I dati fanno paura, la paura si vince con il coraggio!!!!!!!!!!!

 Il conto della pandemia secondo l’Istat, profila un titolo non solo da carta stampata “L’Italia è più povera” ma è la realtà dei fatti, ci scontriamo con la perdita di denaro contante, la famosa liquidità, siamo difronte ad una catastrofe economica ancora non evidente ma presto saremo chiamati a dargli conto purtroppo, la pandemia mette non solo a dura prova la sanità ma tutto il comparto economico industriale della nostra nazione, le partite Iva, gli autonomi, le imprese, sono in netto calo, giù del 40% i consumi di pasqua, i giovani lavoratori esclusi dai sostegni, parliamo delle aziende aperte nel 2020 che non hanno storico, quindi non possono accedere agli aiuti, diminuisce di un altro 1,8% il reddito delle famiglie, sale al 52% la pressione fiscale, ma la cosa che fa imbestialire ancora di più è: il crollo della fiducia nel futuro. In questo maledetto anno siamo diventati una civiltà esclusa dalla vita quotidiana, ci siamo giustamente reclusi per via della emergenza sanitaria che ancora incombe basti pensare l’innalzamento dei ricoveri, ma quello che il governo deve tener conto è il nostro stato di salute economico, che sta peggiorando sempre più, i consumi lo dimostrano, uno su cinque della popolazione è convinta che le condizioni di vita peggioreranno ancora di più, la scuola non aiuta per niente, la vità in città si è fermata ed il salario famigliare diminuisce, lo stato contribuisce con degli aiuti, ma a mio avviso deve attuare una politica alternativa progressiva di rilancio, anzi per non finire nelle sabbie mobile e dare speranza, si deve programmare un profilo economico capace di dare sostegno alle aziende, partite Iva, autonomi, per il rilancio delle loro imprese, non solo con ammortizzatore sociale, ma con l’aiuto allo sburocratizzare il sistema giudiziario, anche quello amministrativo, sburocratizzare la tassazione, avendo modelli nuovi, ma sopratutto aiutare che vuole trasformare le sua azienda Coin una produzione nuova hai passi con il tempo che stiamo sostenendo, aiutare chi crea occupazione, creare profili di credito giusti ed equilibrati, bene ha fatto la Regione Lazio con Zingaretti mettendo 4 milioni per i mercati rionali, per un nuovo look, un esempio lampante questo che ci fa capire l’importanza di reinventarci, la regione mette a disposizione dei mercati rionali di tutta la sua posizione geografica, da sette aprile, 4 milioni per interventi da 200mila euro ciascuno, un investimento sulle comunità molto importante che si identifica in quello che voglio dire come la parola aiuto economico, mettere a disposizione fondi o per ricreare un nuovo modello di commercio. Ancora contributi per rinnovare box, i banchi rionali, gli strumenti di lavoro e pre creare zone da mettere a disposizione degli utenti con connessione internet si-fi, brava la Regione Lazio questo è il modello da seguire, l’ingegno deve sovrastare sulla angoscia e la disposizione, il governo si faccia promotore di atti di questo tipo e vedremmo meno segni meno ma più positività economica nel paese, avere paura del futuro è una bruttissima cosa, i nostri figli devono essere incoraggiati sempre. Vedete c’è chi con il COVID ci ha guadagniamo con le giuste azioni, vedi l’America boom di occupati mettendo il turbo, 919 posti di lavoro creati dall’economia americana nel mese di marzo, un dato che gli analisti non avevano proprio pronosticato neanche realizzato minimamente, ed allora si può convivere con il virus non ci facciamo abbattere, ma rialziamo la testa, creiamo le basi o del futuro cominciando dalla giusta ripresa, attenzione non facciamo sciocchezze come abbiamo fatto nelle scuole, forse a mio avviso proprio lì bisogna ripartire.

Un appello a non disperdere energie, ma convincerci che con le giuste scelte l’economia può dare un vero slancio a questa emergenza, le capacità le abbiamo, in patto tra le generazioni per tornare a crescere, un programma di interventi mirati, concreti, che ha il coraggio e l’audacia del futuro, il coronavirus deve essere una opportunità per crescere, è non metterci in depressione oppure in paranoia, deve offrire una formidabile stagione carica di positività intesa come rilancio e non cadere nelle sabbie mobili.

La sfida che abbiamo davanti è una grande sfida politica, dovremo ripensare molto, se non tutto, e tenere insieme riformismo politico, crescita economica, civiltà garantista, patriottismo della bellezza e della cultura, su questa base poniamoci domande: 

- Quale paese vogliamo costruire?

- Quali infrastrutture vogliamo sbloccare?

- Quali riforme possiamo ottenere il massimo risultato?

- Cosa intendiamo come “Aiuto”?

Sono domande, le prime di una lunga serie, a cui è urgente rispondere, se vogliamo ridare slancio all’Italia 




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