Plastica!!!!!!
Non buttare quella plastica, fanne un business, materiale versatile, malleabile, durevole, economico. Il problema è il fine vita: la plastica è un materiale che impiega migliaia di anni per decomporsi, da qui nasce l’opportunità, che anche la transizione ecologica c’è lo dice, di come fare del riciclo un business, per carità una strada non facile anzi molto complicata, ma possibile. Intanto cominciamo da una domanda molto semplice che ci poniamo sempre prima di capire le cose; che cos’è la plastica? Parliamo di “plastica” come se fosse un singolo materiale, ma non è così. Si tratta di una famiglia che ne comprende tantissimi: dal poliuretano al Pet, dal PVC al policarbonato. La maggior parte di essi è di fonte fossile e deriva dal petrolio, ma nel lungo periodo la stragrande maggioranza della plastica sarà prodotta da materie prime alternative. Detto, e spiegato questo andiamo avanti con la riflessione, di plastica ne viene prodotta 58 milioni di tonnellate di plastica solo nel 2019 in Europa. Di queste il 16% in Italia. Come viene utilizzata? La plastica viene utilizzata con il 39,6% packaging, il 20,4% costruzioni, 16,7 Elettrodomestici, arredamento, ambito medico e sanitario, il 9,6% Automotive, il 6,2% prodotti elettrici ed elettronici, 4,2% oggetti di uso domestico, tempo libero e sport, 3,4% Agricoltura, una volta utilizzata è trasformata in energia tramite termovalorizzatori il 42,6% in Europa nel 2019, riciclata il 32,5%, va in discarica il 24,9%. Allora proprio sulle due ultime voci bisogna lavorare di più, sul 24,9% che va in discarica, che diminuendo questo dato avremmo più riciclo tramite la differenziata, quel 32,5% può diventare più del 50% ovviamente ci sono plastiche che possono essere riciclate altre no. Ad esempio l’ecopneus che recupera la gomma dei pneumatici per farne asfalti e superfici sportive. Il problema è la selezione della singola plastica, perché il riciclo può avvenire solo tra plastiche dello stesso tipo. Una azienda di Milano lavora sugli scarti e li trasforma in prodotti, questa azienda fattura 4 milioni di euro e investe il suo 25% in ricerca sul materiale plastico per riciclarlo, questo per dimostrare che bisogna lavorare a stretto contatto con la scienza il sapere per avere quegli incentivi di intelletto per far scattare la vera transizione ecologica, ci vuole studio, dinamicità, sapienza, ed un filo di coraggio che non guasta mai. Altro esempio e il riunire la plastica dell’oceano per costruire Hotel galleggianti qui siamo in West Island i quasi in Australia, una architetta donna cerca materiale plastico per le sue costruzioni, è questo e davvero spettacolare!!!! Altro ancora, dalle microplastiche si crea un isolante per gli edifici lui è un italiano di Bolzano. Colleziona bottiglie in Pet e le trasforma in opere d’arte, l’artista ceca ne ha fatto la sua base di lavoro. Insomma noi possiamo contribuire con la differenziata, differenziare significa aiutare il prossimo ma anche questi artisti, ingegneri, architetti, scienziati, aziende, nel riciclo creativo ma anche funzionale ad altre cose, sono anni che all’interno del mio comune sostengo interventi come quello del cambio di destinazione uso del suolo publico per incentivare associazioni oppure lo stesso comune per far istallare un distributore di raccolta di bottiglie di plastica con l’incentivazione di attività commerciale che tramite buoni accattiva i cittadini nel riciclare il più possibile, una soluzione che induce sia sensibilità ma anche di utilità ambientale. Non trascuriamo il nostro mondo solo così facendo avremmo più controllo sul futuro delle nostre generazioni sia su un modello di vita sano ma anche un economia circolare vero.
Non si può tuttavia sottovalutare che, se da un lato la durevolezza della plastica è un vantaggio, dall’altro, quando diventa rifiuto, è un problema alla cui soluzione devono concorrere tutti, aziende produttrici, istituzioni, enti, organismi tecnici e privati cittadini.
Sul fronte delle aziende che trasformano la materia plastica in oggetti, per esempio in imballaggi, si sta adottando un principio di eco-design, che prevede di ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’oggetto lungo tutto l’intero ciclo di vita, riducendo le quantità di materia prima impiegata o producendo articoli che possano essere facilmente riciclati. In parallelo si stanno studiando le tecnologie per
avviare a riciclo qualunque rifiuto, anche quelli che oggi non possono essere riciclati con le attuali tecnologie.
Fondamentale però nella difesa dell’ambiente è anche il comportamento dei singoli cittadini. Evitare comportamenti come la dispersione di oggetti di plastica, ma anche di altri materiali, nell’ambiente – spiagge, strade, prati o corsi d’acqua – è un imperativo cui tutti ci dovremmo adeguare, così come fare una corretta raccolta differenziata dei rifiuti nelle nostre case è il primo passo affinché la plastica possa essere avviata al riciclo e concorrere al processo di economia circolare che si prospetta come modello economico del futuro.
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