25 settembre 2022
L’economista Franco Bruni riflette sul sistema monetario internazionale, spiegando come le conseguenze del conflitto ucraino e delle sanzioni occidentali contro la Russia abbiano messo in discussione la supremazia del dollaro come valuta di riserva globale. La probabilità che la Cina riesca a imporre la sua valuta è bassa, ma dal caos potrebbe nascere un nuovo equilibrio su base regionale, grazie anche alle valute digitali. La giurista Fiammetta Borgia si sofferma sul ruolo delle Nazioni unite all’interno del mercato globale: se fino a oggi l’Onu non ha saputo rivestire il ruolo che le spettava – rendendo concreta la prospettiva di una planetarizzazione squilibrata e senza una parallela tutela dei diritti umani e della democrazia –, in questa nuova fase potrebbe farsi sostenitrice di nuove regole globali, sulla base della mutata e più evoluta sensibilità degli stati su questioni ambientali, di salute pubblica e di protezione di alcuni diritti fondamentali. Luca Sebastiani ha poi intervistato Martin Sandbu, commentatore ed editorialista economico del Financial Times. Secondo Sandbu, dopo guerra e pandemia il mondo si dividerà in blocchi politici ed economici, ma la globalizzazione non morirà: assisteremo piuttosto a una sua metamorfosi. Il giurista Gianpaolo Maria Ruotolo si chiede cosa rimane oggi del Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio fondata nel 1995, partendo da un dato molto attuale: la difficoltà di reperimento dell’anidride carbonica, causata dall’enorme aumento dei costi dell’energia, è in grado di mettere in crisi non solo la produzione di acqua gassata ma anche i prodotti di un colosso come Coca-Cola, e diventa la sintesi di un meccanismo globale che si è inceppato, come ha dimostrato l’ultima Conferenza ministeriale tenutasi a giugno a Ginevra. Tutto ciò Elko troveremo sul settimanale Scenari della giornale Domani diretto da Mattia Feltri un contenuto interessante da leggerlo assolutamente, un approfondimento che può scaturire diverse opinioni in merito, ma anche scaturire sane riflessioni sulla globalizzazione che stiamo vivendo di come lo abbiamo ottenuta, e come fare per salvaguardarla oppure mettere mezzi e servizi appositi per migliorarla, l'integrazione e la condivisione sono processi che sono andasti in crisi soprattutto grazie a quesi eventi tra pandemia e conflitto, che devono essere portati al centro della discussione per eventuali correzioni. Bisogna pensarci seriamente a questo fenomeno oramai in crisi netta, come la nostra democrazia che sta vivendo un momento molto particolare, colpa anche del populismo becero che la messa a dura prova, gli scenari geopolitici in continua evoluzione, sono tutte cause della perdita di democrazia, ma anche i integrazione e condivisione nonché la sana libertà d'opinione che nella democrazia è un capo saldo. Arriviamo a casa nostra l'Italia: L'estate dello sconquasso così denominata da me, il governo Draghi mai sfiduciato che lascia per mancanza di sensibilità istituzionale e irresponsabilità venuta ad essere marcata dai % stelle promotori di questa sciagurata sfiducia non sfiducia, perché anche le crisi di governo sanno fare bastava ritirare i ministri per dare seguito al pensiero che avevano già da tempo ma siccome nella ambiguità ed la irresponsabilità di poca trasparenza ci vivono, hanno cercato di limitare i danni secondo loro lasciando la palla alla destra che ringrazia per assist è mette in goal colei che può essere, speriamo di no, la vittoria del centrodestra alle prossime elezioni del 25 settembre tutta promossa dall'avvocato del popolo il signor Conte che tutto sa fare tranne che il politico di razza, mai nemmeno essere chiaro. Tra il non voto di Conte, pretesto assurdo, e il mezzo Papete di Salvini si intrufola la Meloni che pronta al galoppo, insomma vince la rincorsa al voto da chi vuole capitalizzare il consenso in questo momento storico. A Sergio Mattarella, che dopo aver ispirato tre esecutivi, si appresta a entrare in una legislatura che non eleggerà un nuovo capo dello stato, cosa da non poco conto. Insomma una vera ribellione populista contro il tecnico-politico Draghi che proprio oggi l'istat pone un dato molto importante, secondo trimestre accelera a +1% +4,6% annuale inflazione a luglio scende a 7,9% in aumento il valore aggiunto dell'industria e dei servizi, la variazione acquista del Più per il 2022 è pari al +3,4%, ma l'istat fa notare anche che la fase espansiva prosegue, in accelerazione. A luglio l'inflazione tendenziale ripiega di un decimo di punto percentuale dal record di giugno capito che senso aveva mandare a casa il governo Draghi dalla sciagurata manifestazione di Conte per un suo cavillo. Non è bastato a Draghi rivolgersi ai cittadini "disintermediando" i partiti. Insomma torna in scena ancora il Caimano ahimè!!!! L'alleanza che doveva essere di centro del campo