Le pagliacciate a cinque stelle ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Mentre le acque della politica si agitano, è già partita la corsa a salire sul carro favorito da parte di banchieri e fondi internazionali. Il paese è in piena emergenza climatica come la tragedia della Marmolada ci ricorda. La libertà di un giornale e l'impegno della denuncia, di raccontare e denunciare il fatto, far conoscere ed evidenziare la contrapposizione delle idee. La verità è che la campagna elettorale è iniziata, i partiti e i loro leader sono già in movimento per agitare le acque, non solo nel governo Draghi, ma pure quelle parlamentari. Giuseppe Conte dopo aver incontrato il presidente del consiglio e avergli consegnato un documento con nove punti, i documenti sono di moda per il movimento cinque stelle, che si identificano in una linea di continuità con l'azione governativa, porta i 5stelle a proseguire l'appoggio dell'esecutivo, per poi rimangiarsi la parola ad ogni passaggio dello stesso esecutivo, pur sapendo che dentro il movimento c'è più di qualcuno che vuole staccare la spina, direi una sorta di suicidio in questo momento storico che stiamo vivendo, ma personalmente non mi stupisce più visto che riprendendo le parole del suo capogruppo alla camera Crippa "onestamente intellettuale", sono cosi tacente intellettuali che non si rendono conto della gravità della situazione per porre in difficolta il governo Draghi. Per carità anche dalle parti del Carroccio, parliamoci chiaro,'è chi ha fretta di rompere, ma almeno inconsapevolmente riescono a mantenere la bocca cucita e cercano di mandare giù un boccone di interventi Draghi più che giusti, questo appare più che chiaro. E tutto fa apparire che il colloquio Draghi-Conte sia solo un chiarimento di facciata, un modo per mettere una pezza ad un rapporto già logorato e fragile, ma non può essere diversamente, in una maggioranza variegata, di struttura diversificata, direi il classico governo di scopo nazionale, non puoi permetterti di mainare ogni volta la fiducia al governo, non puoi assolutamente mettere sempre ultimatum su cose importanti, non vai a corrente alternata, insomma non puoi "essere un avvocato del popolo" a detta sua, se poi questo popolo lo vuoi solo del male visto le continue pagliacciate su ogni riforma o intervento. Tutto ciò, mentre si prepara il terreno di scontro nel quale si svolgerà questa campagna elettorale, anzi personalmente ritengo già iniziata visto le vicende delle ultime ore, uno scontro che si appresta ad essere ancora più inferocito visto le dinamiche di sofferenza dei ceti medi e poveri. I segnali che la competizione si avvicina cavalcando i malesseri del momento, invece di aiutare nel risolverli. Insieme a loro scendono in campo anche i banchieri e i fondi internazionali che hanno già intrapreso la loro consueta escursione nella politica italiana, ed non è un fatto nuovo, altroché, viene dato sempre con più insistenza questa discesa in campo sopratutto in questa fase in cui i partiti sono più fragili e perciò inaffidabili. I finanzieri hanno iniziato a salire nel caro dei vincitori e stanno aprendo le porte agli uomini del partito più quotato che è quello di Giorgia Meloni di Fratelli D'Italia. Questo è un fatto che il clown Conte non vuole capire, mina il governo è fa crescere la Meloni, lui è un autentico autolesionista da circo. Insomma il pellegrinaggio è iniziato i poteri forti si spostano sul carro di eventuali vincitori dato i sondaggi, tutto questo mentre l'Europa è a un bivio, per favore fatelo capire a Conte che ancora non si rende conto, anzi sotto ricatto: cede ad Erdogan, subisce veti dalla Ungheria di Orban e alla Polonia, è costretta al dialogo con l'Egitto e Iran e per affrancarsi alla Russia di Putin rischia di finire sotto il tallone cinese. E sotto gli occhi di tutti, come lo sconvolgimento climatico. La tragedia della Marmolada è l'ennesimo segnale, che la politica deve prendere in maniera seria, cercando di avere più sensibilità sulla transizione ecologica che le figure di ieri come Bersani D'Alema che oggi parlano di transizione senza giudicare cosa hanno fatto loro, le porcate che hanno applicato, ed oggi ci vengono a fare la lezione dell'adulto della figura del sapere, ma sapere che nel passato quando stavamo al governo e se ne sbattevano del clima, se ne infischiavano dei rischi che il paese andava in contro, ora ci vengono a fare la morale e con loro il caro Giuseppe Conte il pagliaccio di turno che non prende neanche una decisione, Draghi e stato molto chiaro con gli ultimatum il governo non va da nessuna parte, minare il governo, significa minare l'azione politica, finanziaria, economica, ma anche di cooperazione internazionale ed Europea che oggi l'Italia sta prendendo parte, anzi Draghi è riuscito ad ritagliarci un grande spazio da protagonista silenzioso ma operativo sia nel conflitto che nella pandemia. Conte vuole lasciare oppure no? bè questo ancora non se capito perché lui è l'eterno indeciso l'eterno incompreso ma sopratutto ambiguo, l'aumento delle temperature incombe, la guerra incombe, la recessione e l'inflazione incombe, e lui che fa deve pensare e mentre a votazione con la base, o meglio con il resto della truppa che gli rimane. Così non solo si perde tempo, ma si creano molti dissapori ma anche incomprensioni, diciamola tutta Conte è già in campagna elettorale se ne infischia dei problemi odierni. Cambiare si può ma gli interessi frenano la politica, ed gli interessi di Conte non sono salario, o transizione ecologica, o inflazione, ma consenso, propaganda, riprendere il filo con gli elettori renando odio e dissapori altro che difensore del popolo italiano. il mio Twitt: Se i grillini vogliono restare, bene. Se se ne vogliono andare, è meglio un #Draghi Bis politico o un #DraghiBis tecnico che per i prossimi dieci mesi sistemi #PNRR , legge di bilancio e politica estera, in attesa che si concluda la guerra. Se questa soluzione non è percorribile, meglio andare subito al voto: meglio le elezioni dei ricattucci grillini. Bisogna avere sensibilità per creare i presupposti per un acceleramento del mandato, non minarlo per avarizie personali o di partito.
Bene fa Draghi a guardare dritto a prendere per buono alcune istanze ma tirare dritto, senza esitare più di tanto, avvertire delle conseguenze, ma prenderne anche le cause a chi si prende la briga di lasciare.

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