Open Renzi
L'Associazione nazionale magistrati interviene dopo la denuncia dell'ex premier contro i pubblici ministeri dell'inchiesta: "Offesi per aver fatto il loro dovere". La replica a Radio Leopolda: "Screditati da ciò che ha fatto Creazzo, io sono innocente"
Subito è intervenuto Matteo Renzi a Radio Leopolda. Un botta e risposta a distanza velocissimo. "L'Anm dice che è intollerabile quello che ho detto sui magistrati? La mia vita è stata pubblicata in pasto sui giornali nel silenzio dell'Anm. La mia vita è stata scardinata con un dolore personale e familiare di cui non parlo. Mi auguro che nessuno viva quello che ha vissuto la mia famiglia - dice Matteo Renzi - La magistratura è stata screditata non da quello che ha detto Renzi ma quello che ha fatto Creazzo". Il leader di Iv si scaglia proprio contro i magistrati fiorentini: "A Conte e a Grillo, i pm di Milano e Roma non hanno tolto i cellulari, hanno utilizzato uno stile diverso da quelli di Firenze. Uno di loro si occupa a tempo pieno della famiglia Renzi: prima che diventassi premier eravamo una famiglia rispettabile, ora sembriamo un'associazione di gangster". Il processo, prosegue Renzi, riguarda " riporto testuali parole per ricostruire una vicenda alquanto strana, parto dal presupposto che qualsiasi partito della prima repubblica e anche della seconda repubblica prendevano soldi da fondazioni oppure da persone benestanti per finanziare la politica credo che qualsiasi partito sia avvenuto questa situazione, almenno questa è la mia opinione, partendo da questo presupposto la figura di #Renzi sta diventando preoccupante ed ingombrante per il sistema politico, ricordiamoci la "Mossa del cavallo" che contribuisce nel far cadere un governo #Conte2 dopo aver fatto cadere, sempre per mano di Renzi la lega di #Salvini che aveva una alleanza si governo con #M5s, insomma fa cadere un governo il #Conte2 per indecenza di organizzazione ma anche di programmazione, oltre alla poca trasparenza sulle nomine, anche sulla visone di futuro. Credo anche che i magistrati fiorentini devo aspettarsi che un qualsiasi cittadino presenti una denuncia nei loro confronti per scorrettezza procedurale, a detta dell’indagato, ma posiamo anche giudicare all’esterno le condotte dei tre magistrati che indagano sul caso Open, insomma il garantismo giudiziario farà luce su questa vicenda nelle sede che contano, dispiace solo dell’ accanimento politico sfociato anche sulle dinamiche familiari per giunta vedendosi già giudicati a mezzo stampa senza che o ancora ci sia una data per il processo. Ora c’è stato il rinvio a giudizio per cercare, dalla parte dell’accusa, di trovare prove sostanzialmente utili per avere la colpevolezza, la presunta violazione della legge sul finanziamento illecito, insomma il mistero su questa vicenda è palese visto i precedenti, la magistratura va riformata assolutamente con essa le dinamiche della carta stampata sulle pubblicazioni di intercettazioni telefoniche e ambientali ma sopratutto giudicare quando le sentenze sono finite. Certamente Matteo Renzi risponderà colpo su colpo come dal suo carattere che lo contraddistingue, ma voglio andare oltre, il Pd deve riflettere sulle alleanze, o meglio, sulla alleanza con il #M5s capisco l’odio per Renzi ma la parte centrista è più avvezza alle posizioni progressista democratico quella parte riformista che ad #Letta farebbe comodo sia in un dibattito che in un dialogo istituzionale, vedere le elezioni del presidente della repubblica italiana come sia stata condotta per farsi una idea, quella parte centrista che è importante tenersela in alleanza, vedete il personaggio Matteo Renzi si può anche contestarli il carattere ma non l’efficacia politica istituzionale e lo spessore politico, aldilà delle sue vicende antepone sempre l’interesse del paese con azione politica nel camere per portare quelle riforme che il paese Italia ha bisogno, se passava quel benedetto referendum in questo momento le dinamiche istituzionali erano diverse come erano diverse le cose in questo momento, parecchie persone se tornassero indietro quel referendum lo voterebbe in maniera diversa, dati alla mano, ma accantoniamo questo discorso, il problema non è Renzi ma il giustizialismo del #M5s che crea problemi alla base del Pd è lasciamo stare le correnti ma uno come Renzi personalmente lo preferirei averlo dentro al dibattito politico insieme cercando dei condividere una azione politica comune.
