“Enrico stai sereno” Avvolte ritornano. #Pd
Avvolte ritornano, “Enrico stai sereno” oppure “Enrico chi” insomma nè abbiamo sentite tante, ma nella crisi profonda del partito democratico, e dopo la “morte” della sua identità, con le dimissioni di Zingaretti a mio avviso sbagliate, irrompe la figura, tanta acclamata di Enrico Letta che si prende 48 ore di tempo per dare una risposta a chi lo tira per la giacchetta. La professionalità, presidente di una Università Paris School of International Affairs, presidente di Italia Asean, fondatore di Scuola di Politiche insieme ad Marco Meloni che lo dirige è sicuramente la persona giusta aldilà del suo passato discutibile come ex presidente del consiglio con un governo allargato, ma è una figura di spicco nella politica di sinistra moderata anche lui molto centrista che estrema sinistra, un femminista convinto, un vero diplomatico della politica nostrana, insomma un nome una garanzia per guidare il Pd alla ricerca di una via d’uscita dentro un tunnel infinito, lui sarà incaricato di trovare la luce. Credo che sia un compito molto arduo, vedete anche Renzi si trovò a combattere le correnti interne sopratutto nel referendum o lasciato da solo al suo destino, aldilà delle sue scelte oppure che piaccia o no la figura ma già da allora con Renzi si capiva che qualcosa non quadrava non colpa dei renziani, ma di altre correnti interne soprannominato fuoco amico o franchi tiratori, detto questo non è che arriva Letta è sui risolve la situazione, lui non è il Profetta a in patria, è una figura importante ma se non cambia il Pd stesso partendo da queste benedette correnti interne l’identità non arriverà mai, anzi lo stesso segretario, chi sarà, troverà altre difficolta come le ha trovate Renzi, Zingaretti, Franceschini, Bersani, insomma bisogna rinnovare la classe dirigente, con voce unica, con un partito largo verso il centro, plurale, riformista, ma nello stesso tempo progressista, incarnare il partito stesso. Non può farlo il segretario se non si cambiano prima le menti di chi ne fa parte, il Pd deve essere una forza democratica che si pone agli elettori con umiltà, con idee chiare, con o senza poltrone, ma parlare di cosa si intende fare ma tutti insieme è non che qualcuno esca fuori dal coro, abbiamo assistito troppi anni di lacerazioni interne, troppi personalismi non dovuti solo alla figura di Renzi anzi al mio parere Renzi è stato l’unico a mantenere e portare il partito alla soglia del 40% mantenendo la sua linea di adesso, allora funzionò perchè la determinazione del partito erra con lui segretario di allora. Basta dire è colpa dì, oppure io la penso così, oppure contrastare i vertici del partito mettendosi in disparte e creare una corrente di fedelissimi. Tutto ciò oltre ad essere sbagliato e anche la causa della perdita di consensi, Zingaretti lascia la barca, mentre penso che le battaglie si fanno da dentro sopratutto in una posizione di privilegio come la poltrona da segretario, mossa sbagliata che crea ancora più scompiglio sia al partito stesso che al prossimo segretario di turno. Io non so se Enrico Letta aceterà, ma una cosa è certa il Pd cosi com’è no va bene e va cambiato tutto, partendo da una base quella riformista e non estremista, il futuro è al centro non gli estremi. Non ci rifugiamo nella politica diffamatoria come “È colpa di Renzi” Renzi a mio avviso deve essere una risorsa, da sfruttare, lo so mio prenderò un sacco di insulti anche io ma è ciò che penso e esprimo come giudizio personale.
Ora aspettiamo chi sarà il segretario del Pd ma attenzione l’Elevato è nei paraggi.

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