Spania 🇪🇸

 Se volete capire perché la sinistra in Spagna, il PSOE, in particolare, è stata sconfitta in modo decisivo nelle elezioni regionali e municipali tenutesi domenica scorsa, e perché le politiche di riduzione delle tasse, della libera impresa e della libertà personale della presidente regionale di centro-destra di Madrid, Isabel Diaz Ayuso, e della sua squadra hanno ancora una volta consegnato una clamorosa vittoria per il Partido Popular / Partido Popular de Madrid di certo è una clamorosa sconfitta, ma bisogna imparare dalle sconfitte.  nelle ultime settimane la politica spagnola sia stata tormentata dal tema della presenza di 44 ex membri dell’Eta nelle liste della coalizione degli autonomisti baschi alle elezioni comunali. Questa coalizione, che si chiama EH Bildu, sostiene esternamente il governo nazionale guidato dal socialista Pedro Sánchez e ciò ha scatenato polemiche in tutto il Paese. Sette di questi ex terroristi, che avevano partecipato ad attentati e omicidi, alla fine si sono ritirati, ma lo scandalo e lo scontro politico non si sono placati e si pensa che questo abbia influito sui risultati elettorali locali che hanno segnato un crollo della sinistra e hanno portato Sánchez a indire elezioni politiche anticipate.

Insomma, la Spagna, dodici anni dopo la decisione dell’Eta di deporre le armi, si trova a fare i conti con il tema della pacificazione e del ritorno nella società degli ex terroristi. «È il nostro turno di spingere la notte più in là»

Oggi il Paese basco, sembra un luogo ideale e ha una qualità della vita altissima, ma non possiamo dimenticare che in quel paradiso sociale sono accaduti fatti terribili. L’Eta, che è nata nel 1958, un anno prima di me, nella sua vita ha ucciso 855 persone e ne ha ferite migliaia, prima di decidere di abbandonare la lotta armata nel 2011. Adesso c’è un dibattito molto interessante per provare a trovare un racconto comune di ciò che è successo. Io però temo non sia possibile e me ne rendo conto perché non esiste nemmeno un linguaggio condiviso, da una parte si dice terrorismo e dall’altra lotta armata, oppure la parola Spagna viene sostituita con “lo Stato”. La soluzione è quella di creare una memoria fuori dalle polemiche personali, una memoria collettiva o condivisibile che si possa trovare nei libri, nei film, nelle testimonianze, che possa servire ai cittadini che vorranno sapere e capire. Io porto il mio piccolo granello di sabbia a questo sforzo di memoria.

Sedici anni dopo l’uscita in Italia, viene pubblicato in Spagna un libro scritto da Mario Calabresi: Spingendo la notte più in là. Per gli spagnoli fare i conti con le eredità del terrorismo è un tema di estrema attualità e la via italiana un esempio.


Il patto di amicizia siglato a Barcellona da Macron e Sanchez è sostanzialmente l'accordo del Quirinale ma tra Francia e Spagna. Una questione da non sottovalutare: Madrid non vuole essere più considerata la quarta/quinta incomoda tra i grandi UE, mentre Macron ha bisogno di alleati in un nuovo tentativo di rilanciare i suoi piani di leadership. Ci riuscirà? Difficile che questo ultimo "asse europeista" dei Pirenei abbia una forza decisiva. Intanto però giungono alcune indicazioni su cui l'Italia non può fare finta di niente. In questa situazione dovrebbe recitare un ruolo da protagonista l'Italia. 

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