La mia Pasqua è una preghiera per i bambini Ucraini 🇺🇦

 Buona Pasqua e Pasquetta, quest'anno, come lo scorso anno, sono feste molto particolari, si gli Auguri, sia alle tradizioni nello uscire per festeggiare, oppure rimanere insieme alla famiglia e parenti, agli amici ecc... ma c'è un fattore che ci tiene molto preoccupati: lo scenario di guerra Ucraina, ed le sue conseguenze. Forse posso risultare pesante anche in questi giorni di leggerezza, ma come si fa ad rimuovere le foto reali che provengono dall'Ucraina, come si fa nel dimenticare, un uomo di fede come me, quelle prendi immagini di una sciagurata guerra di potere, che sta indebolendo mezzo mondo con scenari devastato nel medio-lungo termine, ebbene come si fa ad non pensare a quella popolazione russa che dissidi dal governo di Putin, senza diritti e ne libertà di parola e di informazione sul vero e reale accadimento della vicenda, sono pensieri che proprio in questi giorni di festa, dopo il covid19, ancora non finito peraltro, ti vengono in mente, ti fanno ragionare su che visone di mondo stiamo andando, come stiamo definendo il futuro dei nostri figli, come vogliamo che sia la vita nel prossimo futuro, ma sopratutto che cos'è la pace tanto appellata ma mai avvenuta fino ad adesso. Si io mi faccio domande, mmi rispondo con i miei pensieri proprio in questi giorni di festa, dove i pensieri cadono non solo sulle conseguenze di guerra, ma anche sulle cicatrici dei bambini! Nei loro disegni l'orrore, il caos, e la voglia di normalità, molti non reagiscono, si chiudono nel silenzio. "Bisogna trasferire in fretta e al sicuro i casi più gravi" sono le parole che sentiamo dagli inviati sul campo, che con le loro immagini e commenti pongono voce alla stupidità della guerra. Quando i primi sfollati in fuga dai bombardamenti russi arrivano nella città di Leopoli, a poche miglia dal confine con la Polonia, le autorità militari Ucraine intuirono immediatamente la necessità di allestire all'interno della stazione dei treni clinica per il supporto psicologico dei rifugiati. In questi giorni, migliaia di donne, confuse in preda dal panico, scendevano dai vagoni provenienti da Kharkiv e Kiev, vagando senza meta tra i binari, disorientate e smarrite, incerte sulla prossima tappa del loro viaggio e della loro vita, ma a preoccupare di più le autorità non era tanto il pianto disperato di queste madri, quanto il silenzio inquietante dei loro figli, molti dei quali avevano smesso di parlare. Si avete capito bene AVEVANO SMESSO DI PARLARE, lo sottolineo e lo evidenzio per far capire cosa significa guerra nelle fasce più deboli ed indifese che sono i bambini. "La maggioranza dei bambini ucraini che osservammo mostrava chiari sintomi di sindrome catatonica, isteria, disturbi dell'adattamento, sgomento, ansia e attacchi di panico" queste sono le parole prese in prestito da alcuni reportage di giornalisti e freelance sul campo da battaglia, più in specifico lo dice Orest Suvalo, psichiatra e coordinatore del centro supporto psicologico della stazione di Leopoli, trasformato dall'inizio del conflitto in un gigantesco centro di accoglienza per gli sfollati interni. Ancora dalle sue parole "alcuni non reagivano alle stimolazioni esterne, altri no riuscivano a muovere le mani o le dita, le articolazioni tutte, come se all'improvviso si fossero paralizzati, ci rendemmo subito conto di trovarci davanti ad una situazione senza precedenti e dalle proporzioni gigantesche". Da quanto è iniziata l'invasione russa, centinaia di migliaia di bambini ucraini hanno dovuto abbandonare la scuola, i loro giochi e le loro camerate, a dire addio ad amici e parenti, per trasferirsi in un bunker sicuro o nei tunnel della metropolitane, la guerra, molto diversa da come l'avevano immaginata, è un terribile realtà che ha distrutto le loro case, ha ucciso i loro cari, ha trucidato soprattutto i loro coetanei. è ancora difficile stabilire il numero effettivo dei bambini morti da quando è iniziata la guerra in Ucraina, ma secondo Lyudmyla Denisova, commissaria per i diritti umani del parlamento ucraino, sarebbero già 177 e 336 (oltre 12 al giorno) i feriti. Il fragore terrificante delle esplosioni, il suono angosciante delle sirene antiaeree, la fuga per le strade alla ricerca di un riparo da tiri ad altezza uomo, mentre dal cielo piovono bombe, sono ricordi indelebili che s'imprimono come cicatrici sulla memoria dei più piccoli, e diventano traumi, indelebili, con un impatto psicologico devastante sulle loro vite, travolte da un conflitto voluti dai grandi e di cui loro, i bambini, come ogni guerra, ne pagano il prezzo più alto. Vi ricordate il libro della giornalista, oggi nella Stampa, Cuzzocrea Annalisa che racconta "che fine hanno fatto i bambini" cosi il titolo del suo ultimo libro, dove il suo prezioso lavoro di curiosità, passione e rigore non si accontenta di analizzare nella superficie, allora dell'evento del covid19, pone le domande giuste e accende una luce autentica sul grande rimosso del nostro tempo: L'infanzia. L'infanzia distrutta dal covid19 che sottoponeva chiusure anche alle piccole generazioni creando scompensi, disturbi e quant'altro, oltre nell'invitarvi a leggerlo, vi invito a fare una sana operazione di riflessione anche dei bambini che in questa guerra assurda sono vittime dirette ed indirette di questo massacro che a sua volta provocherà conseguenze morali, fisiche, ma anche di tipo psichiche, in dei bambini che sono innocui, con cui faremmo i conti con il futuro. "La salute mentale dei bambini più piccoli, fino a 2 o 3 anni, dipende dalla condizione psicologica dei propri genitori, in genere della madre" dice Victor Balandin psicologo per le Ong Ucraina Osonnya "Per la madre è in uno stato emozionale stabile, lo saranno in parte anche i suoi bambini. Ed è abbastanza ovvio che questa condizione di stabilità è altamente improbabile in un contesto di guerra. Le cose cambiano per gli adolescenti, i quali sano perfettamente che cosa sta accadendo, alla loro età, essi attraverso un processo naturale di elaborazione, adattamento e accettazione del proprio io. Ma troppi cambiamenti nella loro vita, significano più difficoltà ad adattarsi e ad accertarsi".  Insomma solo ascoltato gli addetti si percepisce il grado di conseguenza del dopo-guerra su questa sferra evolutiva dei bambini, le piccole vittime sono 177 rimarchiamo questo fatto. 

Ucraina, cinque milioni di profughi, l'Onu: proteggere i bambini

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