il primato della prima donna premier della storia repubblicana e di fronte a lei vi sono ora tre sfide importanti molto diverse ma altrettanto cruciali che si impongono: l'emergenza delle disuguaglianze, il pericolo delle autocrazie, l'unificazione della memoria nazionale sul fascismo. Questo per quanto riguarda la forma ma la sostanza ed problemi del paese si risolvono con il capitale umano. Essere la prima donna premier significa avere la possibilità di sprigionare nuove energie, che per carità non avendo lo stesso ideologico pensiero bisogna riconoscere la sua tempra di donna, perché non c'è dubbio che fra i ritardi accumulati dall'Italia, è questo il Pd è il maggior responsabile, rispetto ad altre democrazie avanzate c'è la forte carenza di rappresentanza femminile, nei posti che conto per intenderci quelli dei vertici nazionali, nelle istituzioni, nell'economia, nella ricerca. Quanto avvenuto nel NordAmerica ed altrove in Europa ed Asia-Oceania ci dice che c'è un fattore-donne che pesa sulla crescita del PIL. E dunque sarà interessante vedere come la Meloni sfrutterà tale opportunità per far maturare, avanzare l'Italia in ogni direzione. Per carità io o dei dubbi concreti, ma augurandogli buon lavoro, gli propongo di lavorare sulle alternative che mettono al centro kilo capitale umano. Insomma la Destra allo specchio delle sue contraddizioni, adesso che è al governo dovrà fare i conti con le norme che ha propugnato, vedere il lungo colloquio con Draghi di oggi le varie telefonate nei giorni scorsi ma non solo anche il silenzio della premier prima di aver l'incarico, e che impediscono una immigrazione regolare. A chiedere una profonda revisione non sono solo le temute e odiate, da destra, Ong e sinistra, che a mio avviso fanno bene a cercare di insistere magari con un modello, sul tema, riformatore, cercando di aprire tavoli tematici sulla questione per far avanzare una proposta concreta nel merito, ma la stessa base elettorale di piccoli e medi imprenditori che hanno votato destra e che sostengono la destra. Cosa farà la Meloni su questa dinamica? Le imprese vogliono più migranti, manca all'appello il 40% di operare da assumere, ma con flussi tagliati e permessi con il contagocce ora sono le aziende a smascherare il flop della Bossi-Fini, e tanto bello contrastare le Ong oppure chiudere i porti, oppure il blocco navale come sosteneva la Meloni nella sua operatività propagandistica in questi messi e non solo in questi messi, ci vuole veramente essere "Pronti" a governare sopratutto su questi problemi che per lo più interessano il settore economico occupazionale. Ed allora cerchiamo di entrare nel problema è cercare di avere una posizione su questo tema. In un primo luogo le restrizioni alimentano reti clandestine per l'arrivo in Italia e l'occupazione da nord a sud la radiografia del caporalato dalle indagini della finanza, un sistema da smontare reperire personale significa dare lavoro aprire e smontare quella legge diventa essenziale per una immigrazione regolare, investire sul capitale umano diventerà essenziale perché nei prossimi 5 anni andranno in pensione 2,8 milioni di persone e nello stesso periodo vi sarà la necessità di reclutarne 4,5 milioni guardando fuori dai confini, un atto importante ed i numeri ci insegnano e ci raffigurano la situazione per pore rimedio immediatamente. Una legge sbagliata che l'alternativa è quella di abolire o meglio sostituita con una che incentiva il capitale umano regolare per non alimentare il lavoro nero e sottopagato. La ministra Calderone del lavoro e politiche sociali deve lavoraci seriamente su questa questione che è, ripeto, fondamentale. Per carità ci sono anche altri dossier molto caldi ma se vogliamo guardare al futuro bisogna pensare a questo problema. Intanto una cosa da notare che Xi Jinping rimane al potere avendo un consenso assoluto in Cina nel partito cinese zittendo tutti coloro che lo contestano pur di non dire la loro gli fa rimuovere, come è successo ieri nel congresso cinese Hu Jintao viene allontanato perché sostiene una posizione Occidentale, ritengo di non continuare nella esposizione dell'argomento perché non ci sono parole per