Il Gioco “Il Quirinale”
Ci sono giornali che l’evento della corsa alla presidenza del Quirinale la soprannomina ad un Game, come fa L’Espresso che con il titolo “Quirinale Game” porta un titolone in evidenza, una questione aperta, mai come adesso, ci sono dei partiti, con le loro grandi e piccole manovre, e poi ci sono loro: transfughi, voltagabbana, delusi, ma l’ago della bilancia la fanno quei partiti di mezzo il cosiddetto centro, per dirne una i responsabili, i 111 parlamentari, anche qualcosa di più, del gruppo misto, cosi denominato, lì c’è la candidatura, lì c’è il nome del prossimo presidente della repubblica italiana, sono loro che decideranno e proveranno a mettere a subbuglio la corsa, Renzi dal canto suo si guarda bene ad non briccicare nomi, se ne starà in disparte, ma quando la corsa entrerà nel vivo, lui sarà presente. La Meloni nella sua posizione di opposizione al governo Draghi, lancia Berlusconi che ammicca i M5S, poi c’è Draghi che cambierebbe posto ma manterrebbe il controllo di Chigi con un suo fedele uomo, poi ci sono gli autsider come Casini, Bindi, Cartabia, Gentiloni, ma attenzione al nome che non è mai nella lista, personalmente direi Marcello Pera sottovalutato, ma molto apprezzato sia da Gianni Letta il tessitore della trama, si sfilano dalla corsa Romano Prodi e lo stesso Gianni Letta che rimane protagonista del “Film”. In un sondaggio fatto tra le vie dei politici tra Senati e Camera più i grandi elettori fatti sia di persona che vita email, social, messaggi, il risultato è il nulla, non vogliono rispondere oppure una generica frase “scheda bianca” ma qualcuno si sbilancia tra i nomi buttati lì come: Franceschini, Amato, Casellati, Letizia Moratti. Tutto nella norma, tutto bello per i Toto nomi, ma il mistero si infittisce sulla vera guida. La verità è che i partiti, anche in questo, non sono decisionali, lasciano la palla nelle mani di chi, come dicono loro, hanno il 2% dei sondaggi ma che fanno la differenza per la scelta. Ma c’è una scelta che può mettere d’accordo tutti, fare rimanere Sergio Mattarella al suo posto con Draghi al Chigi fino alla fine del mandato, questa è la soluzione più ovvia, ma anche più concreta visto la situazione pandemica, il PNRR, L’Europa, l’economia, la transizione ecologica, insomma bisogna convincere il “rè” Sergio ma può essere un valore aggiunto per il proseguimento di un governo di alto profilo, certo la decisone aspetta a lui Sergio Mattarella, ma credo che un giurista, un uomo dello stato, un uomo della costituzione italiana, può essere scomodato per altri anni per una Italia migliore amica dei cittadini, ma anche punto i di riferimento. Insomma la corsa alla Presidenza della Repubblica si infittisce, ma il tempo è tiranno, sarei molto preoccupato se, appunto, il tempo sovrano sarebbe un problema, ma credo che il tempo ci dirà il nome giusto, la persona giusta, colui che avrà il coraggio di guidare la costituzione italiana. Aspettiamo con ansia, ma darò una previsione, personalmente credo in una riconferma di Sergio Mattarella con Marcello Pera che si affianca come sostituto più probabile, con Draghi subito dietro, più staccati Berlusconi, Bindi, Cartabia, ahimè preferirei una donna, ma i tempi non sono ancora maturi, questo è una grande perdita, ma questa è la mia previsione.
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