Anno Zero Presidente della Repubblica Italiana
“Il Presidente di tutti” così intitolata la prima pagina di Repubblica, dopo sei giorni si aspra battaglia, di uno i spettacolo, della politica, indegno con protagonista i partiti sembra un miracolo aver raggiunto questo risultato. Sia chiaro Mattarella è l’unico che poteva accomunare tutti, una figura che negli anni indietreggia a lavorato benissimo, con senso di responsabilità nei confronti della democrazia e costituzione, lasciando indietro i suoi ideali, ciò gli consente di avere il secondo mandato, che a suo dire, non doveva avvenire per sua indisponibilità, aveva altri piani per i prossimi anni, riassumendo le sue parole, ma la politica tutta nessuna esclusa, si è andati inginocchia davanti al cospetto di Mattarella per giurarlo “amore eterno” per farlo spasmare dalla sua indisponibilità alla sia disponibilità per amore dell’Italia, per amore della situazione e momento storico che stiamo passando per la pandemia. In verità la politica incapace della situazione, sapendo già da molto prima dell’elezione del Presidente della Repubblica Italiana se ne fregata nell’organizzarsi, di richiudersi, dicendo alla Letta, dentro un conclave già da molto tempo, di ragionare su figure adatte e condivise, per non dimostrare che si è impreparati ad uno scenario imprevedibile, ma questo è un triste film, i partiti hanno commesso l’errore di sottovalutare la situazione che si stava verificando mostrando anche incapacità ma anche irresponsabilità nello scenario di valutazione delle figure da vagliare. E quindi il teatrino è servito!!! Uno spettacolo indegno dove i perdenti sono i partiti ed i suoi leader, sia inteso i leader principali coloro che avevano i numeri, perché colui che esce vincente da queste elezioni presidenziali è Matteo Renzi si un nome e cognome, può risultare in proprio, fastidioso, ma costui è il vincitore, senza numeri ripropone colui che lui stesso, avendo i numeri 7 anni fa, nomino per farlo vincere, ed oggi lo rielegge, senza avere i numeri, ma usa la politica come mezzo di lavoro, e trasporto mediatico ma anche come mediazione. A Renzi gli pongo solo la mancata voglia di avere, e rischiare, un nome femminile che sia stato Belloni o Severino oppure Cartabia ma anche la Finocchiaro, forse non aveva quel forte coraggio per imporre un nome oppure non aveva la carta dei numeri a favore, ma poteva rischiare per sfatare un tabù di una donna al Colle. Intanto nè esce vincitore con Mattarella ma la politica ed i suoi avversari escono malconci da questa partita, la sconfitta palesa della classe dirigente è evidente ma sottolineerei anche palese dopo uno scenario confusionario, ci ricorderemo questo momento come mancanza di leadership dei leader ma anche di una regia che non cìè mai stata. Sono addolorato di questa cosa come cittadino italiano, vedere i partiti senza ne capo ne coda e francamente triste, cosa succederà fra un anno alle elezioni politiche visto questo scenario macabro? Siamo ritornati all?anno zero come qualche settimanale intitola ora serve un premier più forte Draghi deve aver il coraggio di incamerare questa brutta pagina è imporre le riforme costituzionali giuste. Il centrodestra nè esce impoverito, finito, roba da guerriglia urbana, l’unica è la Meloni che cerca di rimanere a gala visto l’unica forza di opposizione, Salvini si è andato a schiantare con lui Conte che sono stati orribili nel bruciare i suoi candidati solo nel pensarlo figuriamoci nel dirlo, poi Berlusconi il fantasma della politica che non sa da che parte buttarsi basta che si parla di lui, poi Grillo che esce fuori con un Twitter che già nel leggerlo lo era stato bocciato, tutto contornato dal silenzio abbinale del Pd con Letta al capo che predica bene e razzola male, ma l’unica cosa buona che si accorge che il M5S è fallito con lui il suo capo, dando ragione a Renzi per ciò che sosteneva da tempo che il populismo non c’entra niente con un progressismo o riformismo socialista democratico, è questa storia dell’elezione del Presidente della Repubblica Italiana gli dimostra ciò. Mattarella a detta di tutti il garante della stabilità gli auguro buon lavoro, anche se il mio nome preferito era la Belloni con dietro la Severino ma capisco anche le cariche che si imputavano alla prima, che personalmente visto il momento potevano essere superate, ma ritengo che non siamo pronti ad uno scenario femminile al capo dello stato, è questo e un punto debole che pagheremo a peso d’oro con il passare degli anni. Quindi il parlamento elegge il presidente della repubblica, ma la crisi del sistema continua: senza partiti, senza leader e leadership, con l’incognita sul governo 2022. Fra un anno le elezioni provo sgomento solo nel pensarci!!!!!!
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