Konstantinos Kavafis per la "Rubrica Poesia D'autore"

 Riprendiamo il nostro viaggio con la "Rubrica Poesie D'Autore" una raccolta di artisti di fama internazionale nel settore della poesia per far avvicinare sia gli elettori appassionati che le nuove generazione scoprendo anche la loro vita, la loro biografia, non solo anche i loro e sopratutto versi. Oggi andiamo alla scoperta di Konstantinos Kavafis poeta di limpida e rigorosa eleganza classica, Kavafis ebbe una vicenda personale e poetica davvero molto particolare, a cominciare dal rapporto con la sua terra e con la sua lingua, essendo nato ad Alessandria D'Egitto e vissuto a lungo con la famiglia greca, ma proveniente da Istambul, in Inghilterra, e avendo imparato il greco solo da adolescente, quasi come uno straniero e avendo avuto anche una conoscenza diretta molto relativa della stessa Grecia, dove fece solo tre viaggi, ma gli caratterizzava il nome che portava. Eppure il senso d'origine è vivissimo nella poesia di Kavafis, che contiene riferimenti a personaggi storici che vi riappaiono peraltro in una dimensione extratemporale o portati verso una sorta di presente assoluto. Ma la cultura d'origine è nondimeno importante nella forma e nello stile, sempre nobilmente di impostazione plastica e appunto classica, ma anche singolare, non senza una modernità di costruzione, che stavolta ben si averte in passaggi ellittici. Nasce nel 1963 e muore 1933, aveva nelle sue poesie l'impasto morfologico, sintattico, lessicale perfetto secondo alcuni studiosi di quel tempo, aveva desueti arcaismi che si fondono a ipermodernismi, in un disegno d'ampio respiro che si realizza tra affascinante fluidità musicale della pronuncia e scorci epigrammatici, con movimenti prosastici, e momenti colloquiali. Tutto questo nei suoi versi di punta. Il tutto mirabilmente veicolato da una naturale capacità di comunicazione, anche immediata, che gli ha consentito di divenire uno dei maggiori autori di sicuro riferimento nella poesia internazionale del Novecento e al tempo stesso un poeta amato da publico.

Voci

Voci ideali e care

di quelli che morirono, di quelli

che per noi sono persi come i morti.

Talora esse ci parlano nei sogni,

e le sente talora tra i pensieri la mente.

Col loro suono, un attimo ritornano

suoni su dalla prima poesia della vita -

come musica, a notte, che lontanando muore.

                                                                  Konstantinos Kavafis


La sua prima poesia data alle stampe fu edita dalla rivista ‘Eσπερος, di Lipsia, nel 1886. Da allora, non smise più di pubblicare poesie su diverse riviste di Alessandria e di Atene, come anche in raccolte sui generis, fuori commercio.La sua opera è sicuramente influenzata dalla cultura mediterranea; "È una poesia ardente del Mediterraneo e della memoria", quindi frutto di un fecondo incontro tra paesi e storie diverse. Kavafis appartenne alla generazione dei maggiori esponenti del simbolismo europeo e insieme di coloro che del simbolismo evidenziarono e svilupparono i caratteri estetici e decadenti. La sua esperienza poetica non trova riscontri nell’ambito della tradizione letteraria greca e nemmeno di quella europea. La sua strada, alla fine risulta unica e isolata. La Grecia che Kavafis vagheggia e fa sua nel regno della poesia è molto più che uno spazio geografico, è piuttosto una condizione dello spirito, una Grecia interiore di miti e deità. “La lingua che usa Kavafis ha la facoltà di trascendere gli avvenimenti, di mescolare il passato con il presente, di abolire le coordinate temporali e spaziali, grazie alla quale fatti ed avvenimenti del passato diventano attuali, assumono le dimensioni di accadimenti quotidiani di un pregnante oggi”scriveva Tino Sangiglio.


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