Milo De Angelis per la nostra rubrica di oggi "Poesie D'Autore"
Oggi è il momento della nostra rubrica "Poesia D'autore" andiamo scoprire le migliori poesie scritte da poeti, artisti, che hanno segnato la storia della poesia sia italiani che stranieri, le maggior espressioni nel campo della poesia, oggi scopriamo Nilo De Angelis, strenuamente fedele a se stesso, pur nelle sottili, importanti articolazioni interne della sua Opera. Milo De Angelis si impone per l'inquietudine e la tensione drammatica dell'esserci che attraversa i suoi versi, dal precoce esordio con Somiglianze con anno 1976, fino al recentissimo Linea Intera, Linea Spezzata 2021. La sua scrittura, sempre esatta e tagliente mostra una netta autonomia, nella sobria energia della lingua e dello stile, in un percorso che testimonia, in modo esemplarmente antiretorico, un senso pervasivo di acuta sofferenza, all'interno di una struttura di composita meditazione lirica. Stiamo parlando di un'artista moderno dei giorni nostri mi viene da dire, nato a Milano, dove vive, il 6 giugno 1951.
Da Somiglianze
LA LUCE SULLE TEMPIE
Che strano sorriso
vive per esserci e non per avere ragione
in questa piazza
che confida chi consola di colpo tacciano
è giugno, in pieno sole, l'abbraccio nasce
non domani, subito
il pomeriggio, i riflessi
sui tavoli del ristorante non danno spiegazioni
vicino alle unghie rosse
concedono con le frasi
questa è la carezza
che dimentica e dedica
mentre guarda dentro la tazzina le gocce
rimaste e pensa al tempo
e alla sua unica parola d'amore: "adesso".
E’ in tutte le librerie “Millimetri” la raccolta di Milo De Angelis, riedita da il Saggiatore nella collana le Silerchie a 30 anni dalla prima pubblicazione. Ci sono libri che ci fanno comprendere che niente sarà come prima dopo la relativa lettura. Libri che, acutamente, segnano i cammini nelle storie letterarie di ognuno di noi. Sono esperienze di lettura che continuano a vivere dentro. Soprattutto riconosciamo che, con ‘Millimetri’, ha principio la post-poesia. Cioè, con quest’opera, molti scrittori/lettori di versi comprendo che non vi è la possibilità di un altro inizio per la storia della poesia. Giuseppe Genna e Aldo Nove, che hanno scritto la postfazione di questa nuova edizione raccontano che quando hanno aperto per la prima volta Millimetri avevano sedici anni e si spalancava un mondo incomprensibile, ma di quel mondo avevano memoria. Era l’esperienza di un campo di forze mai sperimentato prima. Conoscevano la tradizione approssimativamente, però in modo sufficiente da essere consapevoli che venivano spinti verso voltaggi nuovi e antichissimi.
Raramente la poesia può permettersi di gareggiare con l’esperienza. Millimetri è un’esperienza di lettura che diventa vita subito, bruciando lì perché della vita ha la stessa asprezza che nulla ha a che fare con il realismo, con qualsivoglia realismo. Se il realismo può cercare (senza ovviamente mai riuscirci) di porsi in modo mimetico nei confronti della vita, questi versi ne veicolano l’oscuro pulsare, l’essere nell’altrove di ogni giorno. Il mistero della consistenza dei sassi, il rapporto con i morti, il gusto della pizza. C’è qualcosa di ineffabile e osceno, di mistico e spaventosamente superficiale nell’elenco delle cose che messe assieme compongono la nostra esistenza. Milo De Angelis nel 1983 ha mostrato a molti le giunture di questo elenco, andando a capo “a caso” apparentemente, facendolo invece sempre secondo il Caso che domina la poesia di Lucrezio, che De Angelis ha tradotto stupendamente. L’aleatorio come scienza empirica e già data, il rumore delle parole che è sostanza.ù

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