i grafici ci aiutano nel capire le cose
Continua il mio viaggio verso il Green Premium che ci consentirà di vivere meglio, di salvaguardare l’ambiente, di preservare la nuova generazione da catastrofi naturali. Questo grafico non è altro che; il Green Premium per sostituire gli attuali carburanti con alternative a zero emissioni guardate un pò come si alza, anche di molto, il Green Premium quindi la domanda sorge spontanea: se veramente vogliamo cambiare la nostra vita, migliorarla, ma sopratutto avere una condizione di vita quotidiana molto più sana, siamo disposti ad accettare questi aumenti? “La battaglia per sfamare l’intera umanità è perduta” scrisse Ehrlich “negli anni settanta e ottanta del Novecento centinaia di milioni di persone moriranno di fame anche se adesso venissero adottati dei piani di contromisure urgenti” Ehrlich scrisse inoltre che “L’India nonpotrà in alcun modo nutrire altri duecento milioni di persone nel 1980” nulla di tutto ciò accade. Nel periodo intercorso dalla pubblicazione di The Population Bomb, la popolazione indiana è cresciuta di oltre ottocento milioni di persone, adesso è raddoppiata rispetto al 1968, ma il paese ha più che triplicato la propria produzione di grano e riso e la sua economia è cresciuta di 50 volte. Gli agricoltori di altri paesi dell’Asia e dell’America meridionale hanno assistito a simili impennate nella produttività. Detto questo, le previsioni di Ehrlich di una morte di fame di massa era sbagliata!!! Il Perché è molto semplice ad Ehrlich e ad altri catastrofisti non avevano tenuto conto della forza d’innovazione, non avevano previsto per sono come Norman Borlaug il brillante agronomo che innescò una rivoluzione agricola da cui sono scaturiti progressi in India ed altrove, sviluppando varietà di grano con chicchi più grandi e altre caratteristiche che consentivano di produrre una maggior quantità di cibo per acro di terra, ossia quello che i contadini chiamano aumento di resa. La popolazione globale è avviata a raggiungere dieci miliardi di persone nel 2100 e avremmo bisogno di molto più cibo per nutrire tutti, dal momento che avremo il 40% di persone in più entro la fine del secolo, verrebbe naturale pensare che avremo bisogno anche del 40% di cibo in più, ma non è cosi: infatti bisogno di quantità ancora maggiori. Questo per dirvi che abbiamo bisogno di tante rivoluzioni e pochi catastrofici persone che inducono negatività, ci servono investimenti per la scienza ed l’innovazione per far ricredere e sbagliare le persone che credono di non farcela. Il problema e che dobbiamo aumentare la produzione di cibo sia come quantità che come produrla in che maniera con quale filosofia, se continuiamo a produrlo con con lo stesso metodi che usiamo adesso, le conseguenze per il clima saranno disastrose, supponendo di non apportare miglioramenti, migliorie, alla resa di cibo, per acro di terra, o di terra coltivata, produrre quanto basta per nutrire 10 miliardi di persone farà aumentare di due terzi le emissioni legate al cibo. Ecco un’altra fonte di preoccupazione: compiendo un grosso sforzo per generare energia dalle piante, potremmo accidentalmente innescare la competizione per le terre coltivabili, i biocarburanti di ultima generazione fatti con vegetali come il panico verga potrebbero offrirci il modo per alimentare camion, navi, e aerei a zero emissioni. Nel mondo viene allevato circa un miliardo di capi di bestiame per ricavarne carne e latticini, il metano che ruttano e scoreggiano ogni anno ha lo stesso effetto sul clima di due miliardi di tonnellate di anidride carbonica, corrispondenti a circa il 4% di tutte le emissioni globali. Il gas naturale emesso con rutti e le flatulenze è un problema che riguarda solo bovini e altri ruminanti, come pecore, capre, cervidi e cammelli, ma c’è un’altra causa di emissioni di gas che è comune a tutti gli animali: la popò, quando si decompongono, gli escrementi rilasciano una miscela di potenti gas serra, formata in larga parte da protossido di azoto e in misura minore emissioni di metano, zolfo e ammoniaca. Questo per dirvi che, per carità, non bisogna smettere di allevare bestiame, anche se ci sono alcune ricerche che ci indicano la carne prodotta artificiale non contiene nessuna parte di emissioni, ma di cercare tramite una rivoluzione di catturare nell’atmosfera terrestre tutta l’anidride carbonica rilasciata sia da escrementi e quant’altro, una vera rivoluzione di accrescimento. Ovviamente il bestiame dipende molto anche dove si alleva in che regione corsa gli diamo da mangiare come sono le nostre terre di pascolo è secondo il mio parere per evitare l’artificiale dobbiamo lavorare in una rivoluzione proprio dal baso dal pascolo e dal luogo lì c’è da fare un lavoro molto certosino, investimenti, ricerca, innovazioni tecnologiche, questa è la via!!!!!
In conclusione: ci poniamo delle domande cercando di dare delle risposte!
Quanta anidride carbonica può assorbire il albero nella sua vita? La cifra è variabile, ma una buona approssimazione è quattro tonnellate in quarant’anni.
Quanto a lungo sopravvivrà l’albero? Se brucia, tutta l’anidride carbonica che ha immagazzinato viene sprigionata nell’atmosfera.
Cosa succerebbe se quell’albero non venisse piantato? Se in ogni caso lì crescesse spontaneamente un albero, l’assorbimento di anidride carbonica rimarrebbe invariato.
In quale parte del mondo bisognerebbe piantare l’albero? A conti fatti, gli alberi nelle zone nevose provocano più riscaldamento che raffreddamento, perché sono più scuri della neve e del ghiaccio sotto di essi, e gli oggetti scuri assorbono più calore di quelli chiari. D’altra parte, nelle foreste tropicali gli alberi provocano più raffreddamento che riscaldamento, sprigionando molta umidità, che si trasforma in nuvole che riflettono la luce del sole. Alle latitudine intermedie, tra i tropici e i circoli polari, gli alberi non fanno praticamente alcuna differenza.
In quel punto cresceva qualcos’altro? Se, per esempio, si eliminano i campi di soia per far posto ad una foresta, si riduce la quantità totale di soia disponibile, il che farà aumentare il prezzo, accrescendo la possibilità che qualcuno abbatta degli alberi da qualche altra parte per coltivare soia. Questo annullerà almeno una parte dei benefici dati dall’aver piantato gli alberi.
Questo botta è riposta per entrare nell’argomento della deforestazione che è in atto in questo momento storico, gli alberi servono vome servono le mangrovie come servono le rivoluzioni ambientali, come serve la tecnologia la geoingenieria che ci aiuta nei processi, vi ho portato otre che raccontato, una visione tramite dati e processi menzionando la realtà dei fatti.
La conclusione di tutto questo è che presto avremo bisogno di produrre il 70% in più di cibo tagliando al contempo le emissioni e avvicinandoci a eliminarle del tutto. Ci vorranno molte nuove idee, compresi nuovi modi per concimare piante, allevare il bestiame e ridurre gli sprechi di cibo, ma anche piantare alberi non bruciarli e nei paesi ricchi la gente dovrà cambiare certe abitudini, cominciando per esempio a mangiare meno carne, anche se si hanno i cheeseburger 🍔 nel sangue 🩸.
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