largo, per intenderci PD-M5S, è sempre più in forse, anzi togliamo il forse mettiamo improbabile, ma personalmente spero che il Pd si renda conto di questa situazione causata proprio da Conte né facesse finalmente tesoro e andasse avanti con il programma progressista riformista includendo i partiti veri riformisti come Renzi, che avvia la campagna con 5000 volontari già iscritti direi una bella iniziativa con la Leopolda del 1-2-3 settembre da no. perdere, e Calenda che cerca di dettare le regole del vero campo largo. Non ci scordiamo di Bonino e i fuoriusciti di Forza Italia e altri responsabili del parlamento qui ci può essere grande spazio di consenso cercando di limitare i danni ma anche proiettando l'orizzonte a quel 40% di indecisi. è lì che si gioca la partita, ovviamente il centrodestra con la Meloni i. testa è in vantaggio nei sondaggi, ma una buona politica coraggiosa di idee può avere un effetto domino sulla campagna elettorale e, appunto, sull'elettorato indeciso. E tra i democratici, la cosiddetta base, cresce il malcontento verso il suo segretario che ha sempre avallato il campo largo con Conte stiamo parlando di Letta che non è più "sereno" come prima. Le priamrie in Sicilia sono un banco di prova che non sono affatto inutili in questo momento ed proprio dalla vittoria dell'espressione progressista riformista della Sicilia che detta la regola al segretario di partito democratico Enrico Letta. Apro parentesi il pretesto del reddito di cittadinanza sotto l'occhio di tutti da modificare e il dibattito sul welfare è fermo all'Ottocento Draghi è stato non chiaro ma di più, perché allora non concedergli quest'ultimo anno di lavoro sarà dove ci poteva portare visto i numeri in positivo che ha fatto registrare. Il sostegno al reddito ha sottratto alla povertà assoluta un milione di persone, che il reddito di cittadinanza no è arrivato per l'infiltrazione mafiose incontrollate ed non solo. I nodi adesso importanti; rappresentanza, rapporti tra governo e parlamento, comunicazione, questi sono i nodi i tre nodi da sciogliere tra i partiti. Il Green non può attendere, ritardare la transizione, un errore catastrofico, molto si può fare subito, anche con la normale conduzione degli affari correnti che Draghi dovrà fare. Insomma Renzi pone delle regole basilari per fare coalizione, No a chi pone veti sui programmi a prescindere, No a chi a sfrattato Draghi, No a personalismi e poltrone, Si ad un programma comune che cerca di mettere insieme tinte le esigenze dei partiti della coalizione, Si al dialogo sui contenuti, Si al progetto progressista riformista di centro-sinistra non estremista di sinistra, Si al patto con le nuove generazioni e classe politica nuova. Io penso che su questi punti si può trovare la quadra, se No Renzi ha ragione si va da soli o meglio Italia Viva va da sola con coraggio e determinazione sapendo che se si rimane fuori dal parlamento si farà politica fuori senza problema ma bisogna cominciare a perseguire un a idee determinate per il sistema Italia. Ripeto: I dati Istat dimostrano che l’Italia va meglio di molti altri Paesi simili. Facciamo +1% di PIL nel secondo trimestre. E dire che con questi risultati positiviabbiamo mandato a casa Draghi. Follia totale. Speriamo che - in questo Paese che parla spesso di passato ma non coltiva la memoria - qualcuno se lo ricordi il giorno del voto.Che senso aveva mandare a casa Draghi e con Draghi che si deve perseguire una idea d'Italia internazionale Europea con la sua agenda. Il messaggio è chiaro: chiediamo un voto di testa, non un voto di pancia. Offriamo serietà, non populismo. Non è vero che la partita si giocherà sull’asse fascismo/antifascismo ma sull’asse competenza/superficialità. E sulla competenza ce la giochiamo. Vedo di nuovo polemiche su possibili ingerenze russe. Chi ha letto “Il Mostro” di Matteo Renzi, e prima ancora gli altri libri - sa che noi poniamo il tema delle presenze straniere sulle reti social e non solo fin dal Referendum del 2016. Non mi stupisce, dunque, che qualcuno abbia provato a interferire. E trovo sacrosanta larichiesta a Salvini di chiarire ogni dubbio. Aggiungo due cose. La prima, deve chiarire anche Conte, perché la vicenda dei soldati russi giunti in Italia nel 2020 continuiamo a non capirla, in tanti. La seconda, se davvero le intercettazioni che hanno riguardato Salvini venissero davvero da intercettazioni “preventive”, sarebbe un bel problema. Questa campagna elettorale non merita interferenze straniere e non merita nemmeno fughe di notizie dagli uffici istituzionali. Ne riparleremo. Ma, soprattutto, parlere di idee. Perché noi le abbiamo. E succede che, prima o dopo, ci danno ragione in tanti a chi pone avanti al vera politica e la vera emergenza sociale. È accaduto con Draghi, succederà anche in questa campagna elettorale, ne sono certo.

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