POLITICA ALTERNATIVA Il SOCIALISMO IN TUTTE LE SUE FORME
RIFELSSIONI
Mercoledì 20 luglio va in scena la sfiducia la governo Draghi, o per lo meno non si vota la fiducia facendo mancare l'appoggio al governo che fin qui aveva fatto bene sia nella scena internazionale che in quella nostrana per intenderci, Draghi era una figura di alto livello, rappresentava tutto ciò che uno statista di alto profilo doveva avere, un banchiere che si sapeva muovere e farsi rispettare in ambito Europeo, se ci fatte caso in questa era Draghi l'Europa era al suo comando l'Italia aveva una certa considerazione perché, appunto c'era Super Mario ma questo al movimento cinque stelle non andava giù no poteva sopportate non poteva avere questa in sufficienza o paragone, ed allora crea la crisi che gli altri partiti di destra con la Meloni in testa prendo a balzo, Conte con la sua sciagurata mossa porta in erme tutto il centrodestra che sembrava disunito con la sua alla moderata di Forza Italia ma si è ricomposta sulla modalità "ignorante" che innesca questa crisi e cioè i cinque stelle che si mettono a fare "manfrina" da circo per creare e mettere bastoni tra le ruote all'esecutivo Draghi. Mercoledì Draghi si dimette formalmente lo fa Giovedì ma il succo è fatto, la carne e cotta, ora pensiamo un grande uomo delle istituzioni che Mattarella giustamente gli affida gli affari correnti e non solo anche l'avanzamento del PNRR ed la legge sugli appalti e corruzione ma anche il DDL aiuti, senza fare mancare l'apporto costruttivo sul sociale e lavoro, insomma Mattarella lo rimetta al comando fino al 25 Settembre quando ci saranno le elezioni nazionali tutto in una sola giornata, anche questo gli imputo al movimento cinque stelle una crisi di governo in piena estate con la campagna elettorale estiva con un caldo soffocante, ed i cittadini disorientati e con le scuole che riaprono per racchiudere per permettere lo svolgimento delle elezioni. Una Italia presa in giro dal movimento cinque stelle e gol suo leader Conte che nei sondaggi e consenso cade vertiginosamente, una Italia senza il suo statista Draghi che ringraziamo per il suo grande lavoro effettuato, con lui tutti i ministri di qualsiasi cerchio politico tanto da avere defezioni all'interno del proprio gruppo vedere Forza Italia per cercare la quadra del discorso. A Conte imputo un errore madornale quello di non saper fare politica di non sapere cosa significa avere una figura di alto livello internazionale come poteva essere Draghi, ma ancora la poca efficacia ed efficenza politica ma anche le poche cenni su un programma di cose da fare che trovano solo confusione ma anche poco chiare il suo è solo uno svolgimento alla propaganda di consenso e di odio per la serie questo non va bene, questo oggi va bene domani no, oggi ti sfiducio o meglio non partecipo cosi ti creo contrasti, senza far mancare uno straccio di conclusioni effettive su una ipotetica risoluzione del problema. Draghi arriva al Senato per trovare una maggioranza che appoggia il suo mandato fino alla fine naturale, c'è da dire che non è mai stato sfiduciato, ma questa è una bel alibi, perché se nel caso ritiravano i ministri i cinque stelle oppure qualcuno, o gli stessi, marcavano il dissenso annunciando una votazione No alla fiducia si assumevano la responsabilità della caduta cos anche non era congeniale e trasparenza di indole come il proprio pensiero a cinquenne stelle ma anche dell'intero populismo accerto quelli di Fratelli D'Italia attendisti ma anche onesti come ad avere un ruolo di opposizione in tutta la legislazione Draghi quindi di coerenza con la sua posizione, attenzione coerenti con la posizione non come ideale politico non fraintendiamo, Conte non sa fare politica è rovina l'Italia questo è il titolo giusto, dalla usa decisone era palese che la destra coglieva i frutti, alla sinistra rimane il campo largo, ribattezzato il campo stretto, oppure il campo mai concepito, la Sicilia oggi la test di campo largo fa registrare il netto risultati di vittoria alle primarie di centrosinistra con la partecipazione della prima volta del candidato del M5S, una netta vittoria del candidato di Letta che stravince, per giunta una candidata di centro moderato di sinistra, per farvi capire che con il centro si prendono voti giusti e trasparenti ed in linea con l'esercizio democratico e non con il populismo becero che ancora ci dimostra tutta la sua incongruenza. La democristiana del in Sicilia la Chimici sfonda le primarie davanti alla candidata del M5S Florida senatrice questo per rendervi felici di un campo largo inesistente. Lei Signor Conte ci deve spiegare cosa significa per lei istituzionale cosa significa un governo di scopo nazionale di alto profilo, come quello di Draghi, perché non si porta una