👉Caro Bollette cosa fare? Come comportarsi? Le soluzioni ed le misure che possono essere adattate con le varie riflessioni del caso 📉

 Ce l'hanno ripetuto come un mantra: da ottobre ci sarebbero stati gli aumenti in bolletta di luce e gas. Le stime erano ottimiste (con un tutto sommato sostenibile + 15%). In realtà, l'Arera - l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente - ha divulgato previsioni al rialzo per il primo trimestre 2022, parlando di un possibile incremento del 40% per la bolletta del gas e di un rincaro di quella della luce compreso tra il 17 e il 25 per cento. Da primavera scenderanno un po’i prezzi, tuttavia resteranno comunque a livelli alti (130 €/MWh l’energia elettrica e 50 c€/mc il gas). Una voce destinata a pesare molto sui bilanci familiari. Il Governo Draghi, per arginare l'emergenza, ha stanziato 3,8 milioni di euro, compresi i «Bonus sociali per il disagio economico», ovvero una serie di sconti direttamente in bolletta destinati alle famiglie maggiormente in difficoltà. Sul piatto inoltre è stato aggiunto un nuovo emendamento che prevede un nuovo intervento da un miliardo per le famiglie contro il caro energia. L'emendamento prevede una rateizzazione in 10 rate, che scatterà a partire da marzo, con la somma da pagare che verrà spalmata sui dieci mesi successivi. 

Ci sono semplici accorgimenti e altre che con una spesa minima iniziale possono consentire di risparmiare sulle bollette. Innanzitutto, partire dalle buone abitudini anti spreco. Poi se si dispone di un contratto con prezzi differenziati per fascia oraria, rimandare alla sera e ai weekend i consumi differibili (es.: lavastoviglie e lavatrice) è altamente consigliato. Di seguito i 10 consigli diffusi da Enerxia, società di vendita di luce e gas in Nord Italia.

  1. (Gratis) Tieni puliti forno, ferro da stiro, lavatrice e lavatrice: residui di cibo, sporco e calcare sulle resistenze, sulle superfici e nei filtri ne aumentano i consumi.
  2. (Gratis) Usa lavatrice, lavastoviglie, frigo e freezer a pieno carico: che sia un ciclo di lavaggio o di raffreddamento, la sua efficienza sarà massim.
  3. (Gratis) Il frigorifero è l’elettrodomestico che consuma di più perché sempre in funzione: alza la temperatura a 5°C, prendi tutti in una volta gli ingredienti per cucinare, non inserire cibi ancora caldi e inserisci invece i cibi da scongelare.
  4. (Gratis) Se disponi di un contratto con prezzi differenziati per fascia oraria, rimanda lavastoviglie e lavatrice alla sera e ai weekend: l’ambiente non ci guadagna nulla, ma almeno il portafoglio sì.
  5. (Spesa di qualche euro) Raggruppa con una ciabatta con interruttore i dispositivi dello stesso impianto (es.: impianto entertainment, postazione smart working, etc.) e staccali quando non li usi (se lavori non sei alla TV e viceversa).
  6. (Spesa di qualche euro) Per casa compra delle lampadine a basso consumo: nelle lampadine tradizionali solo il 10-15% dell'elettricità consumata viene resa in luce, il resto viene trasformato in calore.
  7. (Spesa di qualche decina di euro) In cantina o soffitta installa un interruttore a tempo che spenga la fonte luminosa dopo qualche minuto.
  8. (Spesa di qualche decina di euro) In giardino usa luci automatiche che si attivano con sensori di movimento oppure lampade a energia solare che si caricano di giorno e illuminano di notte.
  9. (Spesa di qualche centinaio di euro) Investire in elettrodomestici a basso consumo: sicuramente non è una spesa da poco, ma ha un ritorno immediato già nella prima bolletta.
  10. (Spesa di qualche migliaio di euro) Se hai la possibilità installa un impianto fotovoltaico sul tetto: con i prezzi alti dell’energia e gli sgravi fiscali è l’investimento migliore che puoi fare oggi (meglio di qualunque BOT, BTP o azione)

Se l’impennarsi dei prezzi al consumo dell’energia produce extra-profitti, vuol dire che la crescita dei prezzi applicati ai consumatori è molto più elevata della crescita dei costi di produzione e distribuzione per gli operatori della filiera.Di fronte a questa banale evidenza, si può agire in due modi:

1) lasciare le regole di determinazione dei prezzi così come stanno e introdurre una complicata tassa sugli extra-profitti che gli operatori di filiera continuano a realizzare sulle spalle dei consumatori di energia;
2) cambiare le regole di determinazione dei prezzi al consumo perché riflettano meglio le dinamiche a monte nei costi di produzione e distribuzione, eliminando così gli eccessi di prezzo al consumo che generano gli extra-profitti e, conseguentemente, eliminando gli extra-profitti stessi (nella piena salvaguardia dei legittimi profitti) e la necessità di inventarsi astruse forme di loro complicata tassazione.
La prima linea di azione lascia sul campo una distorsione economica e ci aggiunge pure una complicata distorsione fiscale.
La seconda linea d’azione attenua, nei limiti del possibile, i problemi.
Indovinate dietro a quale linea d’azione abbiamo investito (perso) numerose settimane mentre le bollette continuano a crescere all’impazzata?
 
