Inflazione 🇮🇹

 

Inflazione: definizione e significato 

L’inflazione, in economia, indica una crescita generalizzata e continuativa dei prezzi nel tempo. È un indicatore fondamentale perché il livello dei prezzi condiziona il potere di acquisto delle famiglie, l’andamento generale dell’economia, l’orientamento delle politiche monetarie delle banche centrali. 

Come si calcola l’inflazione

Per calcolare l’inflazione è necessario costruire un indice dei prezzi al consumo e nella maggior parte dei paesi la misurazione di questo indice è attribuita all'Istituto nazionale di statistica. In Italia se ne occupa dunque l’Istat che, sulla base dei prezzi di un insieme, denominato paniere, di beni e servizi, rappresentativo dei consumi delle famiglie, calcola il suo indice dei prezzi al consumo. Nel paniere dei prezzi al consumo dell’Istat sono presenti per esempio, con diversi pesi relativi, i prezzi dei prodotti di abbigliamento e delle calzature, dei prodotti alimentari, dei servizi sanitari, dei trasporti, dell’elettricità, dell’acqua e così via.

Riflessioni: 

L'economia è sotto assedio, tuti siamo convolvi, c'è bisogno di attivare il meccanismo dei bonus ai contratti, ma anche le giuste scelte o ricette contro il caro vita, in un quadro di disuguaglianze crescenti e lavoro ancora fragile del dopo pandemia è arrivata la stangata dell'inflazione causata dal caro energia, non dimentichiamoci che il conflitto in corso in Ucraina ci mette in serie difficoltà sopratutto questo inverno che andremo ad affrontare, la domanda che i cittadini ma gli stessi esperti del settore economico è: Come può il governo uscire dall'impasse? Alcuni esperti hanno cercato di rispondere, evidenziando delle risposte imminenti ma anche efficienti è sopratutto con un carico di incisività nell'immediato, nei varani settori che troviamo rispondere a questa domanda troviamo l'esperto economici, che pone la sua risposta sottolineando e riassumendo che servono prestiti garantiti dalla Ue come in pandemia; andrebbe studiato uno strumento simile allo "Sure" usato durante la pandemia, con prestiti fino a 100miliardi agli Stati per mantenere l'occupazione. Perché una risposta Europea? Semplice: perde i rincari, ormai diffusi in tutti i beni, hanno avuto origine nell'aumento del prezzo dell'energia su cui hanno inciso le sanzioni alla Russia. Un altra figura oppure settore, come si voglia mettere la cosa, l'arcivescovo alla domanda iniziale pone subito un aiuto per dare speranza alle famiglie, non c'è dubbio che la crisi pesi maggiormente sui più deboli, dove la chiesa è il simbolo della povertà, l'ancora di salvataggio. il protettore, credo che per le famiglie in difficoltà sia intanto indispensabile un aiuto straordinario, che non è quello del reddito di cittadinanza, che sicuramente non può essere un aiuto tampone, per permettere di superare questi periodi particolarmente difficili, ma bisogna quindi anche intraprendere immediatamente una duplice prospettiva di azione: creare aiuti strutturali, dagli assegni familiari agli asili, e poi si deve arrivare una robusta politica per il lavoro, per dare speranza per il futuro, meccanismi consolidati che propongono scelte di lavoro concreto efficace, ma sopratutto utile per reintegrare le perdono all'occupazione. Poi c'è la posizione politica di qualche ex politico ministro che impone scelte diverse, ricette che attraversano la sfera privata, come quella che le imprese aumentino i salari più bassi, quello dei working Poor è un fenomeno oramai strutturale, purtroppo comune alla maggior parte dei paesi industrializzati, a partire dagli Stati Uniti dove da molti anni ci sono ampie fascia di popolazione che lavorano ma sono comunque sotto la soglia di povertà. Malgrado i ripetuti tentativi, in America come in Italia, non si riesce a risolvere il problema: al punto che mi sono fatto una domanda o meglio una convinzione che l'unico tentativo sia aumentare i salari, attenzione: non indiscriminatamente ma in modo selettivo cominciando ovviamente dai più bassi. Poi c'è la versione sindacalista quindi quella operaia, almeno si spera, che pone il taglio del cuneo fiscale per aumentare lo stipendio netto, l'inflazione colpisce in modo più forte le fasce più deboli, questo in tutte le risposte emerge forte ed indubbiamente vero e corrisponde alla realtà dei fatti, ma soffrirete di più sono quelle zone del sud Italia il cosiddetto "mezzogiorno" che tra giovani, donne, i lavoratori dipendenti e pensionati a basso reddito sono quelli più colpiti, di conseguenza aumenta la fascia di popolazione povera, e questo ha una ricaduta non solo sulle spese per i beni e servizi: da molte analisi emerge come chi vede diminuito il proprio potere d'acquisto non fa spese che in alcuni casi sono essenziali ,cominciare dalle cure mediche per la prevenzione. Quindi tutte le risposte emerge una sostanziale fretta ed il far subito qualcosa per avere più denaro, ma emergono fattibili preoccupazioni per le fasce deboli quelle più povere, lo sottolineano tutte e quattro le risposte, ricette condivisibili ma anche opportune che possono essere decisive se messe veramente all'opera, la vera cosa che mi preoccupa di più e che stiamo fermi adesso, le scelte vanno prese per tempo con una certa celerità, capisco il conflitto, capito gli aumenti del conteggio del covid, ma il governo su questa situazione deve avere una certa fretta, l'inverno è alle porte i cittadini non riesco ad affrontare più l'amento generalizzato dei prezzi, anche il ceto medi soffre, colei che rege l'economia italiana. Questa emergenza lavoro, così l'inflazione, crea nuovi poveri, la crisi energetica erode i risparmi, fa calare il potere d'acquisto e riduce i consumi l'stat: 4 milioni sotto i mille euro al mese, un dato che impone frettolosamente un intervento strutturale tempestivo, il governo deve studiare un piano d'azione incisivo. A Giugno i rincari dell'8% l'inflazione del mese di Giugno ha raggiunto quota +8,5% sullo stesso mese dell'anno scorso, i dati ci aiutano a capire il disastro del momento. Draghi apre il cantiere sociale anche per mentre d'accordo la maggioranza, cosa giusta e condivisibile, ma il problema resta è rimane sempre più marcato più passa il tempo. Un vigilante dice che l'ultimo rinnovo ci ha tolto anche aumenti e diritti, alcuni cittadini arrivano a 1.200,00 euro al mense ma un ragazzo che comincia ora nel nostro settore ne prende 900, allora capite che c'è un problema di fondo. Una adatta alle pulizie che è configurata con un part-time involontario quest'anno niente vacanze, il motivo? Semplice: 7,40 euro l'ora per venti ore settimanali, lavorerebbe di più, ma non l'hanno mai concesso e con i rincari dell'inflazione è dura. Due esempi che ci fanno capire l'essenza del problema che si sta marcando sempre più in questa grave crisi di guerra e pandemia, Draghi a lui il duro compito di scelte epocali per quanto mi riguarda solo lui, economista e banchiere non che conoscitore dei mercati finanziari, può e deve operare nel giusto modo e tempestivamente. La borsa di Milano il FTSE MIB perde tento periodo nero, mesi e mesi di angoscia finanziaria dive i prestiti mutui ma anche risparmi cominciano a mancare, oggi perde il -0,95%. 

