Cina 🇨🇳
Per contrastare il pericolo jihaidista, l'approccio cinese e quello russo sono simili: la sicurezza prima di tutto; non ci si deve far condizionare da preoccupazioni sui diritti umani; bisogna fare terra bruciata attorno agli estremisti, anche colpendo familiari, amici, e conoscenti. Lo stiamo notando anche in questa assurda guerra in Ucraina. La tragedia dello Xinjiang in quel luglio 2009 contiene un pezzo della risposta alla domanda sull'imperialismo cinese, già oggi in Cina è un impero multietnico, mai contaminato, però, da un approccio "multiculturale" come quello che in voga in Occidente. La Repubblica popolare piega tutte le razze al ritmo della sua modernizzazione; è biposta a afre concessioni economiche per integrarle, le minoranze hanno qualche agevolazione, come il diritto a forme "affirmative action", per esempio per l'accesso allo studio, per chi, invece, non vuole integrarsi non c'è né comprensione e né tolleranza, la democrazia qua non esiste, all'ingresso delle moschee di Kashgar ho visto, nella mia breve ma intensa permanenza, Metal detector, tante videocamere di sorveglianza. La religione musulmana viene praticata sotto lo strettissimo e invasivo controllo del governo cinese, questo solo per ricordarvi che in questa nazione la libertà culturale e di religione è estremamente difficoltoso da esercitare ma anche da perticare visti le tante norme che lo vietano per capirci. Le paure di una guerra mondiale suscitate nel 2017, che fanno capolino anche con questa guerra Ucraina, dai test missilistici e nucleari di Kim Jong-un mi fanno riesumare un vecchio appunto di viaggio, ma basta solo aprire un libro di geopolitica oppure di storia, un Moleskine di undici anni prima,: gli appunti del viaggio della Corea del Nord, un'altro di quei paesi che dettando le loro leggi impongono estremi dittatoriali alla popolazione, la Corea del Nord è l'unico paese al mondo dove i telefonini vengono sequestrati dalla polizia di frontiera, dove i telefoni fissi sono disabilitati a ricevere chiamate dall'estero, solo pochi potenti hanno disabilitati a ricevere chiamate dall'estero, solo pochi potenti hanno accesso a Internet, e il visitatore viene scortato da due funzionari governativi con cui occorre "concordare" l'itinerario da svolgere con la inconsueta verifica delle procedure di come fare nel visitare la Corea del Nord. Questo è l'unico angolo d'Asia dove i bambini non sorridono allo straniero, provate andare a Santo Domingo, Tanzania, Colombia, paesi poveri, ma con tanta felicità di accoglienza sopratutto nei bambini, qui assolutamente tristi, no lanciano nessun "Hèl-Lòu" allegro ma anzi abbadano gli occhi o si scostano impauriti. La follia di come un tiranno criminale manovra per conservare il proprio potere è diventa contagio, paranoia di massa, impazzimento di un popolo, E ora, cari miei amici, può scatenare la terza guerra mondiale? la risposta è, purtroppo, Si!!! Anzitutto: l'importanza strategica dell'intera penisola coreana chiama in causa le lotte fra i due impere, quello Cinese e quello, molto più breve, del Giappone. Il Sol Levante ha una civiltà "derivata" da quella Cinese: nell'arcipelago il Buddhismo e il Confucianesimo arrivano dal continente, gli ideogrammi nipponici discendono dal mandarino. Per gran parte della sua storia premoderna il Giappone si rinchiude nel proprio destino geografico, ecco perché le mappe ci aiutano a capire, che è insulare. Ma già in epoca premoderna, l'unico serio tentativo nipponico di aggredire il continente passa per la Corea. Tra 1592 e il 1598 lo shogun Hideyoshi sbarca sulla penisola coreana per conquistarla e da lì invadere la Cina stessa. questo per dirvi che in questa guerra, come quella che si sta svolgendo in Ucraina, la Cina è una seria attenta spettatrice, la sua fama di espandersi con l'India sia per il numero demografico che come potenza militare e commerciale è evidente, non preme la mano per aprire una iniziativa per aiutare l'amico Putin, per il semplice fatto che in tempi stretti può prendersi tutte e due così facendo può tranquillamente entrare in Occidente dalla porta principale, coì facendo sconfigge gli Usa oramai già perdente come potenza mondiale proprio nei confronti della Cina il sorpasso e tacente evidente che in pochi anni ci sarà l'svenimento. L'america oramai è un impero che vacilla, non solo come sistema economico, ma anche demografico, culturale, la Cina con la sua dittature la poca libertà, con tanti diritti e pochi doveri hanno modernizzato il loro meccanismo facendolo diventare un mantra per l'espansionismo. La Cina la nazione più popolosa del pianeta, è ancora per gran parte del suo territorio un'immensità disabitata. Non è solo la fame di materie prime che accende il desiderio di venire qui, non è neppure unicamente per ragioni di sicurezza strategica, due fondamentali, che la Cina degli han controlla questi deserti disabitati, si sente l'attrazione irresistibile che esercita sui cinesi questo vuoto, come fu il Far West da conquistare per gli americani. Quel che i Cinesi faranno di queste regioni sconfinate è una storia a cui l'Occidente, cioè noi, non è del tutto estraneo. Barzini lo aveva istituito più di cent'anni fa. "nell'immobilità cinese noi portiamo l'essenza delle Notre febbri" con questa affermazione vi o sentenziato l'argomento che stiamo trattando, rispetto ai campi di rally di Barzini, oggi le parti si