Capisco che sia la mia posizione, ideale, ma credo di aver espresso una mia personale opinione sulla questione, augurandomi che Renzi nè esca vittorioso manifestando l’innocenza sui fatti, ma anche augurandomi che questa gogna mediatica finisca perché vedete a Renzi, se, come sembra, ne uscisse pulito, rimane la macchina di fango sputata addosso da testate giornalistiche infernali toccando anche la sfera personale, andando a colpire anche cose che il senatore fiorentino fa a norma di legge, insomma la legge lo prevede che lui può fare il conferenziere perché allora non lo dovrebbe fare, o meglio, create la legge al senato e evitate queste cose, perché dare la colpa a chi gli si premette di fare queste cose non è come dare colpa a chi, legge permettendo, suffrutice del beneficio consentito dalla legge. Auguro a Renzi un processo degno del suo nome, reale, sincero, è che ne esce vittorioso per lui ed la sua famigli, la casa riformista lo aspetta a braccia aperte.
Di cosa siamo accusati? Di aver rendicontato i soldi - tutti trasparenti, leciti e bonificati - della fondazione, secondo il modello della fondazione.
- I PM dicono: "eh no, la Leopolda non era organizzata da una fondazione ma era un’iniziativa del partito". E dunque bisognava registrare i soldi seguendo il modello dei partiti e non delle fondazioni.
- Cosa cambia nella sostanza? Praticamente nulla. Se mai fosse reato sarebbe un reato formale e bagatellare. Ma la realtà è che non è un reato. Perché chi è stato alla Leopolda sa che la Leopolda – ad esempio – non voleva le bandiere del PDma era una iniziativa più ampia, aperta e libera.
- Davanti a questa accusa minuscola, i PM di Firenze hanno speso centinaia di migliaia di euro senza provare alcunché ma realizzando quello che la Cassazione (non io) definisce “un inutile sacrificio di diritti”.
- Dunque, se qualcuno ha criticato i PM di Firenze, non sono stato io ma i giudici della Cassazione. E non è un caso che i PM di Milano o Roma, in analoghe inchieste, abbiano evitato di usare gli stessi metodi dei PM fiorentini.
- Sul processo OPEN sarà il Tribunale a dire la parola definitiva. L’udienza preliminare sarà il 4 aprile 2022. Di solito, tra l’udienza preliminare e la Cassazione, passano cinque anni, dunque avremo la verità nel 2027. Mettetevi comodi, noi non abbiamo fretta. Perché chi ha ragione non ha fretta.
- I PM dicono: "eh no, la Leopolda non era organizzata da una fondazione ma era un’iniziativa del partito". E dunque bisognava registrare i soldi seguendo il modello dei partiti e non delle fondazioni.
- Cosa cambia nella sostanza? Praticamente nulla. Se mai fosse reato sarebbe un reato formale e bagatellare. Ma la realtà è che non è un reato. Perché chi è stato alla Leopolda sa che la Leopolda – ad esempio – non voleva le bandiere del PDma era una iniziativa più ampia, aperta e libera.
- Davanti a questa accusa minuscola, i PM di Firenze hanno speso centinaia di migliaia di euro senza provare alcunché ma realizzando quello che la Cassazione (non io) definisce “un inutile sacrificio di diritti”.
