Il Papa FRANCESCO
Se si è convinti della perennità di questo capitalismo, Bergoglio appare un massimalista, pauperista, mentre al contrario la questione che pone non è la rivolta dei poveri ma la necessità di fare politica per influenzare i meccanismi di formazione del capitale e delle relazioni umane. È questa la sfida per un soggetto politico di sinistra di questo secolo. L'assenza del there si no alternative sta nell'ipotesi di perennita del capitalismo, di questo capitalismo che il Papa Francesco ne è fortemente preoccupato tanto da lanciare messaggi anche in TV ospite da Fabio Fazio, ma sopratutto nella sua enciclica. È venuta meno la consapevolezza che il capitalismo è un animale strano, particolare che tollera o addirittura chiede che al proprio interno viva del " non-capitalismo" ovvero forme di autorganizzazione, cooperazione di comunità, e per certi versi, lo stesso lavoro informale. Quando il Papa Francesco afferma che le disuguaglianze si contrastano soltanto affrontando di petto la formazione della ricchezza, il messaggio non arriva, pultroppo, a sinistra, almeno qui in Italia, ha maggior eco nel mondo cattolico. Poi in questa globalizzazione c'è la rapidità di consegna, guida automatica, sicurezza che siamo ciechi agli effetti negativi, manipolazione delle informazioni, controllo pervasivo sul lavoro, discriminazioni nell'erogazione del credito, alterazione del meccanismo di compressione solidal insito nei sistemi assicurativi, influenza mirata sulle nostre preferenze, repressione delle nostre proteste, concentrazione del controllo, spiazzamento della conoscenza ecc... è già solo questo è un grave fattore di preoccupazione, pensando anche che c'è di più. Ma il Papa Francesco si interroga e ci fa riflettere anche su come costruire il percorso di cambiamento, attraverso dialogo sociale che non deve mai mancare, conflitto, patto sociale. Aspetti importanti per la chiesa, "il gusto di riconoscere l'altro, di riconoscere all'altro il diritto di essere se stesso e di essere diverso" è la base del dialogo sociale, ma anche l'incontro di punti di vista e interessi diversi produrrà tensioni e conflitti, che la chiesa ha sempre legittimato. Il passo in più è sostenere che perché da questo confronto emerga una convergenza, di nuovo il tema delle alleanze, serve convincerci che ciò possa Avvenire e serve "accettare la possibilità di cedere qualcoda per il bene comune, la ricerca di una falsa tolleranza deve cedere il passo, al realismo dialogante, di chi crede di dover essere fedele ai propri principi, riconosce tuttavia che anche l'altro ha il diritto di provare ad essere fedele ai suoi" è il fondamento del pubblico dialogo, dibattito, a sua volta fondamento della democrazia. Il Papa Francesco si sofferma sempre sua diversità da rispettare e da sostenere con convinzione ma anche nella sua unicità di questa parola, a Sanremo abbiamo avuto il monologo bellissimo di Drusilla Foer dove ci spiegava cosa può fare l'unicità delle persone con la propria diversità è proprio lì che c'è la chiave, la parola d'ordine per svoltare. Papa Francesco ha rotto l'incantesimo, ha indicato come un percorso da compiere, con le sue parole, ora sta alla classe dirigente politica, soprattutto alla nuova, riportare le cosiddette riforme dentro i partiti stessi, sordi anche a queste parole, come fossero un' utopia irraggiungibile in terra. Ma attenzione Francesco fa qualcosa di più. Nella sua ultima enciclica, volta a mettere al centro del nostro agire la fratellanza e la sorellanza un complemento fondamentale dell'interesse collettivo, egli da due importanti contributi di metodo "come" cambiare le cose, che si sposano con la parte più avanzata del pensiero laico. In questo panorama Internazionale continuano a suscitare molto scalpore le posizioni politiche di Papa Francesco la cui critica al capitalismo segna in profondità questo pontificato, fin dell'esortazione apostolica Evangelii Gaudium, e poi ancora con le encicliche Laudato si è Fratelli tutti è parsa evidente la difficoltà della sinistra mondiale di trarre spunto da questo fatto politico. Prevale, infatti, a sinistra un genericismo che rifugge dalla critica al capitalismo in quanto tale, finendo per omettere la sua caratteristica saliente: lo sfruttamento, sembra esserci cioè una passiva assunzione della perennità del capitalismo, in conseguenza della quale è assente il superamento di questa formazione storica nella riflessione politica generale. Allora il Papa Francesco a che tempo che fa oltre ad imprimere la fede a seguire Dio, cerca di sostenere il dialogo, la comprensione, la povertà, le disuguaglianze, tutelare le condizioni di vita quotidiana, ma dare atto che in questo mondo la solidarietà sta venendo meno e questo status non va bene, la pandemia accentua tutto ma la nostra forza d'animo deve prevalere sullo spirito scoraggiante per avete un approccio solidale eliminando le violenze e discriminazioni, Bergoglio parla di una nuova era fatta di fede, un nuovo mondo che abbraccia tutti senza discriminazioni, le diversità sono risorse da coltivare, la nostra civiltà deve esaltare il proprio essere umano in tutti i suoi pregi e difetti. W IL PAPA FRANCESCO.
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