Vaccini 💉 Covid 😷
Parliamo di Covid la pandemia che ci sta attanagliando in questo momento storico, tra milioni di vittime e altrettanto di contagiati il mondo sta fronteggiando un male invisibile, ci riuscirà o non, il governo deve affrontare la questione non solo con i rimedi opportuni ma cercando anche di non far evidenziare ancora di più le disuguaglianze sociali, ma anche di sviluppo. I medici vengono percepiti come promotori delle medicine prodotte dalle imprese che sponsorizzano le loro attività, non necessariamente quelle indispensabili; gli scienziati come impegnati a minimizzare gli effetti dell’inquinamento di chi finanzia i loro laboratori; gli economisti come paladini degli interessi della banche che versano loro laute parcelle; persino i giornalisti, se non sono visti come promotori degli interessi di proprietari e inserzionisti, sono comunque accusati di ignorare ciò che preoccupa le persone; come il governo viene giudicato per le sue manovre ma fanno profitti personali cona amici degli amici e della sterzata parentela, anche quando a distorcere il punto di vista degli esperti non sono incentivi finanziari, a pesare è l’affinità culturale tra esperti ed èlite economica politica. Il nostro successo con le vaccinazioni ha dichiarato Boris Johnson nel marzo 2021 quindi straiamo parlando dell’Inghilterra, lo dobbiamo al capitalismo, all’avidità, eppure lo iato che separa la narrativa delle virtù della nostra società di mercato dalla concreta realtà sembra essersi approfondito con questa crisi. Lo testimonia il fallimento in Occidente di ogni strategia di tracciamento dei contatti, con il conseguente ricorso a una soluzione da XIV secolo qual è il lookdown, con il “nazionalismo vaccinale” promosso da Stati Uniti e Gran Bretagna e con gli ostacoli della ricerca scientifica sulla pandemia derivanti dalla mancata condivisione collettiva, e senza barriere economiche, delle conoscenze mediche, del resto, la capacità della piccola Cuba di sviluppare due vaccini publici di prima fascia, nonostante l’embargo criminale cui è sottoposta per opera della principale potenza mondiale, smentisce categoricamente ogni primato assoluto del modo di produzione capitalistico. Quest’ultimo, ha osservato Roberto Fineschi (2021), da una parte “ha prodotto le capacità materiali ed intellettuali per il governo del processo pandemico, dall’altra lo attanaglia in vincoli socio-naturali che rendono quel governo possibile solo entro certi limiti, se non impossibile”. Il caso vaccini e, per estensione, le logiche economiche che hanno presidiato le politiche sanitarie durante la pandemia configurano un successo del capitalismo e del mercato o il suo contrario? Una bella domanda, io direi che la risposta può essere breve ma concisa, insomma carica di significato, io risponderei così: è un capitalismo monopolistico degenerato! E non avremmo la vergognosa, oltre che suicida, ingiustizia per cui, mentre parliamo e commentiamo, circa l’80% delle somministrazioni vaccinali riguarda paesi con reddito pro-capite alto o medio-alto e solo lo 0,5% i paesi a basso reddito pro-capite (la media dell’Africa è circa il 7%) altro che successo del capitalismo. È la débâcle umana dell’Iper-capitalismo neoliberista.
Con questa prima foto possiamo capire la situazione ad oggi.
Commenti
Posta un commento