Gli indici dei prezzi al consumo dell’Istat

In particolare, l'Istat elabora tre indici principali dei prezzi al consumo:

  1. L’indice dei prezzi al consumo Nazionale per l’Intera Collettività (Nic) che misura la variazione nel tempo dei prezzi di beni e servizi acquistati sul mercato per i consumi finali individuali;
  2. L’indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (Foi): calcola la variazione nel tempo dei prezzi al dettaglio, dei beni e servizi correntemente acquistati dalle famiglie di lavoratori dipendenti;
  3. L’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca, in inglese l’acronimo è HICP ossia Harmonised Index of Consumer Prices) sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo. A differenza degli indici Nic e Foi, l’indice IPCA si riferisce al prezzo effettivamente pagato dal consumatore ed esclude alcune voci presenti nel paniere degli altri due indici tenendo conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (come saldi, sconti e promozioni).

 Inflazione, tassi di interesse e politica monetaria

È importante evidenziare che l'indice armonizzato europeo IPCA (o HICP) è di grande rilevanza perché utilizzato come indicatore di verifica della convergenza delle economie dei paesi membri della UE (Unione Europea), al fine della permanenza o dell'ingresso nell'Unione Monetaria. L’indice IPCA è inoltre utilizzato come riferimento dalla Banca Centrale Europea (Bce) per l’attuazione della politica monetaria europea. Come noto l’obiettivo principale della Bce è proprio quello di mantenere nell’Eurozona la stabilità dei prezzi. La stabilità dei prezzi è infatti considerata una delle condizioni basilari per l'innalzamento del livello dell'attività economica e dell'occupazione. Un’inflazione in rapida crescita (“galoppante”) può infatti erodere il potere d’acquisto delle famiglie, di fatto impoverendole. Al contrario una deflazione, ossia un’inflazione negativa con prezzi in calo, può bloccare l’economia in quanto – per semplificare - i prezzi di vendita delle imprese non coprono i costi di produzione e le mandano in crisi. In ogni caso livelli troppo elevati o troppo bassi di inflazione spaventano gli investitori e danneggiano la fiducia, influendo negativamente sull’attività economica. Per questi motivi le banche centrali fissano degli obiettivi di inflazione ai quali ancorano la propria politica monetaria ossia gli interventi convenzionali sui tassi d’interesse principali o non convenzionali, come il quantitative easing. L’obiettivo della Bce è quello di portare su un livello prossimo ma inferiore al 2%, anche se negli ultimi anni è stato promosso un “approccio simmetrico” per cui il target può essere raggiunto sia dal basso che dall’alto (in altre parole non c’è un tetto al 2%, ma eventuali deviazioni dei prezzi possono avvenire in un senso o nell’altro). Questo livello dei prezzi è ritenuto dalla maggior parte delle banche centrali del mondo ottimale al fine di garantire i diversi attori del contesto economico.




 

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