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Trivelle: Renzi il profeta, gli altri cialtroni da propaganda.

P:S Ie marcature bianche basta che le evidenziate con il mauve per vederle sono dati di giornali passati.



Il quorum al referendum sulle trivelle non è stato raggiunto: ha votato solo il 31,19% degli elettori (dato definitivo, pari a 15.806.788 cittadini che si sono recati alle urne su un totale di 50.675.406 aventi diritto) e quindi la consultazione non è valida. Inutile quindi la netta vittoria del Sì tra chi è andato a esprimere il proprio voto (13.334.764, pari all'85,84 per cento): l'attività di estrazione di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa potrà continuare fino all'esaurimento del giacimento, per le concessioni già attive. Scorreva l'anno 2016 precisamente il 17 aprile 2016 dove andava in scena il referendum per autorizzare le piattaforme in mare a trivellare per essere indipendenti da stati che ci forniscono gas e petrolio o per lo meno cominciare a porre fine a questo esborsò dei soldi e cercare di coltivare il fabbisogno in casa nostra, era questa l'idea di base di Matteo Renzi che si può odiare oppure non sim panico ma la sua politica era lungimirante, già a quei tempi pensava alle politiche future ma anche all'economia nostrana, pensate se trivellando i nostri mari ci regalavano molto di più di ciò che ci spettavamo? Allora l'economia del paese Italia poteva dichiararsi ricca e poteva esportare come proprio fa la Russia in questo momento e non importare dalla Russia stessa per giunta pagandolo a caro prezzo, vedi anche in conflitto in Ucraina che si sta portando molti problemi, l'allora  premier Matteo Renzi ha commentato a caldo il risultato: "Il governo non si annovera tra i vincitori. I vincitori sono gli ingegneri e gli operai, lavoratori delle piattaforme", ma "massimo rispetto per tutti gli italiani andati al voto, comunque essi abbiano votato. Chi vota non perde mai". Poi ha attaccato i promotori del referendum: "Ma gli sconfitti ci sono, hanno nomi e cognomi. Sono quei consiglieri regionali e alcuni presidenti di regione che hanno voluto cavalcare questo referendum per esigenze personali. Per esigenze di conta interna da parte di qualcuno. È la dimostrazione che la demagogia non paga"  Siamo sempre alle solite i propagandisti da una parte e chi veramente voleva bene all'Italia da l'altra, il M5S era fra quelli delle barricate per non trivellare con in testa Di Maio oggi ministro degli esteri, Di Battista, Taverna, è il suo leader Beppe Grillo, erano quelli del NoTrivelle, andavano contro Renzi sputandogli verbalmente ogni cosa possibile ed immaginabile pur di far votare e far perdere lo stesso premier di allora Matteo Renzi, ma al dire il vero non era l'unico partito, c'era la destra, una parte della destra, tutti il M5S contro, ma anche alcuni interni del PD che come segretario aveva proprio Matteo Renzi io lo chiamo il fuoco amico. Governatore pugliese Michele Emiliano, uno dei principali promotori del fronte del Sì, il governatore della Puglia, promette che il movimento continuerà a battersi contro le trivelle e ha replicato a Renzi affermando che il voto è stato comunque "un successo" con 14 milioni di votanti. Sono "gli stessi voti che il Pd ha preso nel suo più grande risultato elettorale, che sono le europee di due anni fa - ha osservato - il governo dovrà tenerne conto". Sottolinea l'aspetto positivo dei milioni di elettori che hanno votato Sì anche il Movimento 5 Stelle, con un post sul blog di Beppe Grillo: "Grazie agli oltre 15 milioni di cittadini che hanno detto SI alla democrazia ed un futuro con mari puliti, energie rinnovabili, efficienza energetica e turismo sostenibile! Sono tantissimi e hanno combattuto una battaglia da eroi della democrazia". Addirittura eroi gli a definiti, senza contare che lui e stato in prima fila per fare propaganda contro, ora che cosa gli diciamo a questi "imbecilli" che ci serviva che passava quel referendum per cercare il fabbisogno di gas e petrolio per l'Italia? Che cosa gli diciamo che la propaganda contro che facevano quei partiti che oggi governano non parlano su questo argomento perché? Quindi Renzi era quello che non capiva niente, metteva a repentaglio l'ambiente? Perché le piattaforme sono ancora in mare senza che trivellano e risultano inattive, non e uno spreco? tanto vale perché non metterle in funzione per ricavarne guadagno? La risposta è Renzi e il brutto loro sono buoni. Alle 19 era chiaro come il quorum fosse un miraggio. A quell'ora aveva partecipato solo il 23,48% degli elettori. Alle 12 era a quota 8,3%, una percentuale che aveva fatto sperare il fronte per il Sì che si potesse raggiungere quel 50% più uno di elettori necessari per rendere valido il voto. L'affluenza nelle regioni. La Basilicata è stata la regione italiana che ha registrato la più alta affluenza, con il 50,5%, unica Regione a superare il quorum. E unica provincia a superare quota 50% è stata Matera, con poco più del 53% (Potenza si è fermata al 49%). Anche in Puglia - regione molto interessata al tema trivellazioni, con il governatore Emiliano tra i maggiori promotori del Sì - l'affluenza è sopra la media italiana, anche se si ferma poco oltre il 40%. In Veneto l'affluenza è stata del 37,9%. Maglia nera dell'affluenza in Trentino Alto Adige, Regione poco interessata dal tema trivellazioni in mare: qui l'affluenza si è fermata al 23,8%. Ma anche la Campania e la Calabria, che pure il mare ce l'hanno, hanno votato poco (rispettivemente 25,9% e 26,4%). Tutto si è giocato su un numero: 25.393.171. Erano gli elettori che dovevano andare a votare perché il referendum fosse valido. Un obiettivo che è stato raggiunto sempre più raramente nei referendum: siamo lontani da quell'87% del referendum del divorzio del 1974. Dal 1997 (con l'eccezione del 2011, per il voto sull'acqua pubblica) il quorum non è stato più raggiunto. Però oltre a citare dati e statistiche vi voglio portare sul vero punto in questione e di cosa si votava, e che cosa potevano votare gli elettori, insomma il tema di fondo, la chiave decesso: Su cosa si è votato. Gli elettori erano chiamati a dire, in sostanza, se volessero che "quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?". Si è trattato di un referendum abrogativo: in caso di vittoria del Sì (ovvero Sì alla cancellazione di una parte della legge che le proroga "per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale") le concessioni per gli impianti di estrazione di gas e petrolio entro dodici miglia dalla costa non sarebbero state rinnovate. Con il fallimento del referendum (che equivale a una vittoria del No) la norma rimane in vigore così com'è, ovvero l'attività di estrazione potrà continuare fino all'esaurimento del giacimento. Bene ora facciamo la stessa domanda, lo stesso quesito con l'aggravante del conflitto tra Russia ed Ucraina voglio proprio vedere chi risponde e come rispondono gli elettori, ma c'è di più voglio sondare anche i partiti tranne quello di Matteo Renzi perché conosco già la risposta essendo promotore di questo referendum, pere vedere le loro risposte in questo scenario storico. A Matteo Renzi va tutta la mia stima per essere un politico lungimirante e determinato che paga con la sua pelle scelte coraggiose.


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