lettera con tutte le annunciazioni da fare ad un governo di larga maggioranza, per giunta non può dire che il reddito di cittadinanza cosi com'è va bene come il 100% perché come da risposta in parlamento di Draghi, che a mio avviso e stato superlativo, nel rispondere che ci sono cose buone e cose non. buone da modificare da entrambi le misure, il concetto da lei espresso o si fa come dice il movimento oppure no, cozza con le larghe intese, vede signor Conte la politica non è istituto d'insegnamento o dottorato oppure magistratura la politica è politica cosa che lei non sa fa fare, questo è talmente palese che anche i bambini sano vedere, buttare in ogni sua dichiarazione il "cacciare" e dire e non dire così per dire scossate il gioco di parole è populista, il populista non può esse progressista oppure democristiano o riformista. In ogni sua dichiarazione gli italiani si accorgono che la butta sempre sul generale deviando il discorso o mandarlo in calcio d'angolo, ma la politica non è questa la politica è decisionale, ora renderà conto agli italiani perché non si può nascondere solo fatto che lei non c'entra nulla ed evidenziare le cose buone fatte da lei per carità quelle non ve le tocca nessuno, ma renderà conto agli italiani su questa "ignorante" decisone che, come sempre, dice e non dice perché non ritirando i ministri ed avere fatto una astensione al voto vi parate "il cullo" davanti ma dietro gli italiani ci vedono e come. Ed allora Signor Conte quando si fa una crisi si deve anche saperla fare con condizione di causa, si ritirano i ministri e si vota No tanta da far capire le sue reali intenzioni e non rimanere sul vago e mettere i piedi in una scarpa, rifletta signor Conte affarista di consenso propagandistico, lei fa cadere il governo o meglio dà un assist, a porta vuota, llaa destra che aspettava questo con ansia, cosi tanto da far cambiare idea a Salvini e Berlusconi, ovviamente parlo della destra estrema la Meloni l'opposizione vigente, ce con coerenza del caso prende l'assist da lei servito e gli spalanca na porta vuota. Lei renderà conto di questa scelta agli italiani che il 25 settembre la puniranno malamente, il consesso da lei invocato scenderà di molto, il campo largo una chimera. Poi Conte deve spiegare la storia del doppio mandato visto le elezioni imminenti, le deve spiegare perché ci sono dei big che devono lasciare secondo norma 5S Fico, Bonafede, Crimi, Taverna, insomma lei perde la base nobile del M5S che ancora ad oggi su questa questione c'è silenzio totale, non ci dimentichiamo di Toninelli ilm tanto giornalista di controinformazione che di informazione nonché proprio nulla per quante "cazzate" dice e sostiene. Insomma la destra ringrazia la Meloni ringrazia gambizza gli alleati, vedere Forza Italia che perde pezzi da Brunetta a Carfagna e alla Gelmini e non solo, preparandosi a fare ciò che dice la signora della destar estrema italiana. Il Parlamento è nudo di fronte alle proprie responsabilità non prese da chi si proponeva come campo progressista o meglio l'alleato del partito democratico di Letta che fa bene nel guadarsi intorno anzi di guardare al centro che è lì che si gioca la partita del 25 settembre per non lasciare la netta vittoria alla Meloni e company è come se Draghi si fosse stancato di stare al palazzo Chigi una storia metropolitana inventata dai populisti come Conte per non attrarre la colpa su di se stesso o del movimento per non parlare delle parole di Berlusconi Cher enfatizza la storiella per rimarcare l'elezioni anticipate per il bene del paese, del bene del paese possiamo parlarne e dialogare allungo, ma Draghi era e rimane un profilo internazionale indiscusso che fa solo del bene al paese Italia. Chissà come avrebbe raccontato questo momento il fondatore Eugenio Scalfari di Repubblica e L'Espresso nel solco dei suoi insegnamenti che ci impegnava a tenere alta la bandiera del suo giornalismo e perché no della sua opinione politica mai banale. L'estate dello sconquasso del governo Draghi sfiduciato senza fiducia, e questo già la dice lunga sul fatto, tra non voto di Conte e il mezzo Papeete2 di Salvini, che nonna più che "pesci" prendere la sua leadership è molto fragile, e con la Meloni pronta al galoppo messa al via dall'avvocato del popolo Conte. Fine del Mondo, sono seriamente preoccupato dello scenario che dopo il 25 settembre verra messo nero su bianco, sin qui noto a tutti, il governo dell'emergenza, il centro destra moderato, il parlamento responsabile, tutte belle parole ma vince la rincorsa al voto. Insomma un consiglio ad Enrico Letta guardati attorno il centro è e rimane il tuo alleato prediletto di tante battaglie ma anche tante soddisfazioni non mi dilungo troppo ma la politica alternativa alla destra passa da questa decisone.
