La Cina 🇨🇳 Piglia TUTTO!!!!!!!
La Cina 🇨🇳 mostra i muscoli, ora Taiwan 🇹🇼 è davvero preoccupata, nella regione, la volontà di potenza di Pechino è evidente: dopo Hong Kong 🇭🇰 tocca ora a quest’isola tra la Cina e Pacifico?
Nello stretto di Taiwan 🇹🇼 le provocazioni militari aumentano e la tensione sale, mai cosi tanti aerei ✈️ da guerra cinesi avevano violato l’area di identificazione area taiwanese più di 150 nel giro di pochi giorni, ma i bombardieri cinesi non sorvolano la città non fanno ricognizione sui centri abitati, si tengono lontani in mezzo a quei 180 km che separano le coste della repubblica popolare cinese e isola di Taiwan 🇹🇼 e cosi sembra quasi che ci siano due versioni diverse di questa importantissima partita geopolitica: da una parte la vita va avanti come se non fosse niente, le due città che sin guardano ai lati apposti dello stretto, dall’altra, ci sono i titoli dei giornali internazionali, le analisi allarmistiche, le dichiarazioni le minacce, là popolazioni delle entrambi delle città sono abituati a questi continui battibecchi tra stati tra uomini politici, diciamo che un modo propagandistico tra gente di potere quasi come noi in Italia 🇮🇹 ora però qualcosa sta cambiando, mentre a Pechino piace esercitarsi negli show di forza considerando che Taiwan 🇹🇼 riconosce la sua forza visto che la Cina non considera la territorialità della e quindi si permette di svolazzare dove e quando vuole in tutta l’area dell’Oceano Pacifico. Insomma la situazione diventa complessa ma anche pericolosa, i risvolti di questa vicenda può avere intrecci alquanto strani, ora è questo che succede in questo momento, certo la cosa può cambiare ma la situazione è in divenire quindi aspettiamoci novità, ahimè negative, da questa vicenda.
Non si tratta di una violazione dello spazio aereo taiwanese propriamente detto, che sarebbe un atto di guerra, ma di manovre d’intimidazione ripetute, destinate a inviare un messaggio chiaro ai taiwanesi: siete alla nostra mercé.
Per non lasciare dubbi, il Global Times, quotidiano nazionalista del Partito comunista cinese, ha scritto: “Gli aerei non sono una flotta di rappresentanza, ma una forza da combattimento. L’Esercito popolare di liberazione organizza l’assedio di Taiwan e mette in atto una dimostrazione di forza come già fatto a Pechino nel 1949”.
Evidentemente in questa azione c’è un aspetto di pressione psicologica, da parte sia degli aerei sia degli zelanti editorialisti di Pechino. Ma come sempre accade con la Cina, è meglio prendere le minacce sul serio. La conquista di Taiwan è l’obiettivo principale del numero uno cinese Xi Jinping, che vorrebbe passare alla storia come l’artefice della riunificazione dell’ex impero di mezzo.
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