Biodiversità
La biodiversità è il migliore alleato possibile nella costruzione di un futuro condiviso con ogni forma di vita, scegliamo di conservarla, tutelarla, coltivarla. In questa epoca storica sentiamo parlare ed è contraddistinta da alcune parole che da sconosciute, in tempi indietro, sono diventate famose, di vulgata comune, ed ecco che con maggiore frequenza sentiamo parlare di biodiversità che insieme alla coppia sostenibilità e transizione diventa il terzo vocabolo più nominato in questo periodo storico, la biodiversità che da febbraio 2022 è entrata nei principi fondamentali della nostra carta costituzionale, accanto alla tutela dell'ambiente e degli ecosistemi. la stessa biodiversità a cui a partire dal 22 maggio 2000, ogni anno in questo giorno, viene dedicata una giornata per riflettere sulla, appunto, sua difesa e tutela. Insomma una parola parecchio celebrata ma ahimè poco praticata e coltivata. Purtroppo ci laviamo la bocca di questa parola importante portandola in giro nelle conferenze meeting, riunioni, corworking, e tanto altro ancora, sottolineando la sua importanza nel contrasto alla crisi climatica, ecosistema, e persino nutrizionale, e salutistica, cosi tanto che la biodiversità sta, infatti, diminuendo a un ritmo vertiginoso. Su circa 8 milioni di specie viventi, 1 milione rischia di scomparire. E visto che la ricchezza in biodiversità è una sorta di garanzia per la vita, distruggendola miniamo le basi della nostra sopravvivenza. Intanto cerchiamo di specificare di cosa stiamo parlando con la parola biodiversità, lo facciamo chiedendo aiuto all'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ci aiuta nel definire sia la parola che il suo significato, che avvolte non comprendiamo mai:
Il termine biodiversità (traduzione dall’inglese biodiversity, a sua volta abbreviazione di biological diversity) è stato coniato nel 1988 dall'entomologo americano Edward O. Wilson (di cui si consiglia la lettura di due libri: Biodiversità -edito da Sansoni- e Formiche -edito da Adelphi). La biodiversità può essere definita come la ricchezza di vita sulla terra: i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono, i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera. Questa varietà non si riferisce solo alla forma e alla struttura degli esseri viventi, ma include anche la diversità intesa come abbondanza, distribuzione e interazione tra le diverse componenti del sistema. In altre parole, all’interno degli ecosistemi convivono ed interagiscono fra loro sia gli esseri viventi sia le componenti fisiche ed inorganiche, influenzandosi reciprocamente. Infine, la biodiversità arriva a comprendere anche la diversità culturale umana, che peraltro subisce gli effetti negativi degli stessi fattori che, come vedremo, agiscono sulla biodiversità. La biodiversità, quindi, esprime il numero, la varietà e la variabilità degli organismi viventi e come questi varino da un ambiente ad un altro nel corso del tempo. La Convenzione ONU sulla Diversità Biologica definisce la biodiversità come la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, evidenziando che essa include la diversità a livello genetico, di specie e di ecosistema. La diversità di ecosistema definisce il numero e l’abbondanza degli habitat, delle comunità viventi e degli ecosistemi all’interno dei quali i diversi organismi vivono e si evolvono. La diversità di specie comprende la ricchezza di specie, misurabile in termini di numero delle stesse specie presenti in una determinata zona, o di frequenza delle specie, cioè la loro rarità o abbondanza in un territorio o in un habitat. La diversità genetica definisce la differenza dei geni all’interno di una determinata specie; essa corrisponde quindi alla totalità del patrimonio genetico a cui contribuiscono tutti gli organismi che popolano la Terra.
La biodiversità la varietà di specie animali e vegetali del nostro pianeta sta scomparendo a un ritmo allarmante negli ultimi anni, principalmente a causa di attività umane come le modifiche nell’utilizzo del suolo, l’inquinamento e il cambiamento climatico. A seguito degli appelli del Parlamento del gennaio 2020, la Commissione europea ha presentato la nuova strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, per affrontare le principali cause di perdita di biodiversità e stabilire obiettivi giuridicamente vincolanti. Nel giugno 2021, durante la sessione Plenaria, il Parlamento ha adottato la sua posizione sulla "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030: riportare la natura nella nostra vita" assicurare che entro il 2050 tutti gli ecosistemi del mondo siano ripristinati, resilienti e adeguatamente protetti assicurare che entro il 2050 tutti gli ecosistemi del mondo siano ripristinati, resilienti e adeguatamente protetti obbiettivi legalmente vincolanti per arrestare la perdita di biodiversità da concordare durante la conferenza delle Nazioni Unite per la biodiversità COP15, il prossimo ottobre in Cina. La conferenza riunisce le parti della Convenzione ONU per la biodiversità del 1993 per decidere la strategia dal 2020 in avanti.
Il Parlamento auspica che l’Unione europea assuma un ruolo guida garantendo che il 30% del territorio UE sarà costituito da aree naturali entro il 2030, e tenendo conto della biodiversità in tutte le politiche UE.
- Modifiche nell’utilizzo del suolo (disboscamento, monocolture intensive, urbanizzazione)
- Sfruttamento diretto: caccia e pesca
- Cambiamento climatico
- Inquinamento
- Specie esotiche invasive

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