UNA COSTATAZIONE INTERESSANTE DA PROPORRE:
In Europa con le ultime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo si è chiusa un’epoca: PPE-PSE da soli non sono più l’asse politico europeo, ma non c’è un nuovo equilibrio consolidato. La maggioranza URSULA ne è la testimonianza. Senza i voti degli eurodeputati del PiS polacco, della FIDESZ ungherese e del M5S nostrano non avrebbe avuto l’investitura, benché fosse la candidata della Germania, il più potente/pesante paese europeo e della CDU partito leader del paese leader, membro egemone del PPE, il partito europeo di maggioranza relativa. All’ombra della falsa alternativa tra europeisti e sovranisti, si è costruita una maggioranza dove europeisti e sovranisti convivono con populisti euroscettici, come erano dipinti i M5S. Facile la profezia, che l’assenza di una maggioranza d’ispirazione comune impedisca che si eviteranno scelte divisive, ma decisive per il futuro dell’Europa se vuole essere potenza globale, non per la forza dei suoi eserciti, ma per la capacità di essere modello economico e sociale, quindi politico. Eppure, le crescenti diseguaglianze tra aree geografiche e all’interno delle singole nazioni, prima concausa delle migrazioni, e il riscaldamento globale, sono le due sfide planetarie da cui dipende il futuro dell’umanità, detto senza esagerazione. Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica è un gruppo del Parlamento europeo di tipo confederale con 41 membri su 751, fondato nel 1995, di cui la componente ambientalista è minoritaria, oltre che provenire esclusivamente dai paesi nordici, e resta comunque un esempio di convergenza/convivenza tra la sinistra, intesa in senso lato e la sensibilità ambientale. Tuttavia, in un‘ottica europea le principali componenti della sinistra, sempre intesa in senso lato, e dell’ambientalismo politico sono raggruppate rispettivamente nel Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo (già Gruppo Socialista) con 153 deputati, il 2° gruppo, anch’esso di natura confederale con l’adesione dei parlamentari del PD, non ancora aderente al PSE ed anche dopo, e nel Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea con 75 deputati, il 4° gruppo. Nel PE della UE un’ipotetica, allo stato oltre che ipotetica irrealistica, alleanza rosso verde potrebbe contare su 269 deputati su 751, cioè il 35,80%, una percentuale che tuttavia è molto superiore a quella delle stesse forze nei singoli paesi, compresi alcuni importanti, si pensi alla Francia (31,68% rappresentato nel PE, 25,91%) e all’Italia, quest’ultima il paese tapino dell’Europa rosso-verde, anche grazie ad un’improvvida soglia del 4% imposta dal PD con FI nel 2009, con il suo 27,69% rappresentato nel PE dal 22,74% del solo PD (-18,07% rispetto al 2014); Germania 41,8% tutto rappresentato nel PE, Spagna 48,40% tutta rappresentata nel PE.
