Il Credito!!!!!!!!

 C’è un ambito che nelle sue ambiguità, evidenzia preoccupazioni, quell’ambito è il credito, bilanci floridi, con profitti e dividenti. Ma gli istituti di credito sono molto preoccupati, la pandemia segna con ferite evidenti le aziende è non solo, piccola e media impresa sono molto indietro, vanno a passo lento come si immaginava, ma per le banche con la fine dei sussidi, molte imprese, la Confindustria conferma, non potranno più pagare i loro debiti a confermare anche il giornale economico il sole 24 ore, e tutti gli aspetti del settore economico mettendo in risalto l’evidenza della difficoltà che incontreranno le banche indirettamente, e direttamente le imprese. La emergenza sanitaria a messo in evidenza dei limiti, mettendo in ginocchio una intera fioriera artigianale e commerciale, basti pensare alla piccola media impresa fatto di artigianato, bar, parrucchieri, abbigliamento, falegname, sartoria, centri benessere ed estetici, e tutto l’indotto che gli compete tra prodotti, grossisti e via dicendo, qui parliamo di piccola media impresa, partite Iva per intenderci ma motore pulsante del paese, quello vivo e vegeto dove lo stato, quindi le banche si aggrappavano essendo un ambito molto produttivo, ritornando all’inizio della discussione la linea dei crediti a rischio più finanziamenti alle aziende, e profitti a sufficienza con la vistosa ma scontata eccezione dei Monti Dei Paschi Di Siena perennemente in difficoltà, un aiuto continuo una sorta di Alitalia per intenderci, per distribuire ai soci un dividendo. A giudicare dai bilanci messi in evidenza dagli esperti del settore, del 2020, le banche sembrano aver assorbito senza particolari problemi la peggiore recessione dell’ultimo secolo, eppure, da settimane la lobby dei banchieri marca stretto il governo. La domanda sorge spontanea: perché? In ballo c’è il rinovo delle misure di sostegno all’economia per intenderci le misure anti-COVID-19 da poco prorogati fino a giugno per dare respiro alle imprese, per gli istituti di credito dovevano prorogare fine a fine anno, per avere una chiara situazione per intervenire sul prodotto che la banca potrebbe emettere dopo l’aiuto anche il presidente dell’ABI è su questa linea in caso contrario cioè fino a giugno poi basta, ci prepariamo ad una tempesta perfetta con aziende in chiusura e linee di credito non pagate e rimborsate con scoperti mai coperti e via dicendo. Il perchè è semplice migliaia di aziende uscite malconce dal tunnel infernale della recessione economica del coronavirus si troverebbero a fronteggiare la ripresa a corto di liquidità e pressate dagli impegni nei confronti dei finanziatori le banche. E allora crisi e fallimenti aumenterebbero a dismisura si moltiplicherebbero con conseguenze pesanti sull’occupazione. L’unica soluzione sarebbe quella di prolungare il periodo d’aiuti fino a fine anno, personalmente sono sempre molto critico con le lobby bancarie, con gli istituti di credito, ma in questo frangente sono dalla loro parte o meglio dalla parte aziende, confido in #Draghi nel prolungato sostegno fino a fine anno, con l’auspicio che le aziende trovino anche spirito di inventiva nella trasformazione della propria produzione, un reinventarsi insomma, che non guasta mai, anzi per quella transizione ecologica che la politica alternativa si fonde. 

- le aziende oltre a produrre, creano posti di lavoro, creano occupazione, bisogna fare una seria politica di aiuti per sostenere le aziende già indebitate, ma sopratutto aiutarle sia nella trasformazione produttiva, ma anche negli investimenti, aiutare le aziende significa aiutare famiglie, che sia ben intesso, ma di questa situazione gli istituti di credito non devono cullarsi, devono mettere in campo la capacità di aiutare.




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