Referendum sulla Giustizia 12 Giugno 2022 ANALISI
Dopo una lunga assenza su questo blog, riprendo dal referendum del 12 giugno sulla giustizia, un referendum che non raggiunge il quorum, come d'altronde era nelle aspettative, ma è giusto che si guarda bene il risultato che democraticamente e uscito dalle urne, premesso che io sono per i referendum sarei stato molto felice se c'era più partecipazione, ma la storia dei referendum ci insegna, ma non solo il referendum, che l'astensionismo diventa dilagante. Al voto ha partecipato il 21% circa degli aventi diritto di voto, dunque meno di 10 milioni di elettori. Questa tornata referendaria è stata dunque quella con la minore affluenza di sempre, facendo peggio anche dei referendum sulla legge elettorale del 2009, che si fermarono al 23% di affluenza. Per fare un confronto con un referendum più recente, quello del 2016 sulle trivelle aveva registrato la partecipazione del 31% degli elettori. Negli ultimi 25 anni i pochi referendum che hanno superato il quorum sono stati solo quelli che hanno coinvolto l’opinione pubblica e in cui i partiti si sono schierati apertamente in campagna elettorale a favore di una posizione. Nel caso dei referendum sulla giustizia, i telegiornali hanno parlato poco dei quesiti, ma anche i partiti promotori dei quesiti, come la Lega di Matteo Salvini, hanno fatto poca campagna elettorale a favore dei sì.
Qui troviamo una foto dove ci può fare capire come sono i risultati sui diversi quesito esposti, sulla somma dei votanti vige una sorta di vittoria del Si su tutti i quesiti esposti, sulla custodia cautelare il No è abbastanza evidente ma anche sul primo quesito che era la legge Severino, un referendum molto particolare che ci porta nel riflettere sulla giustizia nonostante il quorum non raggiunto. Notizia di queste ore che la famiglia Boschi, più in particolare il padre di Maria Elena boschi, viene assolto dopo 7 anni perché il fatto non sussiste, il caso era dei truffati di banca Etruria, ora per carità pieno sostegno ai risparmiatori, ma chi paga il fango buttato mediatamente alla famiglia ingiustamente accusata? Chi paga la gogna mediatica avuta? Perché non essere garantisti fino alla fine delle indagini? Perché non aspettiamo che la sua giustizia faccia il suo corso? Perché in Italia la magistratura non vien mai colpevolizzata? Pecche non ci siano la separazioni delle carriere? Insomma questo è uno dei tanti casi che il referendum poteva servire nel aggiustare qualcosa premesso che bisogna fare qualcosa di più serio in parlamento, ala riforma della giustizia deve essere primaria la ministra Cartabia lo sa è deve accelerare su questo fronte. Ci sono troppe bocche da sfamare, intendo di potere, in magistratura, basti leggere il libro intervista di Sallusti-Palamara Il Sistema per farsi una idea su cosa succede nell'interno di un organo garante delle nomine e della giustizia italiana, non solo questo libro ma anche Lobby & Logge sempre dei medesimi interpreti, dei libri che potevano tranquillamente operare da informazione per il referendum, ma non solo, poteva essere da guida a coloro che non sanno. cosa significa corrente interna, ora non voglio annoiarvi, ma la procedura non è assolutamente democratica, anzi direi tutt'altro che democratica, viene individuato il nome compiacente alle correnti per un merito equilibrio tra favoritismi e potere occulto, qui non è chi sbagli paga, chi sbaglia paga ma la magistratura non sin tocca. Troppi scandali, troppi sono le correnti interne che spingono, ed allora c'è bisogno di controllo, la riforma della giustizia italiana diventa imminente.
L'analisi del magistrato Giuseppe Cioffi:
“Ho iniziato a scrivere sui temi della riforma del Csm o del declino dell’Anm quasi 30 anni fa. È triste constatare che si sia arrivati al 2022 per cercare di modificare, in parte, l’assetto del sistema giudiziario. Nel tempo, infatti, si è registrato un arretramento di una politica qualificata che ha rappresentato, al contempo concausa della perdita di autorevolezza della Magistratura per mancanza di dialogo costruttivo e reciproca legittimazione”. Un quadro netto quello che aveva ritratto ai microfoni del Capoluogo il giudice Giuseppe Cioffi, pochi giorni prima della chiamata alle urne, “C’è stata una mancanza di approfondimento soprattutto da parte dei media nazionali, un tema importante come quello della giustizia doveva avere più spazio, complice anche l’agenda mediatica tutta virata sulla questione delle guerra in Ucraina. L’informazione è stata davvero scarsa e ciò ha influito pesantemente sul quorum, oltre al voto in un unico giorno. Ci ha penalizzato molto ” – dichiara il deputato Antonio Zennaro, responsabile regionale della Lega per il Comitato che ha sostenuto il Sì al Referendum – “In Abruzzo ringrazio innanzitutto i 200.000 cittadini che si sono recati alle urne, con il 22,28% abbiamo avuto un’affluenza superiore alla media nazionale, il miglior dato del centro sud. Siamo la quarta regione a livello nazionale per affluenza”.
“Il gruppo della Lega c’è ed ha lavorato con grande tenacia su tutto il territorio, mettendoci la faccia nonostante la difficoltà dell’impresa. Sapevamo che il percorso fosse molto in salita e siamo orgogliosi del risultato. Tv e stampa nazionali, insieme a tutta la sinistra, hanno nascosto agli italiani il referendum, una vera e propria opera di censura. Il referendum è stato solo il primo step. Vinceremo le prossime elezioni politiche e faremo la riforma.” – commenta il coordinatore regionale della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo

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