Mar dei Sargassi!!!!!!
- L’economia sta imparando a consumare meno energia, la preoccupazione per l’ambiente, sopratutto negli ultimi anni, è una conquista relativamente recente, prima si dava priorità allo sviluppo, “costi quel che costi” un atteggiamento storicamente comprensibile, anche se ritengo che di comprensibile all’epoca c’erano ben poche cose, e ne troviamo ancora oggi i tristi riflessi nell’inquinamento nei paesi che hanno scelto lo sviluppo “a rotta di collo” per intenderci vedi lo smog di Pechino. Oggi il pendolo sta oscillando sempre più verso altri paesi, colpevoli di uno sviluppo economico industriale poco sostenibile, molto più redditizio a tutti i costi, è oramai un passaggio obbligatorio se vogliamo lasciare una nazione sana alla futura generazione, la cosa che poteva sembrare poco imminente prima diventa obbligatoria adesso, per mancanza non solo di lungimiranza politica, ma anche di poco ascolto, di solito i segnali per distribuire risorse nel modo migliore vengono dati dai prezzi di mercato, ma ci sono molti casi di “fallimento del mercato” in questi casi bisogna ristabilire la verità dei costi. Per esempio, una conceria, nel produrre le pelli, finisce con lo scaricare i liquami di scarto nella terra o nei fiumi questo non è un costo per la conceria, ma “esternalità negativa” si può riportare questo costo a carico dell’azienda con una tassa sui liquami di scarico; o con un divieterò assoluto, che costringe l’impresa a modificare il processo produttivo. C’è una terza via, che è quella di stabilire un mercato dei “permessi di inquinare”. L’economia verde c’è e acquisterà sempre maggior valore sia nella vita delle persone sia nel processo evolutivo industriale e sociale del nostro tessuto economico, ovviamente questo è applicabile in tutte le tipologie di aziende che vogliono essere grenn è lo stato deve mettere in campo una politica severa sia dei controllo sia di incentivazione. L’economia ha bisogno di dare valore a tutto. Ma ci sono tante cose nella vita che non hanno prezzo, quanto valgono l’aria o l’acqua? E un bel panorama? Fatevi queste domande è datevi oggettive risposte! Il nodo sta proprio di “esternalità” non sempre i prezzi esprimono compiutamente i costi complessivi sostenuti dalla collettività. L’impatto ambientale è uno dei casi più frequenti in cui le regole devono assicurare un coretto funzionamento dell’economia di mercato, e qui che entra in gioco la politica, il governo, le istituzioni, i partiti, i leader del momento, qui si misura sia l’oggettiva proposta di cambiamento climatico ed ambientale, ma anche la voglia di essere protagonista di una vera riforma epocale. E qui sorge spontanea una domanda: come si passa dalle “esternalità” alle “internalità”? Semplice divieti, sanzioni per pratiche scorrette possono obbligare, aggiungono devono, a un corretto aggiustamento dei prezzi. Insomma l’effetto serra e pioggia acide sono esternalità negative, per fermale servono regole e divieti, ma anche permessi, ricordiamo l’accordo di Kyoto la compravendita di emissioni è uno strumento, a mio avviso da migliorare e riformulare, utile per contrastare il riscaldamento globale, che adesso è molto più evidente di prima. L’ecologia corregge il Pil, l’economia ha vari colori, anche il “verde” ecologico, un approccio per calcolare costi che di solito non vengono analizzati o meglio prima sesso si sta correggendo il tiro abbiamo più informazioni in merito, ma utili per imporrare a impiegare al meglio le risorse che abbiamo a disposizione. Ovviamente è necessario guardare al sistema economico tenendo conto anche dei danni che non vengono catturati dalle misure normali del Pil. La biodiversità è essenziale al nostro i benessere: nel Mar dei Sargassi c’è un batterio che produce un quinto dell’ossigeno che respiriamo.
-Non sarà semplice, ma dobbiamo affrontare il cambiamento in tutte le sue sfaccettature, lo facciamo per i nostri figli, nipoti, ed la futura generazione che verrà dopo di noi.

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