Jair Bolsonaro 🤮
Se il peggio di Bolsonaro non c’è fine perchè il Brasile lo ama? Una domanda lecita e legittimamente ipocrita se costui presidente del Brasile, gode di cattiva stampa, pregiudizi? In parte. Giustificati? Sicuro. Quando fu eletto, se ci ricordiamo bene, si penso al peggio, tre anni dopo quel pensiero è peggio di come si era pensato. La sua collana di perle supera l’immaginabile. Machismo, razzismo, militarismo, omofobia sono le più note grevi. Insomma un po’ ci crede, un po’ coltiva il suo elettorato, ma c’è di peggio: la più grave è il Covid, la pandemia, il virus, oltre 600mila morti, e lui? Negazionista “un raffreddorino” si proprio un raffreddore che fa una carneficina, mai visto con la mascherina, fino alla svolta: parziale, tardiva, ipocrita, è vero che molti altri hanno fatto male contro la pandemia, ma la rabbia ribolle, si capisce che il Senato voglia incriminarlo per lesa umanità, la seconda perla è l’Amazzonia “é nostra” dice, dunque? Non che prima fosse tutelata, la devastazione è fenomeno antico è complesso, ma lui ha tagliato i fondi, chiuso i rubinetti, per proteggerla, praticamente il messaggio è: liberi tutti, e cosi è stato, poi di nuovo la retromarcia tardiva. Ma chi ci crede più? La collana è lunga, taglia di tutto, tagli alla ricerca universitaria, malcelato suprematismo bianco, giustizia fai date, in ambito sociale ingiustizie varie con emarginati sociali in difficoltà, isolamento internazionale, incredibile ma vero di come un uomo può distruggere una nazione come il Brasile in poco tempo, ma i danni saranno grandissimi forse mai recuperabili fatto da questo personaggio! Finché c’era Trump alla Casa Bianca, manco a dirlo un personaggio come lui, aveva a chi aggrapparsi, ora neanche a quello: anzi uno al dire il vero c’è quello si chiama Salvini segretario della Lega che lo assana lo prega, ma sopratutto cerca di copiarlo in prospettiva, farsi la stessa collana di perla a discapito di noi poveri cittadini e della nuova generazione. Assurto da trent’anni in qua a potenza globale, il Brasile è oggi un paria. Nessuno statista importante vuole saperne di Bolsonaro, distrutta la fiducia. Difatti le agenzie di rating ci vanno cauti, non che l’economia brasiliana stia peggio di altre, semmai il contrario, in America Latina dato il pessimo andazzo, ma come fidarsi di un timoniere così? Perciò lo tengono a bagnomaria in attesa di schiacciare il periodo, di successori degni della fama brasiliana. Insomma la resa dei conti finale tra il presidente in carica e l’ex Lula saranno le elezioni del 2022, aspettiamoci fuoco e fiamme. Che Dio c’è ne liberi al più presto, con lui i suoi seguaci, chi vuole imitare le sue gesta sono dei irresponsabili, dei divulgatori del populismo quello inopportuno, incapace, che guarda solo alla sua posizione al suo elettorato, i sondaggi per capirci. In Italia mai più un governo populista significherebbe sbattere contro un muro, e i muri si abbattano non si costruiscono, ma nemmeno sbatterci contro, l’Europa è la nostra casa, appeal internazionale con Draghi aumenta sempre più con lei anche il ruolo da protagonista che negli ultimi anni si è perso, non c’è un Europa senza Italia ne una Italia senza Europa la nostra casa è e sarà sempre l’Eurogruppo basta con questi fanatismi questi estremismi, noi abbiamo bisogno di democrazia riformista!!!!!
Commenti
Posta un commento