- Dunque, se qualcuno ha criticato i PM di Firenze, non sono stato io ma i giudici della Cassazione. E non è un caso che i PM di Milano o Roma, in analoghe inchieste, abbiano evitato di usare gli stessi metodi dei PM fiorentini.
- Sul processo OPEN sarà il Tribunale a dire la parola definitiva. L’udienza preliminare sarà il 4 aprile 2022. Di solito, tra l’udienza preliminare e la Cassazione, passano cinque anni, dunque avremo la verità nel 2027. Mettetevi comodi, noi non abbiamo fretta. Perché chi ha ragione non ha fretta.
Fin qui tutto bene.
Solo che quando è uscita la notizia e i social/media/talk hanno ricominciato con il processo pubblico contro di noi, ho deciso di reagire.
1. Ho firmato una denuncia contro i PM di Firenze per violazione dell’articolo 68 della Costituzione, della Legge 140/2003, dell’articolo 323 del codice penale. Io credo nella giustizia al punto da affidare a dei giudici un atto circostanziato e preciso. O vogliamo dire che i giudici non possono mai rispondere di ciò che fanno?
2. Ho detto che non mi fido di questi magistrati. Il procuratore capo Creazzo è stato sanzionato in via disciplinare dal CSM per molestie sessuali, punito con una pena ridicola e meno male che la legge è uguale per tutti. Il procuratore aggiunto Turco ha da anni una partita aperta con la mia famiglia e persino l’arresto dei miei genitori da lui voluto è stato annullato dal tribunale della libertà. Il procuratore Nastasi è uno dei magistrati che entra nella stanza di David Rossi a Siena, poche ore dopo che il manager è volato dalla finestra e si è più volte contraddetto nell’audizione di ieri, durata sette ore, presso la Camera dei Deputati.
3. L’Associazione Nazionale Magistrati dice che con le mie denunce rischio di “appannare” l’immagine e la figura dei giudici. Io credo che se questi magistrati sono appannati agli occhi dell’opinione pubblica (questi magistrati e non altri) non dipende da quello che dico io ma da quello che hanno fatto loro. Sono loro che si sono resi responsabili rispettivamente di molestie sessuali nei confronti di una collega, di sequestri sconfessati dalla Cassazione, di contraddizioni davanti ai parlamentari oggi.
La verità è che pensavano di tenermi sotto schiaffo per cinque anni, zitto e buono.
Impaurito. Perché fare un processo non è una passeggiata.
Soffri nell’anima, soffrono le persone vicino a te, soffrono quelli che ti sostengono.
Ma io ho il mio carattere, un caratteraccio come lo chiamano gli altri.
E nelle difficoltà tiro fuori tutta l’energia che vorrebbero comprimere.
Vogliono un processo show? E noi ci difenderemo usando leggi, codici e denunce.
Vogliono silenziarmi? E io vado in TV non ad attaccare i magistrati ma a leggere gli atti ufficiali. Atti scritti da altri magistrati.
Vogliono impaurirmi? E io rispondo colpo su colpo, senza lasciar cadere un solo argomento.
Ho visto che è uscita di nuovo una dichiarazione di Bersani contro di me, nel suo simpatico ruolo di testimone dell’accusa. Bersani dice che ho usato la fondazione per scalare il partito. Bisognerà che qualcuno gli ricordi che io ho scalato il partito solo perché lui prima ha perso le elezioni e poi ha combinato il pasticcio del Quirinale 2013. Non sono arrivato alla guida del PD grazie alle lobby ma grazie agli errori di Bersani. E, comunque, questo processo si occupa di finanziamenti tra il novembre 2014 e il 2018: qualcuno dovrà dire a Bersani, con cautela, che il partito lo avevo già scalato da un pezzo. Ma, soprattutto, ho ricordato a Pier Luigi Bersani che ogni volta che lui parla di finanziamento illecito ai partiti, un cittadino di Taranto si sente male. Perché Bersani è quello che ha preso i soldi dei Riva per fare la sua campagna elettorale. Io li ho presi come Governo per fare il risanamento ambientale che era atteso da decenni. Questa è la differenza. Prima di parlare di finanziamento alla politica, Bersani dovrebbe riflettere su Taranto. E chiedere scusa. Non accusare gli altri.
