Radio Leopolda 11 Matteo Renzi On AIR
ON AIR la Leopolda 11 o meglio Radio Leopolda 11 è finita, 3 giorni di scuola politica, un vero laboratorio di idee, avvolte le parole sono superflue per definire una organizzazione così! Nell’emisfero politico della camera e senato dicono che Renzi è “morto” politicamente parlando, riferendosi la poca percentuale nei sondaggi, ma la politica non è solo sondaggi, la politica quella vera, è decisionale, coraggiosa, responsabile, studiosa, ma anche meritevole, quando si aprono i cancelli della Leopolda, per ben 11 volte scopriamo le code di persone perbene, che voglio contribuire nei tavoli tematici, prendiamo il Family Act questo è l’esempio di come può nascere una riforma importante dai tavoli tematici della Leopolda, questo e l’ultimo in ordine cronologico, ma possiamo fare altre ì esempio concreti. Ma come spiegare, specie a chi non vuole ascoltare, le emozioni vedendo la stazione della Leopolda così colma di speranza e passione? Ovviamente rispettando tutte le norme covid, la spiegazione è che le persone si immergono nella realtà di questa incredibile comunità, che sforna nuove generazioni, nuove prospettive di crescita economica, nuove idee per il futuro della nostra vita quotidiana, e tanto altro ancora, si la Leopolda è proprio questo!!!! Una grande comunità fatta di persone che vogliono contribuire alla vita politica del paesaggio ma non. Solo vogliono essere ascoltati. Sul palco un Renzi raggiante, sicuro, ma anche consapevole delle sue azioni, si parla del caso Open dove Matteo attacca, direi giustamente, i Pm “sono loro a violare la legge” “non decidono i magistrati cosa è politica e cosa no, parlerò in tutte le udienze del processo” di certo non le manda a dire assolutamente, credo anche che una figura come Renzi che non ha paura di esporsi non va in udienza per dire la sua se non è sicuro della sua innocenza, io credo che fra 5 anni, tanto durerà il processo nei vari atti, sara l’apocalisse della innocenza, uscirà pulito ma infangato per 5 anni ingiustamente, non solo lui ma anche famiglia è parenti, ma anche il suo partito, credo che Renzi faccia bene nel proseguire il suo intento, faccia bene il suo mestiere di politico, se i risultati sono Draghi, è leggi giuste, allora ben venga Renzi ed il suo centro, perché anche di questo si è parlato, della famosa parte centrista riformista, quella che personalmente condivido, am anche con tanta possibilità di crescita, lì lol spazio c’è e anche tanto, l’esperimento lo farà in Sicilia a Palermo dove Faraone può ricevere l’investitura da sindaco di Palermo con buona pace di tutti i centristi da Forza Italia a +Europa, Calenda e parte dei cosiddetti fuoriusciti, ma si è parlato anche del movimento da espandere di includere altre forze politiche a livello nazionale, quelle forze che fanno parte del riformismo. Certamente ci sono malumori interni ma la strada è tracciata Renzi farà il famoso centro anche senza la sua leadership ma su contenuti concordati e precisi, su programma da portare agli italiani. Si è parlato della legge Zan ipotizzando o meglio definendo un’altra legge che può essere più giusta, le cosiddette modifiche dello Zan mai volute e mai ascoltate, che alla Leopolda sono state dette e messe nero su bianco, poi sulla sostenibilità grandi tavoli ma anche grandi interventi, sul Pnrr insomma sono stati toccati tutti gli argomenti con una sola voce bene Draghi avanti con Draghi è la partita del Quirinale Renzi sarà decisivo, importante, come sempre, gli si può dire o contestare di tutto ma lui è un vero politico, un vero statista che porta le sue convinzioni per un fabbisogno nazionale. Esiste un rispetto verso non passa per le parole, ma per i gesti e per i sentimenti che li governano. E questo è il vero rispetto. Renzi dimostra che il suo referendum, con il segno di poi sarebbe stato meglio se passasse, ma non per salvare lui, ma per far stare meglio L’Italia, ma questo sicuramente con il passare del tempo c’è ne accorgeremo, sarebbe stato meglio se il Pd, l’unica la Tinagli ad ammetterlo, se il Pd avrebbe dato ascolto a Renzi, nessuna solidarietà dal Pd ma molti insulti, molte parole offensive, ma il problema è che Renzi va dritto per la sua strada avendo una importante mossa “del cavallo” quello di essere decisivo anche con il 2%. Personalmente credo in Renzi credo nella sua politica, credo nella sua opinione di politica, credo nella sua capacità, credo nella sua Leopolda. Non voglio dilungarmi molto ma questa Leopolda 11 segna un tratto importante, quello dell a partecipazione, molta, moltissima gente, che non solo credono in Renzi ma nel riformismo, in quel famoso centro, ed allora avanti tutta con Renzi avanti con i concetti da portare nei tavoli che contano e da Draghi che ricordiamo e stato messo da Renzi su quella poltrona mandando a casa, sia Salvini, che il Conte trasformista ed inopportuno, alla Leopolda si dice, con forza basta al populismo, basta agli estremisti, si condannino tutte le “bestie” social. Bella la Leopolda, bravi ragazzi, bravo Matteo.
