Le Banche 🏦
Si può discutere di tutto, ma davvero era ragionevole pensare che potessero essere lasciate al 100%, nella disponibilità delle banche e dei loro azionisti, le super-performance economiche delle banche, per la parte di esse che sono generate non già dalla encomiabile capacità imprenditoriale dei board nello strutturare prodotti finanziari innovativi e gestire al meglio il rischio di credito, ma soltanto dal fatto che negli ultimi 12 mesi i tassi a favore delle banche sono stati adeguati in tempo reale alle decisioni BCE, mentre quelli a favore della clientela sono stati mantenuti a zero o quasi?
Qui non si parla di extra-tassare l’abilità imprenditoriale e il profitto d’impresa di qualcuno, ma una pura e semplice congiuntura finanziaria che lo strabismo nell’adeguamento dei tassi creditori e debitori ha trasformato in una sorta di vincita al superenalotto (e le vincite al superenalotto sono tassate).
Lasciatelo dire a chi è il primo a difendere le banche dal solito populismo antibancario che attacca i sacrosanti profitti che le banche conseguono facendo il loro lavoro, ossia prestare denaro verso corrispettivo e solo a chi offre garanzie o progetti adeguati per la sua restituzione, non a chicchessia. La differenza, se c’è, va cercata non in una scelta che in queste circostanze è di puro buonsenso trasversale, ma nell’impiego che viene fatto di quella scelta. Da liberista pensare che lo stato possa, soggettivamente, decidere quando il profitto è extra, o meno, mi preoccupa. E non parlo del caso specifico delle banche, ma in generale. Se produco reddito devo sapere qual’e’ il tax rate “ex ante”. Oggi, forse, per le banche c’è una motivazione per la tassazione dei cosiddetti profitti “extra”, ma in futuro? Chi deciderà quale sarà la soglia di utili a cui fermarsi per evitare prelievi aggiuntivi a quelli già esosi della nostra Nazione? Domande a cui si deve dare risposta, anche in tempi brevi. Una pluralità di soggetti hanno realizzato un incremento esponenziale degli utili, ma colpire le banche è stata una scelta più facile e popolare. Nel fare questo hanno dimenticato di un esercito di piccoli risparmiatori che hanno perso parte del capitale investito in azioni.
Morale della favola: o meglio riassumiamo dicendo; ora abi tratta sulla remurazione dei depositi..comunque la tassa è stato frutto di un intervento improvvisato comunicato male che ha prodotto danni ai risparmiatori e perdita di fiducia dei fondi internazionali che investono in Italia..per nn parlare che saranno i correntisti a pagarla con nuovi aumenti delle spese..e da ultimo ricordiamoci che le banche comprano il debito pubblico..quindi anche il governo è dovuto correre ai ripari mettendo un tetto massimo direi che ci troviamo davanti a incompetenti populisti che hanno inseguito PD sinistra italiana e 5stelle sul loro campo, un campo impervio dove si può caratterizzare una piaga sociale nella media borghesia e imprenditoria famigliare, un argomento che in questi giorni prende sia le pagine di giornale che i Tg delle TV ma la situazione è molto importante alquanto pericolosa e.maneggiare con cura. Ovviamente è lecito pensarla anche dicendo che: Chi tocca le banche la paga carissima. La tassa è sacrosanta ma le banche hanno molti mezzi per reagire. Forse qualcuno non ha ancora capito che il settore bancario è un settore oligopolistico: comanda l’offerta e non la domanda. L’offerta stabilisce i prezzi in questo caso i tassi di interesse e la quantità il credito da erogare. L’unico modo per spezzare il potere degli oligopoli privati è quello di avere banche pubbliche non quotate in borsa che possono muoversi con logiche diverse rispetto alle banche private. Ma noi abbiamo privatizzato praticamente tutto. Ecco i risultati. P.S. Nessuno vuole statalizzare l'intero sistema, sto solo dicendo che per avere una vera concorrenza servono banche pubbliche accanto a quelle private. A voi i commenti.
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