👉Misa, la tragedia nelle Marche.

 Disastro Marche, un disastro preannunciato visto anche i tempi della burocrazia che attanaglia questo paese e della sovrintendenza che blocca con il suo veto le opere da fare per sventare questo dramma, si un dramma, non è una parola a caso, perché si parla di 11 morti e non si trova il piccolo Mattia che è ancora disperso, siamo in questa situazione anche perché ci sono troppi No populisti, proteggere il clima per battere i populismi non è uno slogan visto la catastrofe ma un imperativo, e non mi dite che faccio demagogia oppure prendo la catastrofe per trasformala in propaganda è no!!! faccio questo per tirare le somme di cosa è stato fatto per evitare questo, quale tipo di prevenzione e quale tipo di misura messa in campo oppure che e stata bloccata. Ad una settimana dal voto politico le bombe d'acqua sulla Marche ci ricordano che la protezione dell'ambiente è la più urgente e necessaria, aggiungo che non lo scopriamo di certo con la situazione avvenuta nelle Marche, ma è già da molto tempo che quasi ogni anno e non esagero abbiamo disastri di tipo naturali, sebbene i partiti protagonisti della campagna elettorale stiano dimostrando di considerare i temi cosiddetti "Verdi" di assai scorso interesse. Lo tsunami dal cielo che si è rovesciato sulle Marche ha provocato vittime e gravi danni a causa della sovrapposizione fra tre fattori: 

  1. il surriscaldamento del clima che ha fatto aumentare la temperatura dell'adriatico, rendendo possibile l'insolito fenomeno delle nuvole che si "ricaricano" di pioggia dalle acque marine per poi scaricarla. a terra con violenza, ovvero una dinamica non troppo diversa da quella degli uragani nelle zone tropicali.
  2. Gli errori delle autorità locali che dopo aver vissuto nel 23014 un disastro assai simile, ancora conservo il ricordo delle immagini e dei commenti dei telegiornali nonché le foto e video che sono rimasti impresi, hanno avuto a disposizione circa 18miliardi di euro per proteggere la popolazione ma non sono neanche riusciti a spenderli.
  3. Gli eredi compiuti prima del 2014 da chi volle cambiare il corso del fiume Misa stravolgendo l'assetto di un territorio che invece, per la seconda volta in 8 anni, dimostra di non volersi adattare ai desideri umani, ovvero, in questo angolo di Italia gli errori commessi dalle amministrazioni locali si sono sommati ai ritardi della politica nazionale nell'affrontare l'impatto dei cambiamenti climatici.
  4. Ultimo fattore, ma non ultimo secondo me determinate per sventare la pericolosità arginano la situazione, era continuare ad istituire "Casa Italia" con il nome di Renzi Piano una unita d'emergenza e ricerca che può e deve avere luogo subito, il governo Renzi gli aveva dato il via sbloccando 30\40 miliardi di euro bloccato dall'avvertimento populista di Conte e di tutti i sovranità compresso Salvini.
Siamo oggettivamente credibili sui contenuti, ma sopratutto nel ricordare e sbloccare un ricordo determinate per ventare questa tragedia.
Sul tema del dissesto idrogeologico il governo Renzi è stato, sono stati gli unici a proporre, con Renzo Piano, una unità di missione chiamata Casa Italia – Italia Sicura. Avevamo stanziato 45 milioni per la cassa di espansione del fiume Misa, a Senigallia. La chiusura di quella unità di missione, voluta dal governo giallo-verde con Conte premier e Costa ministro, ha provocato un ritardo nella realizzazione dell’opera. Per giunta voglio ricordare che Costa è candidato in un collegio sicuro dallo stesso Conte nel M5S. Qui quel ricordo; i miei 60 secondi finali in Aula nel 2018, durante i quali mi auguro che questa scelta non sia per leghisti e grillini causa di rimpianto: ascoltate, se non ci credete.

Non voglio strumentalizzare nulla, ma noi avevamo inserito quel progetto tra le opere finanziabili: costava 45 milioni di euro e noi avevamo messo qualcosa come 8 miliardi e fior di tecnici al lavoro.
Ci fosse stata quella cassa di espansione, si sarebbe evitata la tragedia di venerdì scorso. Con questo sblocco del ricordo, e senza fare demagogia, si vuole dire che la prevenzione è importante e se oggi piangiamo questi morti e scomparsi e solo perché qualcuno non a proseguito verso la direzione, appunto, della prevenzione e dei cantieri. Insomma oggi i giornali titolano che il disastro del Misa e l'opera incompiuta attedia da 40 anni, è proprio per questo che non possiamo più aspettare un'altra tragedia e compito della politica porre rimedio ed accelerare sulle misure e riprendere nello sbloccare misure già adottate per portare al termine.



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