Presidente della Repubblica Italiana, mentre il covid 19 incombe!!!!!!
Voglia di presidenzialismo, partecipazione politica e sociale dimezzata, democrazia in sospeso, questo è il ritratto del paese nel rapporto 2021 sugli italiani, mentre la pandemia continua nel suo stato d’emergenza, incombe sempre più il covid, con dati in aumento con misure in proporzione al contagio tra le regioni, la stretta di capodanno è inevitabile alcune regioni, Campania in testa, si ritrova ad obbligare a stare chiusi i locali per il cenone del 31 con successiva festa di Capodanno, tar musica è festoni, ma il covid sta buttando giù l’ultima speranza tra i ristoratori e proprietari di locali. Lo spettro di 50 mila contagi entro 10 giorni fa paura, il 23 cabina di regia per decidere lo stop a eventi publici e allargamento del Pass, negli ospedali reparti e terapie intensive verso i 10 mila posti occupati e il superamento delle soglie di sicurezza. In Europa non va meglio, anzi, in Olanda il lockdown, Virologo Usa “svolta dai farmaci anti-covid”. In tutto questo scenario di incertezza e paura incombe la scelta del presidente della repubblica italiana, troppi, anche in questo ambito, sono l’incognite ci servirebbe un presidente decisionale con un grande senso di mediazione e autorità, l’Italia lo merita, gli italiani lo meritano! C’è anche la possibilità di usare il tampone per ristoranti e cinema anche per i vaccinati per cercare di far svolgere una festa nei limiti della normalità, anche per gli imprenditori nel campo della ristorazione. La situazione non è chiara, mentre sia l’elezione del presidente della repubblica incombe come il virus ci sono dottori ed infermieri che si ritrovano con reparti di terapia intensiva piena basta sfogliare un quotidiano che riporta lo schema esatto. Aumentano le disuguaglianze sociali, aumentano i disturbi comportamenti, aumentano troppo i rinvii per altre malattie, insomma la situazione si sta facendo, di nuovo, molto delicata. La scuola, da questo punto di vista, è l’ambito in cui è più eclatante l’incapacità dello Stato di utilizzare i saperi radicati nelle esperienze e nei territori, di confrontarsi in modo strategico con il corpo insegnante, di dialogare con centinaia di associazioni che raccolgono tutti gli attori della scuola, sia per fare il punto della situazione della pandemia e i no-vax ma anche per la loro incolumità, oltre alla esecuzione della dittatura di come si procede, si sa benissimo che abbiamo uno scarto molto evidente come le altre istruzioni in Europa per mezzo del covid, è venuto di nuovo a galla durante la crisi, quando la scelta di una nuova chiusura, unica al mondo per periodo cosi lungo, prolungato, non è stata accompagnata da un confronto che potesse aiutare ed assicurare una buona didattica a distanza ama anche in presenza quando si sono riadoperate le scuole dopo diverso tempo troppe sono state le difficoltà. Un uso anche parziale delle strutture a seconda dei contesti, un accompagnamento diffuso e rafforzato per quel milione di persone, studenti, che rischia di vedere aggravata la propria povertà educativa. Ma, come ho detto, la crisi è emersa una più forte consapevolezza dell’ occasione perduta. Bisogna partire sempre dal principio che ogni o crisi bisogna aver il coraggio di un rinascimento, di una grande evoluzione, una miglioria nazionale. In Italia per chi soffia il vento in questo momento delicato? Tra presidenza e covid19? Il Quirinale diventa un rebus mentre la pandemia è una certezza di morte purtroppo! La nostra democrazia sembra sospesa, le incertezza sul futuro aumentano, la domanda crescente di sicurezza aumentano, mentre i cittadini o vorrebbero eleggere loro un presidente della repubblica italiana, questo è il ritratto di un paese nella stagione dell’emergenza infinita. Con il lockdown è arrivato il crollo della partecipazione, che non tocca solo la politica, ma anche tutte le iniziative dal basso. Abbiamo troppo ignorato, troppo sonno state le defezioni in ambito ambientale e scientifico, ma anche politico, questa situazione ci porterà alla esasperazione totale!
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