Alcuni direbbero: Sveglia!!!!! altri direbbero: Non ci siamo!!!! insomma la propaganda elettorale intorno a questo tema si inferocisce, buona cosa la proposta di Calenda di fermarsi per permettere a Draghi fi agire su questo fronte, un tema che purtroppo tocca le i risparmi delle famiglie italiane, ma Calenda rimane inascoltato ahimè. Trattandosi di un bene commodity diciamo che è un po' banalizzare il problema. Per il semplice fatto che nel bene commodity il prezzo è dato da Domanda e Offerta. Gas offerto è inferiore al momento alla domanda per due ragioni. Post pandemia e sottrazione del gas russo nel mercato spot già a partire da Ottobre 2021. A mio parere è solo un momento temporaneo. Nel giro di una decina di mesi si tornerà ai prezzi preesistenti. Di sicuro si scambierà a 50 70 euro al megawatts invece che i 300 da adesso. Si tratta solo al momento di fare politiche di emergenza finanziate con tassazione appunto per quanto difficile da quantificare sull extraprofitto. questa potrebbe essere la spiegazione più fattibile e più autentica ma non banale, Draghi poteva adesso, con la sua maggioranza ampia, intervenire sul tema con dovuti accorgimenti e bonus ma gli affari correnti l'impedisce di farlo se non richiesto dai partiti. In un non lontano passato, il governo usava bloccare )con decreto) i prezzi di servizi o generi di prima necessità (anche gli affitti) quando riteneva che questi prezzi fossero troppo alti e non sostenibili per la maggior parte della popolazione.
Perché questo oggi non è possibile??
Forse perché abbiamo privatizzato i servizi essenziali(come elettricità, gas, telefoni etc.)? Sarei proprio curioso di avere una risposta su questo  domanda magari da esperti del settore economico. 

Ci sono le bollette di molte compagnie che non sono molto chiare a me, come penso a tanti altri, è capitato di essere accalappiato con una offerta sul gas e energia elettrica con determinati prezzi a smc e kWh. Quando sono arrivate le bollette i prezzi della materia prima gas ed energia erano diversi perché oltre a quei valori hanno aggiunto altre voci ( non dettagliate ma fornite a richiesta) come “ oneri di modulazione di sistema” ecc.

Verosimilmente ho qualche dubbio. I prezzi applicati al dettaglio sono molto spesso più bassi di quelli del mercato a monte, sia per i contratti a prezzo fisso, sia per gli sconti tutt'ora applicati.
Cambiare la politica dei prezzi finali in un mercato altamente concorrenziale è estremamente difficile e comunque il costo attuale è deciso dai venditori, visto l'eccesso di domanda e qualcuno nella filiera a valle deve sostenere questi maggiori costi. 

Nel frattempo vedendo i programmi dei vari partiti che si sfidano per avere la maggioranza oppure aumentare la percentuale di votanti del suo partito, mi spicca all'occhio tante proposte di riduzione del prelievo fiscale al centro di tutti i programmi elettorali, rigorosamente senza indicazione delle risorse necessarie per attuarle.
Silenzio tombale invece su proposte fiscali che riguardano il “modo di fare fisco”, la cui attuazione non necessita di risorse, solo di volontà politica. Forse trovata sono nel programma di Calenda-Renzi.
Sarebbe mille volte più credibile (e dimostrerebbe molta più conoscenza dei temi di cui parla) un programma che metta al centro la modifica dei parametri di valutazione dell’Amministrazione finanziaria, spostandoli dal puro e semplice gettito alla discriminazione qualitativa del risultato in base al tipo di recupero effettuato. Appunto come spiega il programma del Terzo Polo #ItaliaSulSerio
Solo così smetteremo di avere una Amministrazione finanziaria più attenta a contestare quel che viene dichiarato, piuttosto che scovare ciò che non viene dichiarato; una Amministrazione finanziaria più attenta a perseguire chi è apparentemente nullatenente tra prestanome e società apri e chiudi, piuttosto che concentrata su chi possiede in modo trasparente beni che, in virtù di questa trasparenza, è più facile individuare e sequestrare.
Di questi temi, però, ben pochi parlano, perché, alla fine, ben pochi sanno di cosa parlano, tranne Calenda che la sua cultura politica nonché i suoi studi ed la sua competenza nel settore anche quando fece il ministro nel governo Renzi lo trova nettamente in vantaggio su questo punto che non è di poco conto, anzi a mio avviso determinate.





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