commentare questo episodio, anzi questo significa che la Russia e la Cina che per giunta Putin è stato il primo nel complimentarsi, significa guerra significa aumento della demografia popolare insieme ad Asia, insomma la geopolitica deve comprendere che stiamo perdendo la democrazia, stiamo perdendo terreno, ma anche c'è in atto un disegno geografico internazionale molto pericoloso che l'Occidente con Italia in testa deve pore rimedio a questa spinta di dittature ed autocrazie estreme. Certo a mio avviso il governo Meloni non aiuta molto su questo fronte ma spero nella risoluzione del problema imminente. Un altro argomento che si pone alternativo ed essenziale da cercare di risolvere ed avanzare nel tema disuguaglianze è il filo dei diritti; l'emancipazione delle ragazze di Kenya e Ghana attraverso la moda è la sfida che deve compire il nostro paese sui diritti anche civili, l'aspetto ed il paragone non è causale infatti la sfida lanciata da Prada che Mariarosa Cutillo, l'esperta di empowerment dell'Onu, non ha intenzione di perdere. La teoria che diventa pratica ma anche partita del futuro, è quella che tiene vivo il fuoco dentro, si vuole mostrare che anche il settore moda, non a caso, può contribuire a rafforzare le donne nelle comunità più lontane ma non solo anche avviare una sorta di emancipazione femminile nel nostro paese per far avanzare la parità di genere fondamentale per cercare di risolvere poi altre dinamiche civili che ci attanagliano. Dura sei mesi e convolve 45 ragazze tra i 17 e i 31 anni, provenienti da background svantaggiati di Kenya e Ghana paesi dover c'è una scena emergente molto vivace in fatto di moda, ma non si tratta di fornire conoscenze e competenze pratiche per il loro futuro professionale, perché parallelamente si propone una più profonda comprensione dei diritti sessuali e riproduttivi oltre ad educazione lavorativa e comportamentale, ci si vuole davvero avere un impatto sulle comunità e non lasciare nessuna indietro. Prendiamo questa buona cosa e tramutiamola nei centri più disagiati nel nostro paese Italia, tra immigranti irregolari e regolari tra poveri e tanto altro e facciamo tesoro di questa alternativa validissima di valorizzazione del capitale umano questa è la strada da percorrere. Sono fiducioso perché oggi le aziende capiscono l'importanza di tutelare il capitale umano e le donne, ma dobbiamo continuare ed aumentare l'attenzione su questo fronte cercando di aver cura mia aah dei aver una legge sui diritti civili equa e morale, le disuguaglianze si combattono in modo da far lavorare il capitale umano al meglio ed avere una globallizazione che ci aiuta nelle democrazie odierne. Non è eccessivo riconoscere che l’Italia si trovi oggi davanti ad un drammatico bivio. Da un lato c’è il sentiero stretto, tutto in salita, che va verso una nuova fase di sviluppo economico e sociale. Sull’altro lato c’è un’ampia strada in discesa «che porta al disastro» - come ammoniva il direttore Tamburini in un editoriale pubblicato poco prima della seconda ondata pandemica - «reso ancora più drammatico dalla montagna di debito pubblico». Le nostre fragilità passate e l’impatto della crisi sanitaria ci spingono verso la seconda strada. Servirà, nel nuovo anno, tutta la nostra volontà e lucidità d’intenti per imboccare con decisione la prima. Tra gli squilibri accumulati che ci sbilanciano verso la direzione sbagliata, assieme all’indebitamento c’è anche, forse ancor più, l’invecchiamento demografico. Si tratta di due enormi macigni che gravano sul debole capitale umano delle nuove generazioni, a cui si associa la scarsa capacità di piena valorizzazione nella società e nel mondo del lavoro.

Su questi fronti, come ben noto, occupiamo le posizioni peggiori in Europa, ma sono anche gli stessi su cui la diffusione del virus rischia maggiormente di farci arretrare. Dobbiamo allora evitare di indebolire la risposta resiliente che possiamo dare alla pandemia - risollevandoci anche dagli squilibri e risanando le fragilità pregresse - che risiede principalmente nel capitale umano presente e futuro all’interno della forza lavoro.



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