Il lavoro ✔️
NEET
Indicatore atto a individuare la quota di popolazione di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non è né occupata né inserita in un percorso di istruzione o di formazione.
Si fa presto a dire NEET, non studiano e non lavorano: sono tre milioni, tutt'altro che sdraiati, fragili, preda del crimine, disoccupati e sfiduciati, dossier su una generazione esclusa da tutto che il nuovo governo Meloni deve dare assolutamente conto, anzi, il nuovo corso di un apolitica alternativa al passato deve avere come parola chiave proprio NEET, passa tutto da qui dalle generazioni che avranno il compito di portare avanti una bandiera storica quella dell'Italia. Un giovane su tre nella fascia tra i 25 e i 35 anni non ha alcuna prospettiva per sul futuro, avvertono Action Aid e Cgil, e graziosa giovani si rivela un flop. Quante volte sentiamo tra questa fascia l'esclamazione "Non mi hanno rinovato il contratto" la voce di tanti direi, addirittura l'azienda in questione non perde tempo a sostituirla con un altra a contatto e via dicendo, senza sapere che stronchi non solo una famiglia o un giovane, ma i sacrifici di studio di una vita, non solo i suoi ma quelli della madre e padre che per tenerla a studiare si sono, magari, impoveriti oppure hanno cercato di stringere la cintura, un modo di dire comune, pur di mantenerla a studiare per poi vederla soffrire per un lavoro o da trovare oppure da riconquistare. I giovanissimi fuori da scuola "qui le chiamano scuole parcheggio, si iscrivono quelli che finiscono le medie senza idee chiare, sono istituti di periferia, hanno scarsa presa sui ragazzi che si sentono insoddisfatti, prima bigiano qualche lezione e nel giro di poco finiscono per abbandonare definitivamente, un copione visto e stravisto" a parlare è un ragazzo psicologo di strada del gruppo Abele che bazzica i quartieri torinesi, u na testimonianza alquanto pericolosa, che porta riflessione in che tunnel ci siamo cacciati, e per tirarsi fuori c'è bisogno di incentivare nuovi atei con nuovi indirizzi che vanno nella direzione del lavoro, per poi mettere mano alla famosa legge sul lavoro e sui contratti in essere, troppe sono le beghe in questo ultimo settore. Alla ricerca del primo impiego, vivono al sud, ed hanno, purtroppo, un destino migratorio segnato da cercare lavoro al nord o all'estero, costretti ad abbandonare la propria terra pur di vivere dignitosamente. Dopo Turchia, Montenegro e Macedonia, l'Italia è il paese con il maggior tasso in Europa: il 25%, con punte del doppio al sud e record fra figli di migranti e donne. Ludovico Albert un sociologo lo definisce Segregazione scolastica. Ma passiamo nel modo dei dati che corrispondono poi all'effettiva realtà delle cose: I titoli di studio dei NEET il 13,2% ha una laurea il 35,2% ha una licenza media, il 42,2% ha il diploma di maturità. Le misure di politica attiva: il 56,3% tirocinio extra-curricolare, il 19,5% incentivi occupazionali, 17,2% formazione, il 4,8% accompagnamento, lo 1,2% servizio civile, 0,9% autoimpiego e autoimprenditorialità, 0,1% apprendistato. Insomma solo con questo numeri messi a disposizione dell'Anpal possiamo fotografare i veri Identikit del NEET, ma possiamo riflettere su questo facendo anche considerazione; Giovanissimi fuori della scuola da tutta Italia, tra i 15 e 19 anni hanno una licenza media e sono senza precedente esperienza lavorativa, vivono in famiglia, non percepiscono alcun sussidio e non cercano lavoro. I scoraggiati; vivono al Nord e hanno tra i 30 e i 34 anni, sono per lo più italiani e donne, non vivono nei centri, ma in periferie e province, hanno per lo più un diploma professionale. Ex occupati in cerca; vivono nel centro Italia, hanno tra i 25 e i 29 anni, sono in cerca di lavoro e prendono un sussidio, vivono spesso da