👉Giorgia Meloni FDI
Il silenzio della Meloni sui camerati sotto accusa è spregevole, o meglio una tattica silenziosa per scongiurare attacchi scomodi, la sua è una operazione di mistificazione della realtà, non si può rovinare ciò che lei ha costruito portando dal 4% al 22% il suo partito da lei fondato Fratelli D'Italia, questa operazione gli costa attacchi web, giornalistici, ma anche di portata di consenso, ma lei cerca sempre di non rispondere e se risponde la butta in "cacciara" per cercare di deviare l'argomento pericoloso per la sua immagine e quella di partito. La leader di FDI si è sempre proclamata per la legalità, ma tace sulle inchieste che coinvolgono i suoi uomini, è una questione innanzitutto politica che riguarda la sua credibilità davanti agli elettori. Cerchiamo di avvolgere il nastro è partire dalla mazzetta nera è una storia di corruzione che parte dalla fiera di Milano e arriva a Fratelli D'Italia, l'inchiesta di copertina che i giornali di questa settimana firmata da giornalisti del calibro di Paolo Biondani e Carlo Tecce mettono in evidenza, svela il contesto lombardo in cui sarebbero state divise tangenti che hanno coinvolto uomini di partito di Giorgia Meloni, "e che ve lo dico a fa" lei estranea all'inchiesta, e sono vicini a Ignazio La Russa, che per carità non è indagato, ma una storia che ci fa pensare a trent'anni fa, all'arresto da cui partì a Milano quella che poi abbiamo chiamato Tangentopoli. Gli scandali che all'epoca demolirono l'ordine politico italiano portarono a una nuova generazione nella vita pubblica e tra loro c'era proprio Giorgia Meloni, che all'età di 15 anni scelse di entrare a far parte del ramo giovanile del movimento sociale italiano, questa è storia, ma la storia il passato può aiutarci a capire cosa significa l'effetto Meloni nella nostra carta costituzionale e non solo, capire cosa significherebbe Giorgia come capo dello stato in un governo di estrema destra, cove l'ala moderata e stata fatta fuori per gambizzare i moderati è farli indottrinare di estremismo il pensiero. Il protagonista di questi giorni è una camerata che dal 2017 al 2021 è stato il capo ufficio acquisti della Fiera di Milano accusato di incassare mazzate, come ammetino tre diversi imprenditori. Tangenti nere, divise tra un gruppo di amici con cui a fatto politica, assieme hanno organizzato affari, dall'Italia alla'Albania, assieme sono finiti nei guai, nel fascicolo processuale compiano i nomi di persone che sono collegati o fanno parte del partito che guida la coalizione di destra che marcia spedita su Roma con i sondaggi dalla loro parte, di solito le indagini si segue la traccia del denaro qui, invece, la fiamma tricolore missina del partito. E proprio qui che volevo arrivare, un tasto nolente o dolente il partito della Giorgia Meloni nonché Fratelli D'Italia ha sempre fatto della legalità la sua bandiera, "se ne facciano tutti una ragione" ripetono spesso dalle parti del partito di trama destar, queste sono le parole della leader, e quando parla la Meloni i soldati devono ubbidire in silenzio, ripetendo spesso queste parole sulla legalità si scorda che però i fatti dimostrano il contrario, o almeno, i fatti più gravi in cui sono coinvolti gli uomini di Fratelli D'Italia: il voto di scambio politico mafioso alla vigilia delle amministrative a Palermo, la sindaca di Terracina coinvolta in una inchiesta di corruzione e costretta a dimettersi, per giunta ancora in carcere difesa dall'europarlamentare Procaccini non che parente della Meloni, nonché il protagonista pontino di tutte le facendo del partito della Meloni una sorta di controllore, lui afferma che la giustizia farà il suo corso ed poi lì che uscirà la vittoria, peer carità in sintesi o cercato di riassumere cosa voleva dire, ma non essendo io giustizialista ma garantista aspetterò con ansia il suo corso ma qua bisogna parlare di arresto quindi la giustizia vede una chiara sequenza di corruzione, allorché la situazione e abbastanza più complicata mio caro europarlamentare, ma nasiamo avanti: da un europarlamentare ad un'altro Carlo Fidanza accusato sempre di corruzione, diciamo che il partito della Meloni sula corruzione ci sa fare per dire una, Su questi fatti si registra un silenzio assordante di Meloni che oltre ad altre vicende non meno gravi di queste non. parla ma tira dritto, diciamo che il politichese è la sua arma migliore, io vorrei sapere dalla Giorgia Meloni cosa intende per legalità? la legalità che intende la leader della destra non fa certo il paio con i reati contestati ai suoi uomini. Certo, si è innocenti fino al terzo grado di giudizio, ma politicamente parlando, e qui di politica stiamo discutendo, quando hanno un rilievo sociale pubblico, queste storie vanno evidenziate e non vanno certo nella direzione di rispetto delle regole e della società che Meloni e i suoi camerati professano. Alcuni giornali hanno cominciato ad esaminare il programma elettorale di Fratelli D'Italia con la sua leader Giorgia Meloni il quale faccio notare che proprio la Meloni ha messo la famiglia, non tutte, al primo punto, e non c'è nessun aiuto alle coppie Lgbtqi+ non affronta il vero nodo della questione, per lei le donne devono rimanere a casa e se lavorano guadagnano meno degli uomini, di certo non un proposta molto statista, diciamo che le disuguaglianze con la Meloni aumenteranno ancora di più e questo è solo un unico fattore che ci può fare capire la sostanziale ferocia del programma di estrema destra della Giorgia. "A chi la tangente a noi" il titolo dell'espresso con la figura della leader di Fratelli D'Italia in prima pagina, già questo dovrebbe fare capire cosa ci attende, e l'Espresso non è un giornale puramente tenere con la sinistra anzi si può dire cha la massacrano ogni giorno per le sue scelte. L'ex procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Rato, lancia sulle pagine dell'Espresso un appello: "i partiti scelgono candidato al di sopra di ogni sospetto" e sottolinea un passaggio che oltre nel condividilo personalmente è essenziale prenderlo alla lettera " bisogna che i candidati siano assolutamente trasparenti e immuni da rapporti con gli ambienti criminali. I nostri parlamentari non dovranno essere nemmeno sfiorati dal sospetto di illegali relazioni. Il paese vuole persone affidabili per preparazione ed etica; non è sufficiente non aver riportato condanne penali. Il profilo della responsabilità penale è proprio della giustizia; per il Parlamento occorrono persone credibili per il profilo istituzionale e, al tempo stesso, per quello morale". Parole che non servono commentare o spiegare, mi viene da dire solo una cosa: Hai capito cara Giorgia Meloni? Queste parole possiamo tranquillamente aggiungerle a quelle di Zagrebelsky che dalle colonne di Repubblica avverte i cittadini ed i votanti "Nel presidenzialismo di Meloni rischio di svolta autoritaria" due non ultimi arrivati sia nella storia che nelle competenze quindi la destra è avvisata anzi cari elettori siete avvisati.
“Il futuro è l’Italia. Ed è tetro”. Sta facendo molto discutere, negli Stati Uniti e nel nostro Paese, un articolo pubblicato dal New York Times e dedicato alla possibile ascesa al governo di Giorgia Meloni. Soprattutto dopo che è stato citato da Paul Krugman – Nobel per l’Economia ed editorialista dello stesso quotidiano newyorkese – che si è detto d’accordo con il suo contenuto, e poi è stato ripreso da Il Giornale.

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