Oggi parliamo di un'argomento molto interessante anche in questo momento storico che stiamo vivendo adesso: L'inflazione. Prima di cominciare nello spiegare le foto prese sul giornale Repubblica, dobbiamo intensificare alcune domande e risposte sul tema, essenziali per capire di cosa stiamo parlando è che cosa si va ad analizzare con i seguenti grafici e percentuali, insomma in parole avere cominciamo dalla base.
Si è trasformata nella croce dei governi e di tanti cittadini: l'inflazione, che a marzo 2022 ha raggiunto livelli record in Italia (ma che è in buona compagnia anche nel resto d'Europa). Ma qual è il significato dell'inflazione, come si calcola, quali sono le spese legate alla casa che ne fanno parte e come si calcola l'adeguamento Istat del canone di locazione? A questi e agli altri dubbi più frequenti legati all'inflazione risponde a idealista/news Federico Polidoro, dirigente del Servizio "Sistema Integrato sulle condizioni economiche e i prezzi al consumo" dell'Istat. Il significato dell'inflazione
L'inflazione è un aumento continuo e generalizzato dei prezzi che tende a ripetersi nel corso del tempo. Un amento dell'inflazione corrisponde a un aumento della velocità di crescita dei prezzi. Una riduzione dell'inflazione si ha invece quando i prezzi, pur aumentando, crescono una minor velocità. Parliamo invece di "deflazione" quando nel sistema economico si assiste a una tendenza diffusa e persistente alla dimunizione dei prezzi, in un contesto di recessione economica.
L'inflazione nel 2022, è possibile una previsione?
L'inflazione a marzo ha toccato livelli record. Sebbene non è possibile fare una previsione su cosa accadrà nei prossimi mesi secondo Polidoro "un'indicazione può essere fornita dall'inflazione acquisita, che rappresenta la variazione media annuale che si avrebbe ipotizzando che l’indice stesso rimanga nella restante parte dell’anno al medesimo livello dell’ultimo dato mensile disponibile. Con le stime preliminari di marzo l'inflazione acquisita per il 2022 relativa all'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività nazionale (NIC) risulta pari a +5,3%; se per ipotesi si chiudesse così l'anno, sarebbe necessario tornare al 1995 per ritrovare analoga variazione.
L'unica previsione che l'Istat produce, per finalità per lo più legate agli adeguamenti salariali previsti dai contratti, è quella che riguarda l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) al netto degli energetici importati, pubblicato con cadenza annuale e per il quale dovremo attendere presumibilmente il prossimo mese di giugno per l'uscita dei dati aggiornati".
Come si calcola e come vengono selezionati i beni e servizi del paniere Istat
La misura dell'inflazione consiste nel calcolo mensile della variazione dei prezzi di un sieme prefissato di beni e servizi (il cosiddetto "paniere").
"I prodotti inclusi nel paniere di indagine dell'Istat vengono selezionati facendo riferimento ai prodotti più rappresentativi dei consumi delle famiglie individuati facendo ricorso a numerose fonti interne ed esterne all'Istat. Con cadenza annuale il paniere viene rivisto".
Tra i prodotti che sono entrati nel paniere 2022 troviamo: sedia da PC, friggitrice ad aria, saturimetro (o pulsossimetro), psicoterapia individuale, test sierologico, molecolare e rapido per Covid-19, poke take away e streaming di contenuti musicali.
Quali spese legate all'abitazione vengono comprese nel calcolo dell'inflazione?
"Le spese legate all'abitazione sono per lo più ricomprese nella divisione di spesa 4 (Abitazione, acqua, elettricità e combustibili) della classificazione COICOP. Le principali voci che ne fanno parte sono:
- i canoni di affitto
- le spese per beni e servizi per la manutenzione della casa
- le spese per la fornitura d'acqua, i servizi di fognatura e depurazione, per la raccolta rifiuti
- le spese condominiali
- l'energia elettrica,
- il gas, il gasolio da riscaldamento e le spese per i combustibili solidi"
Detto e specificato questo andiamo nel dettaglio: L'energia e la scarsità di alcune derrate hanno adesso la miccia e i costi continueranno a scaricarsi sul cartello della spessa come possiamo vedere in questo grafico qua sotto, che in percentuale viene evidenziato i rincari dovuti dalla guerra ma anche dal covid 19 che in due anni hanno messo in ginocchio una economia nazionale oltre a quella internazionale. Questo è un viaggio all'interno della filiera degli aumenti.
Cominciamo dalla filiera dei ricali dell'industria, le principali voci di ricatto registrato dal settore industria della trasformazione, all'orizzonte lo scoglio dei rinnovi contrattuali tra la difesa del potere d'acquisto e il rischio di innescare una spirale, le cause sono attribuite alla crisi del greggio, l'Euro kilo via nel 1999, ed lo shock da ripartenza del post-covid.
Qui invece abbiamo l'altra filiera, molto importante dove possiamo notare che con il +170% i fertilizzanti la fanno da padrona come il rincaro maggiore di tutti, i produttori agricoli trasformatori, grande distribuzione: anelli della stessa catena ma a volte con interessi contrapposti, questo è quello che da la risposta a questo grafico dei ricali sull'agricoltura, con effetti guerra-energia: che fanno i maggiori aumenti di costo medio per un'azienda-tipo italiana.
D'andamento storico dell'inflazione in Italia, variazione percentuale, si attesta nel 2022 al +5,3% per il 2022 è indicato il dato provvisorio dell'inflazione acquisita a marzo, ovvero ipotizzando che l'indice rimanga al medesimo livello dell'ultimo dato mensile disponibile nella restante parte dell'anno, calcoliamo che il livello più lato toccato dall'Italia, con lo shock petroliferi, è arrivato al 21,2% nel 1980 la punta più alta nel 2010 siamo scesi al 1,5%, questo sta a significare che bisogna fare politiche economiche mirate, interventi sulla pubblica amministrazione, ma anche nella retribuzione mensile dei cittadini, compresso il livello contributivo con una accelerata sulle pensioni medio-basse.
Draghi deve spingere per creare le basi di un rientro il prima possibile, l'inflazione può diventare galoppante se non si mette un freno, politiche espansive, con uno sguardo alle accise ma anche ai vari passaggi della filiera sarebbero esaustivi ma devono essere immediati, concreti, in certi versi anche coraggiosi, mettici anche impopolari, ma vanno fatti, il caro vita non può tenere allungo le famiglie si impoveriscono ed i salari rimangono gli stessi mentre i rincari sono sempre con la voce + dietro al numero già importante di dimensioni. I prezzi sono aumentati per via della crisi sanitaria, per ben 2 anni l'economia si è fermata oppure non camminava a certi livelli, e poi la guerra che aumenta sia il costo delle materie prime che le esportazioni e importazioni, ma anche guai sulle rifornitore ed approvvigionamento, questo è u fattore determinate per il rincaro, la guerra azzoppa l'economia, distrugge il ceto medio, impoverisce la nazione, senza contare che abbiamo ancora tanto da evidenziare come cause e conseguenze di questa scellerata guerra. Le foto ripeto estrapolate dal giornale Repubblica evidenzia i rincari in maniera impeccabile e semplice da capire.
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