🔇Nuove Povertà 🇺🇦
A marzo 2022, rispetto al mese precedente, la crescita del numero di occupati si associa alla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi. In questo blog riporto anche dei grafici che ci fanno capire il tasso di disoccupazione e gli aumento dei prezzi, più in particolare l'indice dei prezzi per l'intera collettività. Insomma l'argomento è molto delicato sia per le componenti che si trovano al tavolo per discutere sia per i cittadini che lo vivono in prima persona, ma bisogna intervenire o meglio di smettere di favorire il lavoro precario, aumentare i salari con il taglio del cuneo fiscale, è la via più semplice da parte del governo per metter più soldi in busta paga, ovviamente con tutti i suoi rischi sopratutto sulla fiscalità generale, e siccome in Italia a pagare le tasse sono solo i lavoratori dipendenti q auliche brava azienda con i conti apposto, temo che tutto si risolva in una specie di partita di giro, con ben pochi vantaggi concreti, ecco questa bisogna evitarla, mettere in tasca i soldi per poi toglierli con altra misura non è congeniale al momento che stiamo passando. Bisogna muoversi sulle relitte finanziarie e sui profitti su questa si devono applicare tassazioni poche in Italia su queste voci troviamo grafici che riluttano che le tasse sono basse rispetto a quelle del lavoro, quindi è in questa direzione che bisogna muoversi ma Draghi lo sa bene, con lui Franco e tutta la commissione economia. Facciamo un esempio concreto, odierno, in questi mesi di boom dei prezzi dell'energia c'è chi sta guadagnando tantissimo, e allora cerchiamo di colpire questi profitti frutto di speculazione. Vorrei ricordare che gran parte del gas che arriva in Italia, a cominciare da quello russo, viene pagato sulla base di vecchi contratti di fornitura a prezzi di molto inferiori na quelli correnti sul mercato spot, questi ultimi prezzi però sono i prezzi di riferimento applicati al consumatore finale. Quindi c'è un margine enorme di guadagno per importatori e distributori. E bene ha fatto il governo ad aumentare il prelievo fiscale con il decreto di lunedì scorso, per pianificare e rimodulare questa voce, bene anche Italia Viva e Renzi che mettono o in evidenza il vero pericolo che si incombe, bene che metto in evidenza il settore della produttività che non cresce perché si investe poco in tecnologia, il tessuto produttivo è dominato di imprese piccole e poco dinamiche che cercano di competere tagliando il costo del lavoro.
ISTAT
L’aumento dell’occupazione (+0,4%, pari a +81mila) coinvolge le donne, i dipendenti e le persone con più di 24 anni di età; l’occupazione rimane sostanzialmente stabile tra gli uomini, mentre diminuisce tra gli autonomi e i più giovani (15-24 anni). Il tasso di occupazione sale al 59,9% (+0,3 punti).Il calo del numero di persone in cerca di lavoro (-2,3%, pari a -48mila unità rispetto a febbraio) si osserva per le donne e nelle classi d’età centrali. Il tasso di disoccupazione scende all’8,3% nel complesso (-0,2 punti) e sale al 24,5% tra i giovani (+0,3 punti). Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce (-0,6%, pari a -72mila unità) per gli uomini, le donne e per tutte le classi di età. Il tasso di inattività scende al 34,5% (-0,2 punti). Confrontando il primo trimestre 2022 con quello precedente si registra un aumento del livello di occupazione pari allo 0,6%, per un totale di 133mila occupati in più. La crescita dell’occupazione registrata nel confronto trimestrale si associa alla diminuzione sia delle persone in cerca di lavoro (-6,0%, pari a -136mila unità) sia degli inattivi (-0,4%, pari a -54mila unità). Il numero di occupati a marzo 2022 è superiore a quello di marzo 2021 del 3,6% (+804mila unità); l’aumento è trasversale per genere, età e posizione professionale. Il tasso di occupazione è più elevato di 2,8 punti percentuali. Rispetto a marzo 2021, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-16,6%, pari a -412mila unità) e il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-5,5%, pari a -747mila).





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