sono rovesciate, sono i cinesi che esportano la loro febbre del fare, convinti di essere i padroni del futuro, anche il nostro. Ma ora è Xi Jinping ad ammantare gli interessi nazionali cinesi di una visione globale, che include un progetto da condividere con il resto del mondo. Secondo le stime di Pechino, gli investimenti per la Nuova via della Seta, anche noi come firmatari ricordate Conte con il ministro Di Maio in prima fila, hanno già creato 180.000 posti di lavoro nei 65 paesi coinvolti, che rappresentano il 62% della popolazione mondiale e oltre un terzo del Più planetario. Solo questo vi deve far capire la potenza mondiale e dove vuole arrivare la Cina nel mercato Occidentale. Per carità la via della Seta ci sta vedendo protagonista delle esportazioni delle nostre aziende e prodotti, ma stiamo accaparrando molto materiale cinese a basso costo ma sopratutto esercizi commerciali che si affacciano prepotentemente nel nostro territorio nazionale, non si tratta di accettare o non accettare, ma c'è da scrivere delle norme per legittimare la propria funzione anche contributiva oltre al pagamento delle imposte. Insomma la Cina entrerà molto Preto nelle nostre vite, se nessuno pensa Diu mettere un freno a tutto ciò, o per lo meno nel regolarizzare il tutto in maniera acqua. Ed allora se non lo avete capito la Cina sta diventando una minaccia per tutto l'occidente l'Europa deve rimanere unita è cercare di mettere in campo le soluzioni giuste per condividere in maniera civile e rispettosa sia l'economia che il commercio del export ed import creando i presupposti di un avanzamento dei nostri prodotti, non solo i loro, la convivenza deve essere reale ma anche nel pieno rispetto delle regole imposte dall'Occidente se ci faremo trovare pronti potremo dire la nostra, ma se siamo impreparati si aspetta un futuro da invasi.
I cambiamenti attraversati dalla Cina in poco più di cinquant'anni sono così profondi e radicali che, nella storia di altri paesi, analoghe trasformazioni hanno impiegato secoli per affermarsi. Là dove oggi si innalzano grattacieli dalle architetture sbalorditive, fino a pochi anni fa c'era solo campagna. Ragazzi e ragazze dell'ultima generazione, una massa di figli di operai e nipoti di contadini, sono arruolati nel settore hi-tech più dinamico al mondo. Il mastodontico inquinamento industriale si affianca alla più avanzata ricerca di fonti di energia sostenibile. Ma nonostante sia apparentemente tutta proiettata verso il futuro, la Cina contemporanea ha radici che affondano in un passato millenario, al quale spesso attinge traendone valori, idee, strategie che usa nel confronto sempre più serrato con l'Occidente.

Lo sviluppo della Cina è impressionante, lo dimostra l’evoluzione del reddito pro capite. Affinché rimanga così, le cose devono cambiare. Gli Stati Uniti potrebbero indirettamente aiutare. La Cina il 1° ottobre festeggerà il suo 70° compleanno come Repubblica Popolare. Giustamente, poiché gran parte della popolazione, dal punto di vista economico, ha fatto grandi progressi durante la vita della Repubblica. La Banca mondiale stima che negli ultimi 30 anni quasi 800 milioni di persone sono sfuggite alla povertà. Le definizioni e il numero assoluto possono essere discussi, ma altri dati confermano il concetto che la Repubblica è stata una storia di successo economico. La Cina ha superato l’India attraverso un parametro particolarmente importante: il reddito pro capite. Mentre in India solo negli ultimi dieci anni è raddoppiato, in Cina è decuplicato.Questo è probabile che sia nell’interesse di Pechino, in quanto il rapido aumento dei redditi potrebbe aiutare a distogliere la gente dalle questioni politiche. Allo stesso tempo, la Cina dovrebbe guardarsi dal cadere nella cosiddetta “trappola del reddito medio”. Questo è ciò che la Banca Mondiale chiama il pericolo per i paesi emergenti di rimanere bloccati nel campo del reddito medio (all’incirca, un reddito annuo di meno di 15.000 dollari). Questo significa non essere più abbastanza economici da avere un significativo vantaggio competitivo nelle esportazioni ad alta intensità di lavoro e allo stesso tempo non abbastanza appetibili da attrarre (o mantenere) risorse le cui competenze e capacità di innovazione potrebbero creare nuovi vantaggi competitivi. Crediamo che Pechino sia consapevole di questo pericolo. E ci sono buone ragioni per credere che il paese sarà in grado di sfuggire da questa potenziale trappola meglio di altri paesi.Il progetto “Made in China 2025” mira a trasformare la Cina da paese a manodopera a basso costo in produttore di beni e servizi di qualità. Xueming Song, economista cinese del DWS, commenta: “In questo contesto, la controversia commerciale con gli Stati Uniti è un’arma a doppio taglio. Da un lato, costringe la Cina ad accelerare i suoi sforzi per diventare tecnologicamente più autosufficiente. Dall’altro lato, c’è il pericolo che la Cina debba accettare prima battute d’arresto se viene tagliata fuori dai richiesti beni intermedi ad alta tecnologia dell’occidente”.Prima che la Cina segua il percorso della Corea del Sud diventando un leader tecnologico, c’è tuttavia il rischio che possa essere frenata da un’altra preoccupante dinamica: il debito totale come percentuale del prodotto interno lordo (PIL) negli ultimi dieci anni è salito dal 162% al 276%.
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