soli, hanno una laurea. Alla ricerca del primo impiego; vivono al sud, hanno tra i 20 e i 24 anni, sono per lo più maschi che vivono spesso con un solo genitore (maschio), hanno un diploma, vivono in città e sono italiani. Una fotografia dell'Intera fascia per cercare di evidenziare le loro fascia di età ma anche le varie esigenze e di avere un quadro più nitido della situazione che di sta facendo sempre più marcata e grave, il governo oltre alle priorità che in questo momento attanagliano il paese come: bollette, inflazione, il ramo che diventa importante è quello del lavoro; queste sono le emergenze che attanagliano il paese Italia, l'esecutivo invece sceglie di cominciare da questioni come i Rave o il ponte sullo stretto che per carità affascinante idea, personalmente lo considero anche opportuno ed efficiente, ma non una priorità in questo momento, forse l'esecutivo vuole distogliere l'attenzione dai problemi che non sa come affrontare, è se così fosse ne vedremo delle belle. Ma per rimanere in tema considero il tema lavoro e nuove generazioni importantissimo per le sorti di questo paese, il reddito di cittadinanza amplia le distanze ed aumenta le disuguaglianze è innesca l'odio sociale, va modificato e va portato avanti una politica del lavoro efficiente, dalle scuole al lavoro, ed all'aggiornamento continuo in ogni fascia di menzione, va riequilibrato i contratti in essere, va modificato il ciclo del tirocinio e dello stage, corrispondendo una adeguata paga a tutti. Flessibilità non precariato, lavoro non sussidio, scuola ed aggiornamento continuo non fare niente e stare a bivaccare, circuito perverso da spezzare. Chi studia deve trovare ed immettersi nel mondo del lavoro in maniera veloce ed efficiente. Poi c'è e ci sono le previsioni economiche che attanagliano le aziende e precludono l'incentivazione del reclutamento di personale la famosa parola: occupazione. Previsione economiche che possiamo riassumere così:
PIL: anno 2022 +3,7%
anno 2023 +0,6%
anno 2024 +1,8%
anno 2025 +1,5%
Deficit: anno 2022 -5,6%
anno 2023 -4,5%
anno 2024 -3,6%
anno 2025 -3,3%
Debito: anno 2022 145,7%
anno 2023 144,6%
anno 2024 142,3%
anno 2025 141,2%
Il Mef parte da tesoretto di 9 miliardi lasciato da Draghi, nel decreto sconto sulla benzina e benefit aziendali esentasse a 3.000 euro per due mesi, ma i soldi fino a marzo ci sono, na se il gas risale trenta miliardi di euro non bastano. In compenso torna la relazione sull'evasione fiscale il cosiddetto "nero" scende ancora: recuperati 13,7 miliardi anche dall'ottimo conduzione del governo Draghi. Questi sono numeri che attanagliano il mondo lavorativo se non si presenta una manovra in tal senso non avremmo occupazione, bisogna partire dai fondamentali per aver un scudo protettivo anche per i prossimi anni. Insomma concludiamo così: Sprecati, hanno talento ma li costringiamo a volare basso. Lasciano le scuole inadeguate, esposti al rischio criminale, senza prospettive e aiuti, con la recessione e inflazione che incombe, e cercano disperatamente lavoro precario, rapporto che dovrebbe veramente suonare come un. campanello d'allarme per i tre milioni di NEET altro che sdraiati, il governo il compito di sollevare su questa questione e di metterci una "pezza".
E non è tutto. Anche alcune organizzazioni cercano di trovare una risposta al problema, come la Fondazione Vodafone, che ha dato vita al progetto “LV8”, un’app che offre percorsi di formazione digitale pensati per i giovani che possano fornire loro svariate competenze utili nella ricerca di un impiego. Si tratta però di piccole gocce in un mare che ha bisogno di tornare a navigare con protagonisti i giovani che non possono restare fermi a guardare senza progettualità e futuro, sprecando talento e competenze.

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