Comunità energetiche il futuro passa da qui!!!!!!!!!!
L’energia proveniente da FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) è sempre più accessibile grazie allo sviluppo delle tecnologie produttive che ne abbattono i limiti intrinseci. Una prima soluzione è stata l’introduzione dei sistemi di accumulo da collegare ai propri impianti fotovoltaici, che permette di consumare l’energia al bisogno, minimizzandone l’incostanza nella produzione a seconda delle fasce orarie o delle zone geografiche. Ma la vera soluzione, che massimizza lo sfruttamento dell’energia prodotta da pannelli solari, sono proprio le Comunità Energetiche (o Energy Community), che potranno diventare una realtà anche in Italia, secondo le disposizioni introdotte dal decreto Milleproroghe all’art.42bis. Ma cosa sono e come si può partecipare alle comunità energetiche? Una Comunità Energetica (o Energy Community) è un insieme di persone che condividono energia rinnovabile e pulita, in uno scambio tra pari. Le comunità energetiche rappresentano quindi un modello innovativo per la produzione, la distribuzione e il consumo di energia proveniente da fonti rinnovabili. Questo modello fonda i suoi valori sulla lotta allo spreco energetico e sulla condivisione di un bene fondamentale a un prezzo concorrenziale, grazie all’innovazione che sta rivoluzionando il mercato dell’energia. Per spiegare meglio queste Smart Community bisogna prima ricordare il concetto di Smart Grid. La rete elettrica sta subendo una metamorfosi che tutti hanno sperimentato in altri ambiti della quotidianità: la digitalizzazione. Il mondo digitale, come quello del web, permette una connessione a nodi, peer to peer. Si è passati quindi da una rete fisica centralizzata, con delle trasmissioni one-to-many (il gestore elettrico che fornisce energia alle case), a una rete digitale decentralizzata, con collegamenti one-to-one e many-to-many. Questa rete è intelligente nella misura in cui incorpora, oltre ai necessari sensori di misura, i complessi algoritmi dell’intelligenza artificiale permettendo la partecipazione attiva anche del singolo cittadino. Come? Attraverso la Smart Grid, grazie alla quale ognuno può diventare parte di una comunità energetica: chi possiede un impianto fotovoltaico connesso in rete (ed è quindi un prosumer) può condividere con altri consumer la sua energia in eccesso. Chiunque può far parte di una di queste comunità che condividono energia pulita, abbattendo così gli sprechi energetici, le bollette e la propria impronta di carbonio.
Il D.L. Milleproroghe si esprime in merito alla Direttiva RED II all’articolo 42bis, consentendo la realizzazione di comunità energetiche che rispettino determinate condizioni.
Obiettivo
Innanzitutto, l’obiettivo primario della creazione delle Energy Community deve essere quello di fornire benefìci ambientali, economici o sociali alla comunità stessa e all’area locale in cui questa opera. Questa comunità non deve quindi tendere a profitti economici: l’autoconsumo collettivo di energia non deve essere la principale fonte di reddito di chi cede l’energia (i cosiddetti prosumer e proconstomer).
Accesso
La partecipazione a tali comunità deve essere aperta a tutti, anche a chi non è in possesso di un impianto (i cosiddetti consumer), purché i punti di immissione e prelievo siano ubicati su reti elettriche sottese alla stessa cabina di trasformazione Media/Bassa Tensione.
Impianti
I prosumer che condividono l’energia da FER, devono produrla con impianti di potenza complessiva inferiore a 200kW, attivati successivamente all’entrata in vigore del D.L. Milleproroghe e quindi connessi alla rete successivamente al 1° marzo 2020. La condivisione deve avvenire attraverso la rete distributiva esistente con lo scopo dell’autoconsumo istantaneo anche con l’ausilio di sistemi di accumulo.
Contratto
I rapporti di condivisione devono essere regolati attraverso un contratto di diritto privato. I consumer possono decidere in qualsiasi momento di lasciare la comunità energetica, onorando i contratti concordati precedentemente con i prosumer.
Cosa succederà quando le Energy Community si diffonderanno capillarmente anche in Italia?
Lo scenario base previsto da The European House Ambrosetti con una penetrazione del 5% delle 500mila Comunità Energetiche potenziali (su stime del Politecnico di Milano), prevede una riduzione delle emissioni di CO2 di 3,6 milioni di tonnellate. Per i membri delle Energy Community il beneficio economico complessivo potrebbe essere di 2 miliardi € all’anno, considerando i ricavi dell’energia immessa, il risparmio sull’acquisto al netto dell’investimento tecnologico iniziale.
Per approfondire abbiamo parlato di normativa e scenari futuri delle comunità energetiche in Italia in un altro articolo, non perdertelo!
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