Governo con o senza partiti
Nell’articolazione di una riflessione di Massimo Cacciari nell’editoria le L’Espresso pone un interrogativo molto bello: “In quale stato” il nuovo presidente dovrà spingere i partiti a rafforzare il parlamento o a scegliere il presidenzialismo. E sopratutto a riformare il welfare perché sia all’altezza dei bisogni di giovani, donne, e deboli. Una riflessione giusta, efficace, sincera, Mattarella deve spingere su una di queste direzioni pur di avere un parlamento funzionale, ricordiamoci che queste elezioni lasciano sul campo solo macerie, vedete quello che sta succedendo all’interno del M5S ma anche nel centrodestra sfaldato, tutta questa negatività di irresponsabilità governativa ma anche di leadership si verificheranno tutte all’interno del governo ma anche nello stesso partito, questo sta significare che il presidente della repubblica italiana Mattarella deve avere nervi saldi il suo settennato non sarà semplice anzi molto complicato, pieno di lavoro. I poteri del capo dello stato sono molti ampi, e sono cresciuti sopratutto in questa legislatura, oltre ad avere una funzione di custode frolla costituzione italiana, deve chiedersi se lo spirito della carta non sia stato tradito. In questi stato, alcuni soprannominato “Titanic Montecitorio” il presidente neo eletto deve essere garante della vera funzionalità del governo, mai come adesso ci vuole chi sprona al senso di responsabilità ma non solo a chiacchiere ma sui fatti. I leader in stato confusionale, resa dei conti nei partiti, nomi a caso bruciati, nel transatlantico va in scena la politica dei pronti a tutto capaci di nulla, insomma mi viene da dire una “Repubblica di banane” per ironizzare, la giostra dei conciliaboli, sgarbi a braccetto con il renziano di turno, ma non solo va in scena anche tra altri partiti, il bello che nelle stanze di Chigi queste persone sono unite solo da una figura primo ministro Draghi quindi dentro al governo di tutti tranne la Meloni. La politica se deve assistere a queste vergogne, significa che lacerate sia la parola stessa politica ma anche l’esercizio del suo potere stesso, per fortuna ci sono i tecnici al governo perchè questo scenario avrebbe distrutto tutti, con esso anche i provvedimenti di attuazione del Pnrr, tutto questo mentre la sanità è al collasso in questi quasi 3 anni di pandemia quindi bisogna intervenire nel sistema sanitario obbligatorio, in più la transizione ecologica da attuare con le varie misure di contenimento della disuguaglianza è povertà, con un sguardo nella publica amministrazione, ma anche nuovi posti di lavoro ed nuovi ammortizzatori sociali, con uno sguardo alle persone disabili. Tutto questo è operativo ed è anche auspicabilmente realizzato per mezza di Draghi con la supervisione di Mattarella a loro due bisogna solo dire un GRAZIE!!!! Grande come tutta L’Italia intera. Dal Piemonte alla Calabria mancano 17 mila medici, e 350 infermieri per raggiungere gli standard di Germania e Francia questo deve essere fatto con la pace istituzionale, arrivare su questo punto con le macerie avvenuto in questo elezione del capo dello stato diventa deleterio per Draghi le divisioni interne lacerano i stessi partiti e coalizione. Ma Draghi lo sa bene, è proprio per questo attuerà una ancora di più, politica decisionale. Dei 66 mila rinforzi arrivati sull’onda dell’emergenza solo 17 mila sono stati stabilizzati, perchè le regioni non hanno fondi per assumere, questi dati ci fanno capire che bisogna archiviare questo scenario macabro che è avvenuto tra i partiti e dare un segnale di efficenza alla manovra di governo, Renzi quanto parla di un patto di fine mandato intente proprio questo portare a casa tutti i soldi necessario per far proseguire i progetti e la loro fattibile copertura di denaro per farlo funzionare, bisogna avanzare con i fondi destinati alla transizione ecologica ma anche alla sanità, l’ala publica amministrazione, ma anche cercare di avere una prospettiva futura. Draghi deve completare l’incarico in maniera ottimale. Ricordiamoci che la scuola è stata devastata dalla sua funzione anche lì bisogna avere sensibilità istituzionale per ragionare sulla scuola. Quindi detto questo lasciamo finire a Draghi la sua funzione in maniera ottimale per poi lasciar scegliere hai cittadini tramite il suffragio universale chi sia il prossimo premier.
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