McKinsey gli esperti del Recovery Plan
-Oggi i Twit che andava più per la maggiore era #McKinsey il colosso di esperti americano che gestisce la montagna di fondi, esperti in consulenze manageriale, devono le principali aziende, istituzioni e organizzazione internazionali, insomma sono esperti del settore economico. Fino qua niente di starno, anzi troppo silenzio, ma quando la notizia viene diffusa sulla carta stampata i politici cominciano a “ragliare“ come si usa dire in gergo stretto, #Draghi avrebbe sondato la società di consulenza per avere maggior velocità ma anche una specifica opinione a riguardo del #RecoveryFund, ma l’informazione va avanti fornendo dettagli molto precisi della consulenza, insomma come dire cari politici se volete “Ragliare” bene fatelo con questo “mapazzone” detto alla Bruno Barbieri, di notizie presumibilmente vere. Allora prendendo per vero quello che dicono la stampa io non ci trovo niente di male, anzi sono abbastanza coperto dalla competenza sella consulenza di alto livello della società in questione, ritengo anche, e qui pongo delle interrogazioni, che #Draghi visto la vasta complessità del piano #RecoveryFund la collaborazione è consigliata non solo per la sua velocità vista la scadenza della presentazione, fine aprile, quindi per rispettare la data ultima serve, una concreta e utile mano alla trascrizione, non solo, perchè il piano non poteva essere svolto dai funzionari di via XX settembre sede del ministero dell’economia, per il semplice fatto che la scarsa attitudine della macchina burocratica ad affrontare, con celerità, un’operazione di politica economica di queste dimensioni. Ricordiamoci sempre che l’Europa, e qui vengo ad un’altra considerazione, non mette solo a disposizione dei governi le risorse, denaro cash, ma pone una serie condizioni, vincoli, nelle definizione dei progetti. Che devono essere coerenti con la transizione ecologica e digitale, .ma insistere con la produzione di crescita in vari settori strategici. Ancora per finire questa collaborazione sarà prettamente tecnica perchè gli indirizzi politici sono nelle mani dei ministri dell’economia Daniele Franco ed il Mef con la figura di Giorgetti, ovviamente con la super visione del presidente del consiglio Mario Draghi. Con McKinsey si dovranno valutare i costi d’impatto, seguendo le regole europee, dei diversi progetti, il ministero ha chiesto alla società di verificare o esaminare eventuali progetti già realizzati in altri paesi, per verificare la fattibilità dell’esecuzione operativa. Ora tutto ciò crea polemiche, e già, ancora polemiche, non dimentichiamo che #Conte usava una miriade di commissari che a loro volta costatavano le società di consulenza, quindi doppio passaggio, per poi senza contare che lo stesso #Conte si appropriava della consulenza della stessa società in questione nell’ambito dei ristori. Quindi in parole piovere polemiche sterili prive di ogni fondamento, prima ci lamentavamo dei 300 super commissari per gestire il Recovery ora diamo una consulenza tecnica è stiamo sempre nelle fauci della polemica, insomma mi viene da pensare che a qualcuno, più di qualcuno, gli pesa non mettere le mani sui fondi europei, non gestirli insomma.#Draghi dal canto suo tira dritto, e fa benissimo, già cambiata la struttura dalla gestione vaccinale si appresta a continuare a silurare chi non si piega al suo potere decisionale, ma sopratutto di competenza. Personalmente trovo le scelte di #Draghi giuste, decise, concrette, veloci, ma sopratutto da statista vero. Draghi blocca l’esportazione dei vaccini: ecco la differenza tra sovrano e sovranismo urlato.
-Il #Pd perde completamente le brache, prima #Grillo si propone come l’elevato e si propone alla segreteria del partito democratico, poi le #Sardine che ancora non sano che cosa vogliono fare, come fare, con quale metodo fare, con quale programma o idea, insomma il #Pd sta morendo. #Renzi dal canto suo va per la sua strada, facendo sempre del centro la sua vocazione, a mio avviso ci riuscirà in più credo anche che sia la mossa più giusta da fare in questo momento storico, la sua concretezza nel merito lo porta ad essere un “spauracchio” politico interessante, ripeto il vero vincitore 🥇 è lui che annichilisce chi non pensa alle future generazioni, disfa anche contro la sua natura, solo per creare una base riformista vera, il campo che Matteo ha sempre voluto conquistare.

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