18App una misura che porta risultati 🇮🇹
Circa 200 mila iscritti in 5 giorni, spesi oltre 7,5 milioni di euro
I ragazzi acquistano online e prediligono libri e musicaDopo cinque giorni dall’avvio delle registrazioni, sono oltre 180 mila i ragazzi che si sono iscritti al sito www.18app.italia.it per poter usufruire del bonus Cultura da 500 euro da spendere in musica, concerti, cinema, teatro, libri, musei, corsi di formazione e abbonamenti a quotidiani e periodici.
Tutti i ragazzi che hanno compiuto 18anni nel 2021, residenti sul territorio nazionale, potranno continuare a iscriversi fino il 31 agosto 2022 con SPID o Carta di Identità Elettronica sul sito www.18app.italia.it. Il bonus potrà essere speso fino al 28 febbraio 2023.
Al momento, la cifra che è stata spesa dai ragazzi è di 7,5 milioni di euro. Per l’80% si tratta di acquisti online, il restante 20% viene speso nei negozi accreditati. I ragazzi nati del 2003, in questi primi giorni, hanno concentrato i loro acquisti per il 67% sui libri, per il 27% in musica e concerti, per il 4% in cinema e prodotti audiovisivi, il restante 2% si distribuisce in modo omogeneo tra le altre categorie previste dalla misura. Il Ministero della Cultura guidato da Dario Franceschini, in collaborazione con la Guardia di Finanza, vigila sul corretto utilizzo dello strumento. Un intervento, una misura voluto dal governo Renzi fortemente criticata dall'opposizione, ma nel concreto molto efficace per quella fascia di età, per sensibilizzare sia alla partecipazione alla cultura che, ma sopratutto allo studio ed al coinvolgimento del dialogo tra le nuove generazioni, non è un like populista nemmeno una propaganda, ma una m misura concreta che funziona, la politica fatta così è solo un bene, fare non disfare, bravo al ministro Franceschini ma anche a tutta la comunità Pd e Italia Viva che hanno perseverato migliorato questa misura, sinonimo che il campo progressista riformista funziona, non solo, ma risponde alle esigenze della nuova generazione senza chiacchiere. I libri sono la nostra salvezza di conoscenza e di studio la musica e cultura, svago, passioni, i ragazzi sono attratti dagli artisti musicali, il loro successo è il nostro futuro, il successo di 18app è la politica che funziona ed non fa disuguaglianza sociale, non pone limiti al futuro. Bisogna capire che la generazione che ora sta studiando che è ancora nella giovane età va aiutata, incentivata, ma sopratutto portarla in un livello di studio capace di formare la nuova generazione futura di qualsiasi ambito esso sia. Se abbiamo questo tipo di approccio, allora abbiamo vinto, abbiamo creato i presupposti di un buon futuro, se non si prosegue su questo fronte allora abbiamo perso, tempo, denaro, ma anche terreno nei confronti dei nostri competitor a livello internazionale . Sono sfide importanti che non si lascia niente a caso, anzi la misura può essere ampliata, migliorata in vari settori, ma anche attribuita a livello Europeo avendo così più incentivi ma anche più impegno dell'Unione Europea, questa formula è già presente in varie tipologie e nomi in diversi paesi dell'Unione Europea, c'è da dire che sono anche messe in operazione in maniera diversa ma anche articolata in maniera diversa, ma 18app è funzionale, i numeri parlano chiaro, Renzi è stato bravo a cavalcare questa idea ma anche lungimirante ad proporla, coraggioso nello sfidare quel populismo che voleva affogare questa misura. C'è ancora tanto da fare, ma anche da inventare misure come ad esempio questa, basta volerlo, basta che si lavori per il futuro.
18app, il bonus di 500 euro da spendere in cultura destinato a tutti i neo 18enni, nasce idealmente in un momento preciso. Parigi era appena stata sconvolta da una serie di attentati terroristici di matrice islamica che causarono la morte di 130 persone e il ferimento di oltre 400. Il 13 novembre del 2015 un commando di almeno 10 persone colpì simultaneamente in tre diverse zone della città: nei pressi dello stadio, in diversi locali e ristoranti e al teatro Bataclan dove si stava svolgendo un concerto rock e dove furono uccise 90 persone tra cui la 28enne ricercatrice italiana Veleria Solesin.
Dieci giorni dopo, in un discorso pronunciato nella sala degli Orazi e dei Curazi in Campidoglio, a Roma, Matteo Renzi, nelle vesti di presidente del Consiglio, annunciando la risposta dell’Italia al terrore tenne un discorso storico. “Asciugate le lacrime – disse – è tempo di reagire”. Da lì a poco sarebbe stata varata la legge di stabilità e Renzi annunciò un piano di 2 miliardi: 1 miliardo in sicurezza (forza dell’ordine, cybersecurity, difesa), 1 miliardo in cultura (diritto allo studio, giovani, rammendo delle periferie, associazioni culturali).

- Perché non c’è sicurezza senza cultura, non c’è lotta al terrorismo senza investimento nella nostra identità. Per il Partito Democratico investire in cultura significa investire nell’Italia, nel futuro, nei valori che la follia terroristica prende di mira. Per questo il governo Renzi ha stabilito che per ogni euro investito in sicurezza sarebbe corrisposto 1 euro investito in cultura: 1 euro in sicurezza, 1 euro in cultura.
- In questo contesto 18app rappresenta soprattutto un grande investimento sui giovani. Una misura che ha dato risultati eccezionali, tanto che all’estero oggi vogliono copiarcela. Molti ragazzi l’hanno accolta come una sorta di “benvenuto” nella maggiore età che il loro Paese ha voluto dare loro. Per la prima volta, infatti, l’Italia ha voluto investire sulla loro capacità di scegliere autonomamente i propri consumi culturali.
- La maggior parte dei 350 mila diciottenni che ne hanno usufruito, ha usato il bonus per acquistare libri (il 78%), per andare al cinema o a teatro, per visitare una mostra o un museo. Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha parlato di “ottimi risultati che giustificano la conferma della misura nella legge di bilancio 2018 all’esame del Parlamento”. E infatti la misura è stata confermata anche per quest’anno.
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