Verso le Elezioni Politiche 2022

 Quando si sarà chiusa la pagina delle alleanze e delle liste e si comincerà a fare campagna elettorale sui programmi, partiranno le consuete bordate da parte del PD nei confronti del centrodestra che fa condoni fiscali e non spinge per la lotta all’evasione fiscale. Quello sarà il momento di ricordare che era il PD al governo nel maggio 2020, con tanto di proprio Ministro politico dell’Economia, quando fu scritta e votata la norma originaria per la monetizzazione dei bonus edilizi che prevedeva zero controlli preventivi e che ha consentito di generare quasi 6 miliardi di euro di frodi fiscali prima che venisse corretta a fine 2021. Se quella norma l’avesse fatta il centrodestra, PD e 5 Stelle non avrebbero remore a definirla un regalo voluto, anziché un errore imperdonabile. Personalmente sono convinto che fu “solo” un errore imperdonabile. E sarà appunto il caso che gli elettori non lo perdonino, tanto più se dovessero tornare a insegnare ex cathedra la moralità fiscale agli altri. A causa dei veti posti da altri alleati di coalizione, Luigi Di Maio, teoricamente leader di un movimento, che dovrebbe (avrebbe dovuto) presentare le proprie liste, correrà come candidato protetto in una lista diversa da quella che dovrebbe (avrebbe dovuto) capitanare. Giustamente a nessuno fregherà nulla (e potete fermare qui la vostra lettura), ma a me ricorda moltissimo quel che mi accadde nel 2018, quando, da segretario di Scelta Civica, portai il nostro movimento nella coalizione di centrodestra (in assenza di un centro autonomo, quella è sempre stata la mia scelta anche da elettore), subendo i dileggi e i veti pubblici di un Salvini all’epoca invasato. Come sempre accade in questi casi, anche a me proposero al fotofinish una candidatura singola, ma proprio non me la sentii di fare in un modo così scostumato il capitano che abbandona la nave e l’equipaggio al suo destino e mi rassegnai a restare insieme agli altri, che si erano comunque fidati del sottoscritto, nelle debolissime liste che avevamo costruito sotto il fuoco anche “amico”. Non sono stato ovviamente rieletto, mentre Luigi Di Maio lo sarà e penso in effetti che, date le rispettive priorità, avremo fatto entrambi il meglio che potevamo fare per noi stessi. Per l’elettore moderato e cervello-munito di centrodestra potrebbe risultare assai meno digeribile l’ennesima campagna elettorale di Berlusconi con la flat tax al 23% per tutti che non la “temuta” coabitazione con la destra. Ridurre il carico fiscale e migliorare il sistema tributario devono essere certamente priorità programmatiche, ma certi cavalli di battaglia danno soltanto l’impressione che dietro ci sia il vuoto pneumatico di idee concrete su come realizzarli. L'elletore moderato per intenderci del Terzo polo il famoso centro, è oramai imminente Matteo Renzi le coglie subito la responsabilità di farlo e di essere protagonista, lì lo spazio c'è ed è molto significativo visto la percentuale che gli viene data circa il 10% qua si costruisce il riformismo, qui si costruisce l'ostacolo per la destra, qui si costruisce il futuro delle persone, qui si costruisce l'agenda Draghi, qui la nuova classe dirigente, nelle ultime ore Carlo Calenda pone fine al contratto siglato con il Pd giorni fa, la sua è stata una breve storia per intenderci lui pensava che Letta non faceva ne rientrare Di Maio ed ex 5 stelle ma manco Fratoianni e Bonelli rispettivamente Verdi e Sinistra Italiana, dopo giorni di "schiaffi" e "parole pungenti" Calenda pone fine a questo accordo per venir meno a quelle cose che nell'accordo prevedeva di perseguire la figura e l'agenda Draghi ma anche di non dare spazio a chi poneva fine all'era Draghi stesso per giunta il leader di Sinistra Italiana non votava nemmeno l'entrata di due nazioni nella Nato e nell'Europa figuriamoci in una coalizione che può fare, destabilizzazione a go go, ora sta a Calenda pore fine a questa manfrina chiamare Renzi e costruire insieme il terzo polo, tra di loro ci sono divergenze caratteriali ma non di programma, insomma se ci si siede al tavolo l'accordo si trova subito e secondo me prevale la coscienza dei due a fare la differenza in un aria che la sentono loro. Confido vivamente in questa strada ma non solo, credo che questa aria sia determinate in eventuale scacchiere futuro e perché no portare Mario Draghi al governo per un DraghiBis. Insomma lo scacchiere deve essere ancora composto, ci saranno molte altre defezioni ma anche sistemazioni del caso il 25 settembre non è lontano la situazione e tutta in divenire.
"Presidenzialismo, un pericolo per questa Italia" parole di Gustavo Zagrebelsky che dalle colone di repubblica giornaliero pone una riflessione interessante, la sua intervista è gradevole, ma anche un grande monitor di pericolo all'avanzata della destra estrema quella della Meloni. Continuando nel suo racconto-intervista dice e mette in guardia che il capo dello stato diventerebbe un soggetto iperpoliticizzato, non super partes, un vincitore non può essere un garante, insomma il maestro di diritto costituzionale analizza la riforma proposta dal partito della Meloni Fratelli D'Italia e le sue possibili derive autoritarie, leggetelo non vi fate raccontare o anticipare nulla, è una lettura capace di orientarvi sulla reta via il 25 settembre sopratutto nella domanda posta dal giornalista a Gustavo " Professor Zagrebelsky, che cosa la preoccupa di più?" la risposta è tutta un programma che ne vale la pena leggerlo. Buona lettura.



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