Anche Teresa Bellanova, senatrice ed ex ministra dell'agricoltura, parla di "riformismo" e scenario politico futuro. Tutti interventi che sembrano un preludio alle conclusioni di Renzi. "Noi siamo autonomi, non andremo né con i populisti né con la destra sovranità. La Leopolda è il luogo del riformismo", dice Bellanova. Anche l'ex ministra, come tanti oratori e come ripete spesso lo stesso Renzi, si dice "orgogliosa del fatto che abbiamo mandato a casa Conte".
Anche il coordinatore nazionale di Italia viva Ettore Rosato parla delle future possibili alleanze e del nuovo progetto politico, di cui ci si aspetta parlerà Renzi nell'intervento finale. "Hanno trasformato il Pd in una baracca politica. Noi dobbiamo costruire un'altra casa se inseguono Taverna (5 Stelle, ndr) e compagni", attacca Rosato. "Una casa europea. Deve essere la casa di chi si riconosce nel governo Draghi e non lo vede come conseguenza faticosa, ma con la convinzione che Draghi sia di un'autorevolezza straordinaria e che questa maggioranza eterogenea ma efficace e coesa sia quello che serve in questo momento. Chi si riconosce in una leadership naturale di Draghi con noi può fare un percorso insieme. Italia Viva serve in questo e serviamo ancora di più. Vogliamo una casa alternativa ampia, europea, contro populismi e demagogia".
Sul palco della Leopolda la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti. "Due anni fa da qui lanciammo il Family Act, oggi abbiamo trasformato quel sogno in un pezzo di realtà", rivendica la ministra. Allo stesso modo, rivendica "di aver fermato Salvini quando voleva i pieni poteri", con il sostegno al governo del Conte 2, e allo stesso tempo rivendica di averlo fatto cadere quel governo e di aver fatto arrivare sulla poltrona di presidente del consiglio Mario Draghi.
Maria Elena Boschi riprende in gran parte le parole usate ieri da Renzi per difendersi dall'inchiesta Open e attaccare i pm fiorentini. "La macchina del fango non l'abbiamo organizzata ma l'abbiamo subita", dice Boschi, stesse parole di Renzi. Come anche sul bollare come "vigliacchi" coloro che, e il messaggio è tutto per i Pd ex renzianissimi, un tempo frequentavano la Leopolda e oggi se ne tengono ben distanti. Distanti anche, come ricordava ieri Renzi, "dall'esprimermi solidarietà in questa vicenda". "Contro mio padre", prosegue poi Boschi, ripercorrenso le vicende di Banca Etruria, "si è scatenata la gogna mediatica", ma poi, prosegue, "ne è uscito completamente assolto". Poi stoccata a Lega, Fratelli d'Italia e 5 Stelle. "Chi pensa di andare con Salvini e Meloni o con Conte e Taverna può
andarsene. Noi saremo sempre contro i populisti, saremo sempre da un'altra parte".
Questo sono solo alcuni delle persone che sono intervenute sul palco, ma ci sono stati molti interventi di giovani, ma di altri esponenti della società civile ma anche sindaci come Beppe Sala, Nardella, ecc…..
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