Solo che quando è uscita la notizia e i social/media/talk hanno ricominciato con il processo pubblico contro di noi, ho deciso di reagire.
1. Ho firmato una denuncia contro i PM di Firenze per violazione dell’articolo 68 della Costituzione, della Legge 140/2003, dell’articolo 323 del codice penale. Io credo nella giustizia al punto da affidare a dei giudici un atto circostanziato e preciso. O vogliamo dire che i giudici non possono mai rispondere di ciò che fanno?
2. Ho detto che non mi fido di questi magistrati. Il procuratore capo Creazzo è stato sanzionato in via disciplinare dal CSM per molestie sessuali, punito con una pena ridicola e meno male che la legge è uguale per tutti. Il procuratore aggiunto Turco ha da anni una partita aperta con la mia famiglia e persino l’arresto dei miei genitori da lui voluto è stato annullato dal tribunale della libertà. Il procuratore Nastasi è uno dei magistrati che entra nella stanza di David Rossi a Siena, poche ore dopo che il manager è volato dalla finestra e si è più volte contraddetto nell’audizione di ieri, durata sette ore, presso la Camera dei Deputati.
3. L’Associazione Nazionale Magistrati dice che con le mie denunce rischio di “appannare” l’immagine e la figura dei giudici. Io credo che se questi magistrati sono appannati agli occhi dell’opinione pubblica (questi magistrati e non altri) non dipende da quello che dico io ma da quello che hanno fatto loro. Sono loro che si sono resi responsabili rispettivamente di molestie sessuali nei confronti di una collega, di sequestri sconfessati dalla Cassazione, di contraddizioni davanti ai parlamentari oggi.
La verità è che pensavano di tenermi sotto schiaffo per cinque anni, zitto e buono.
Impaurito. Perché fare un processo non è una passeggiata.
Soffri nell’anima, soffrono le persone vicino a te, soffrono quelli che ti sostengono.
Ma io ho il mio carattere, un caratteraccio come lo chiamano gli altri.
E nelle difficoltà tiro fuori tutta l’energia che vorrebbero comprimere.
Vogliono un processo show? E noi ci difenderemo usando leggi, codici e denunce.
Vogliono silenziarmi? E io vado in TV non ad attaccare i magistrati ma a leggere gli atti ufficiali. Atti scritti da altri magistrati.
Vogliono impaurirmi? E io rispondo colpo su colpo, senza lasciar cadere un solo argomento.
Ho visto che è uscita di nuovo una dichiarazione di Bersani contro di me, nel suo simpatico ruolo di testimone dell’accusa. Bersani dice che ho usato la fondazione per scalare il partito. Bisognerà che qualcuno gli ricordi che io ho scalato il partito solo perché lui prima ha perso le elezioni e poi ha combinato il pasticcio del Quirinale 2013. Non sono arrivato alla guida del PD grazie alle lobby ma grazie agli errori di Bersani. E, comunque, questo processo si occupa di finanziamenti tra il novembre 2014 e il 2018: qualcuno dovrà dire a Bersani, con cautela, che il partito lo avevo già scalato da un pezzo. Ma, soprattutto, ho ricordato a Pier Luigi Bersani che ogni volta che lui parla di finanziamento illecito ai partiti, un cittadino di Taranto si sente male. Perché Bersani è quello che ha preso i soldi dei Riva per fare la sua campagna elettorale. Io li ho presi come Governo per fare il risanamento ambientale che era atteso da decenni. Questa è la differenza. Prima di parlare di finanziamento alla politica, Bersani dovrebbe riflettere su Taranto. E chiedere scusa. Non accusare gli altri.
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