Plastiche maledette!!!!!
-È una reazione chimica, espressione di questo tipo nè abbiamo sentite tante, ma entriamo a nel merito della riflessione posta su questo blog che da tempo mette in evidenza il problema del clima il Climate Change. Calcare più calore uguale ossido di calcio più anidride carbonica e non c’è modo di aggirarla. È un rapporto di uno a uno: se si produce una tonnellata di cemento, si ottiene una tonnellata di anidride carbonica, non c’è scampo l’equazione è evidentissima, abbiamo approfondito molto nei diversi post nel blog il tema sui materiali che diventa determinate pere cambiare la nostra vita, ma sopratutto salvaguardare le future generazioni, è continuiamo a farlo anche su questo post continuando il rapporto, ma anche dando un modo per fermarsi a riflettere su che via adottare. Paragonata al cemento e all’acciaio, la plastica è la bambina del gruppo. Anche se gli esseri umani usano materie plastiche naturali come la gomma già da migliaia d’anni, le plastiche sintetiche si sono imposte soltanto alla metà del novecento, grazie ad alcuni progressi rivoluzionari nell’ingegneria chimica. Oggi ci sono due dozzine di tipi di materie plastiche e variano dal tipo di cose che ci si aspetta. Tutti questi diversi tipi di plastica hanno una cosa in comune: contengono carbonio. Il carbonio, a quanto pare, è utile per creare materiale di ogni genere perché si lega facilmente a un’ampia varietà di elementi diversi: nel caso del materie plastiche, solitamente all’idrogeno e all’ossigeno. Tenendo conto di cosa abbiamo detto fin qui, non desta probabilmente stupore la fonte da cui le aziende che producono materie plastiche tendono a ricavare il carbonio. Lo ottengono raffinando il petrolio, il carbone o il gas naturale, e poi sottoponendo i prodotti raffinati a vari processi. Ciò contribuisce a spiegare perché le plastiche si siano guadagnata la fama di essere poco costose: come il cemento e l’acciaio, sono convenienti perché i combustibili fossili sono convenienti. C’è però un aspetto molto importante che rende le materie plastiche sostanzialmente differenti dal cemento e dall’acciaio. Quando faccio mio il cemento o l’acciaio, rilasciamo anidride carbonica come inevitabile sottoprodotto, ma quando facciamo una materia plastica, circa la metà del carbonio resta nella plastica, l’effettivo percentuale è piuttosto variabile, a secondo del tipo di plastica di cui si sta parlando, ma ripeto circa la metà rappresenta una approssimazione accettabile, il carbonio ama legarsi all’ossigeno e all’idrogeno, e non è incline a mollare la presa: possono volerci secoli perché la plastica si deteriori. Questo rappresenta un grande problema ecologico, perché le materie plastiche che vengono gettate nelle discariche e negli oceani sopravvivono per un secolo o più. Ed è un problema che vale la pena risolvere, se si vuole optare ad una transizione ecologica vera.
- Esaminiamo questo dato, è riflettiamo su alla sua posizione su una transizione ecologica.

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