Comunicatore o Manipolatore

 I temi fondamentali sono tre: La gentilezza, come metodo per affrontare i problemi e risolvere i conflitti e strumento chiave per produrre senso nelle relazioni umane. Il coraggio come essenziale virtù civile e veicolo del cambiamento. La capacità di porre e di porsi domande, la capacità di dubitare, insomma, come nucleo del pensiero critico e dunque della cittadinanza attiva. Queste tre temi, sono i principali fattori per costruire una politica alternativa, #Draghi sta usando questi temi con scrupolosità, con parsimonia aggiungendo una sano comunicazione sui fatti, troppo spesso abbiamo assistito, #Conte, di conferenze stampa all’ultimo minuto, una troppa informazione anche solo sulle voci, un continuo stare in campagna elettorale, questo è uno dei fattori della discesa di #Conte. Ricordiamoci sempre che chi è cedevole supera le prove, chi è duro, rigido, prima o poi viene sconfitto e spezzato. Prima o poi troverà  qualcuno più forte. Abbiamo assistito sempre al vecchio governo una politica di violenza verbale, con una tale ferocia che era devastante per i cittadini sia vederlo che sentirlo, ora Draghi governa con il vero e giusto uso misurato delle parole, per alcuni anche poche, per altri poche ma buone, a questo punto è opportuno una rapida digressione per chiarire la differenza tra le due tipologie spesso confuse e sovrapposte, in realtà molto differenti: Il buon comunicatore e l’efficace manipolatore. Un concetto molto interessante da analizzare, che analizza perfettamente il #Conte e il #Draghi di turno. Un buon comunicatore trasferisce contenuti, cioè pratica un’azione munita di senso. Il criterio ispiratore, il valore alla base della buona comunicazione politica, per esempio, è la verità. Non intesa come verità assoluta, oggettiva, bensì come il punto di vista in buona fede, correttamente raccontato, del soggetto parlante. In quello che dice un manipolatore (il massimo esponente mondiale della categoria è probabilmente il quarantacinquesimo presidente americano #DonaldTrump in Italia siamo con la figura di #Salvini insomma i populisti) non vi è contenuto ma solo la sua apparenza. Le parole sono svuotate dei loro significati e vi è invece un dilagare, più o meno visibile, dell’ego e del narcisismo molto marcato. Inutile dire che in questa procedura non si apre alcuno spazio, nè pratico nè morale, per la verità. Questa è la vera domanda che ci facciamo sempre: il populismo vive di menzogne che le evidenziano mascherando la vera verità, #Conte che vuole essere il leader di un populismo sano deve fare presente che il suo moto è la menzogna, di fatto i suo, oramai, movimento % stelle si cataloga intorno alla politica dell’annuncio per poi disertare i fatti. #Draghi si può definire il signore del buon comunicatore scegliendo sempre parole giuste, poche, ma giuste in quel preciso istante tutte contornate da mirate discussioni che contribuiscono alla sana dialettica politica che si può riassumere intornia alle verità concrete, molto sensate, ma anche percorribili con fatti.

Non può esistere un bravo comunicatore e manipolatore insieme o l’una o l’altra, bisogna scegliere.

Il fatto è quel manipolatore oggi governa con i buoni comunicatori perchè?

Perché la politica non riesce a distinguere le due cose?

Molto utile leggere un fantastico libro di Gianrico Carofiglio intitolato “Della Gentilezza e del Coraggio”

Un fantastico breviario di politica e altre cose consigliato.



 

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