L’UNITÀ

 L’Unità non è un deserto, ma un luogo dove condividere, con chiunque, le esperienze di vita di cultura di umanità, il governo di emergenza non può significare un paese normalizzato, senza cosi critiche e la politica si crea un vuoto, destinato a essere riempito. Non bisogna tenere una società addormentata, anestetizzata non deve coincidere con il conflitto politico e sociale, solo è soltanto concepire una Unità nazionale in questo modo è pericoloso, il governo Andreotti ci insegna un monocolore democristiano dopo vene Monti adesso Draghi, tutto la discussione si sposta, giustamente sulla pandemia che pone interventi mirati, concreti, veloci, ma anche coraggiosi, ma intanto si moltiplicano segnali di inquietudine della società civile ci sono vicende che rappresenta quanta drammatica ricostruzione dei fatti, bottiglia incendiaria contro un Hub vaccinale di Brescia pacco lasciato sotto una abitazione del presidente della Emilia-Romagna con delle scritte che inducono che il COVID non esiste, l’incendio del portone del l’istituto superiore di sanità, atti di violenza diffuse in tutta Italia 🇮🇹 atti di intimidazioni fatte al governo causa decisioni prese per contrastare la pandemia, oppure scelta di obbligatorietà vaccinale non andate giù hai no-vax insomma il cosiddetto “Rumore di Fondo” quel brusio che tanto brusio non è visto la grandezza dei gesti. Allora che cos’è l’Unita Nazionale tanto appellata? Appariva un’ipotesi fantapolitica, un clima cupo che può trasformarsi in un terreno favorevole per le avventure più pericolose. Poi ci sono le manifestazioni pacifiche quelle che i negozianti, commercianti, ristoratori, creano per far sentire giustamente la loro voce sforiate nei sit-com sotto la presidenza del consiglio del Montecitorio dove portano le loro ragioni le loro istanze, la loro paura, cosa ragionevole senza dubbio anzi la libertà di manifestare il proprio dissenso senza creare problemi di ordine pubblico non è solo un atto i democratico e libero ma anche moralmente giusto e costituzionale. Queste manifestazioni sono anche sinonimo di sofferenza che porta la solidarietà di tutti anche quella delle forze dell’ordine che sono chiamati a moderare le manifestazioni, scene molto belle dove tra manifestanti e forze dell’ordine che discutano come semplicissimi cittadini dalla stessa perte, come sono d’altronde, fanno pensare ad una Unità che ci deve essere assolutamente ma senza degenerare. Tra una manifestazione 🪧 è un latra escono dati, io personalmente le chiamò sentenze, l’uscita dei cartelli, non dei manifestanti, ma quelli dell’Istat sull’occupazione, un milione di posti persi in un anno, 700 mila inattivi, 355 mila lavoratori autonomi, che hanno chiuso la loro impresa tra il 2020 e il 2021 tutti sottoposti allo stop 🛑 and go obbligatorio. Troppe tensioni per bloccarsi di fronte al copricapo di uno sciamano, diventato nell’immaginario il simbolo della malattia che asfissia le democrazie. La mancanza di rappresentanza, la lontananza delle classi dirigenti 👩‍💼 l’assenza di una prospettiva e di una visone del domani, sono tutte conseguenze di una mancata Unità. Per questo L’Unità nazionale in politica non può coincidere con la fine della politica, perché nel silenzio della politica in assenza di voci, nell’appiattimento delle differenze partitiche, nel sonno delle idee 💡 cresce la stanchezza per la democrazia. Per questo L’Unità nazionale non vuol dire normalizzazione anzi richiede un di più di pensiero critico e di controllo democratico. Quindi a #Draghi la sintesi, attenzione ⛔️ non non si creano questi presupposti finiamo di dare in mano ad un’apprendista stregone le sorti del nostro paese, cosa che non ci possiamo permettere in tempo di rilancio economico industriale 🏭 .

-Non è un avvertimento, ma si deve navigare a vista, uniti, come le loro differenze che devono sfociare in un dialogo costruttivo per costruire fondamenta del futuro della politica italiana ma anche e sopratutto della nostra civiltà messa in discussione in corso pandemico, le correnti interne, esterne devono contribuire alla rinascita, il rinascimento pone solo uno punto fondamentale, la DEMOCRAZIA DECISIONALE. Senza scocciare in atti intimidatori, vandalici, e quant’altro, senza cavalcare il populismo che non condanna queste azioni, chi cavalca queste cose incide sul la guerra sociale cosa da evitare.


 


Commenti

Post popolari in questo blog

CGIL con Landini premier

Le Banche 🏦

Spania 🇪🇸