Il caso della Spd tedesca. Una drammatica tendenza a perdere voti e alle sconfitte a vantaggio dei Verdi
Quando si parla di alleanze rosso verdi il riferimento è ai governi Schröder-Fischer (1998-2005), SPD-GRÜNEN, che finirono con la sconfitta della SPD nelle elezioni federali tedesche del 2005, non tanto in termini numerici, ma politici: rappresentarono una svolta per la Germania e quindi per l’Europa, come vedremo. A parte la Grande Coalizione del 1966-1969, in un sistema tripartitico fino alle elezioni federali anticipate del 1983 e l’entrata dei Verdi, le maggioranze erano Unione-FDP (1949-1966, 1982-1998) o SPD-FDP (1969-1982[1]). Con le elezioni federali del 2005, anch’esse anticipate, il sistema politico entra in una fase nuova, ma condizionata dal peso della storia e delle divisioni della sinistra. La stabilità, in passato, era assicurata anche dall’alternanza di governi a guida democristiana o socialdemocratica, mentre con i risultati 2005 erano venute meno sia maggioranze SPD/Verdi che Unione/FDP. Sulla carta c’era una maggioranza in seggi di sinistra, SPD 222-PDS 54-GRÜ 51, che totalizzava 327 seggi, cui si contrapponeva una coalizione Unione-FDP con appena 287 seggi. La SPD alla fine scelse una Grande Coalizione trattando direttamente con la Union CDU-CSU e lasciando quindi i Verdi all’opposizione. Con le elezioni federali 2005 la SPD restava tuttavia il primo partito con il 34,2%, superiore a quello della CDU ma inferiore al gruppo parlamentare della Unione democristiana, cui spettò pertanto il Bundeskanzler. Con quella scelta iniziò il declino della SPD che pagò duramente alle elezioni federali del 2009.
Nelle elezioni del 2009, quelle con la più bassa partecipazione di tutti i tempi della RFT, appena il 70,8%, la SPD passò dall’essere il primo partito del 2005 ad essere la grande perdente con meno 11,2 punti percentuali dei voti e la perdita di 76 seggi. Il dato più significativo è il confronto tra i voti assoluti del 2005 rispetto al 2009. Nel 2005 la SPD aveva 16.194.665 voti nel 2009 9.990.488, quindi -6.204.177 voti, soltanto parzialmente recuperato dagli incrementi percentuali di Linke, +3,2%, e Verdi, +2,6%, in totale 1.842.695, quindi lo schieramento rosso-verde ha perso 4.361.492 elettori mai più recuperati: 24.151.185 nel 2005, 19.789.693 nel 2009, 18.701.971 nel 2013, per arrivare ai 13.836.651 del 2017 e ai 15.650.002 delle europee del 2019.
Le ultime elezioni europee in Germania, le elezioni del Land Baden-Württemberg nel 2016, le federali tedesche del 2017 e quelle recentissime in Austria mostrano un sorpasso dei Verdi sulla socialdemocrazia (Europee 2019 RFT, Land B-W 2016) e che i Verdi da soli o con i liberali possono essere un’alternativa alle Grandi Coalizioni (federali tedesche 2017, B-W 2016 e Austria 2019 OeVP-Verdi-NEOS). I verdi prendono la maggior parte dei voti persi dalla Socialdemocrazia a differenza della Linke in Germania, che invece perde voti a favore dell’AfD (Alleanza per la Germania). Se Socialdemocratici e Verdi non trovano un’intesa possono essere giocati gli uni contro gli altri dai democristiani con la scusa anti-sovranista/anti-populista. Eppure, lotta alle diseguaglianze e al cambiamento climatico potrebbero essere unite l’alternativa politica del futuro in grado di sottrarre voti ai populisti: nella ex DDR i poveri votano AfD e non più Linke. Ovvero diseguaglianze/cambiamento climatico alternative tra loro come priorità. Se in Germania e quindi in Europa Verdi e socialisti non trovano un’intesa che escluda accordi separati con i democristian-conservatori aumenterà la concorrenza per la supremazia. Nel 2016 nelle elezioni del Baden-Württemberg, Land fino ad allora guidato da una maggioranza rosso-verde i Verdi superano il 30% mentre la SPD precipita al 12,5%, un miserabile 4° posto. Il nuovo governo del Land B-W sarà formato da CDU/Verdi. A livello di altri Land ed anche a livello federale ci sono teoriche maggioranze Unione/Verdi/FDP chiamate dai colori verde, nero, giallo coalizioni Kenya dai colori della bandiera di quel paese. Soltanto un’alternativa politica che abbia al centro la riduzione delle disuguaglianze e il contrasto deciso al riscaldamento climatico globale potrebbe impedire che di volta in volta i socialisti e i Verdi siano nei singoli paesi ed in Europa i partner minori del blocco conservatore democristiano guidato dal PPE. Non è semplice, non è facile ma non c’è alternativa, a condizione che si costruisca anche a sinistra un diverso e unitario rapporto PSE-GUE.

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