#stoallaviolenzasulledonne #laviolenzanonèunluogocomune

 La proposta leghista di dare un bonus solo a chi si sposa in chiesa è una delle idee più assurde dell’ultimo decennio. Se la batte con i banchi a rotelle ma al momento è in testa. E tuttavia ricordatevi che questa maggioranza può ancora sorprenderci e tirare fuori qualche proposta ancora più strampalata. Sono proposte talmente folli che non fanno in tempo ad arrivare in parlamento che si fermano da sole prima. Detto questo c'è un libro molto interessante che piace alle donne fortemente raccomandato agli uomini che si intitola "L'Impronta delle Donne" l'autore è Adriano Maraglio, sono sette racconti che imprimono l'importanza in una azienda del contributo femminile anzi diventa oramai fondamentale, raccomando a tutti di leggerlo. Ci vuole una rifondazione culturale per la difesa delle ragazze, quella che le vittime di violenza ci raccontano è una società malata e su deve intervenire a tutti i livelli per curarla e sanarla, la sopraffazione non è, e non può essere, un luogo comune, mentre, al contrario, l'abuso rimane spaventosamente comune. Insomma aderisco con convinzione è con molto sostegno #laviolenzanonèunluogocomune campagna contro gli stereotipi che dal pubblico ai media, fino alle sentenze mistificano il racconto sui crimini, legittimandoli.

Il Muro Delle Donne

Troppe sono le vicende, troppe sono i racconti, troppi sono gli articoli di giornali e reporter in Tv, troppe sono le violenze subite dalle donne ingiustamente, in tanti anni si sono viste vittime innocenti, ma anche molte ragazze vittime di violenza, con il quale con il passare del tempo lascino diversi strascichi dove si entra in un vortice di depressione e riflessione negativa feroce, assistiamo ad un male che va avanti da troppo tempo forse troppo, dove il governo deve intervenire non solo per curare la malattia di queste persone malate che intervengono con la forza, ma anche di stanarle con le dovute misure di legge, là dove si può inasprire fortemente la pena, ed una raccomandazione alla giustizia in particolare magistrati e avvocati, non giustifichiamo, non cerchiamo di difendere oppure giudicare l'impossibile cercando la benevolenza della situazione, no assolutamente no, cerchiamo di essere imparziali e la dove si può cercare di condannare il proprio assistito fino ad non prendere in carico la causa, ma sopratutto di giudicare ed emettere sentenze veloci, ed imparziali, senza mistificazioni senza "parentela" che può cambiare l'esito della pena. La violenza va condannata senza se e senza ma. Accanto a espressioni "Benevole", si fa per dire, che però costituiscono un ostacolo all'emancipazione ce ne sono di pericolose che comprendono o giustificano aggressioni e abusi. L'ex presidente della commissione parlamentare sui femminicidio e senatrice del Pd, Valeria Valente score l'elenco della campagna e si sofferma sul primo luogo comune che incornicia il femminicidio: "Una violenza che non ha conosciuto nessuna battuta di arresto anche se è crescita la consapevolezza nella società, sono molti i passi avanti sulle leggi, ma qualsiasi norma deve essere applicata da uomini e donne". Una monito importante ma sopratutto condivisibile da qualsiasi promotore oppure politico, insomma non c'è latro modo che non sia quello di cominciare dall'educazione ed il rispetto, dal rifinanziamento dei centri antiviolenza che sono un luoghi per ribaltare la cultura della sopraffazione, per evitare quando vai a denunciare il tuo ex che ti perseguita o il tuo compagno che ti massacra, che non ci sta, come è successo, qualcuno al commissariato che dica "Torni a Casa". Nelle aule di giustizia si fa fatica a credere alle donne, nei processi di separazione spesso il giudice non considera gli attestati di violenza, dico io, perché? C'è un'indagine spaventosa portata avanti dall'Istat del 2019 che dice, anzi ci fa notare, che il 74% delle donne vittime di violenza, non si racconta neanche a un'amica, aggiungo la parola incredibile, questo ci fa capire che si deve intervenire velocemente con dei punti d'ascolto e sovvenzionati e finanziarli in maniera intelligente con personale adatto e competente che siano essi psicologi oppure psichiatri si deve istituire un qualcosa. Anche il telefono amico per rincasare in libertà può essere un modo veloce ed di aiuto, tutti mezzi che possono trovare breccia in questo male deve essere convenzionato e finanziato. Sugli impianti pubblicitari digitali di Urban Vision in collaborazione con il settimanale L'Espresso le parole moleste, perché il linguaggio tradisce un modo di pensare e di agire. L'obiettivo è incoraggiare le vittime a denunciare, a rompere il silenzio, e chiedere aiuto prima che sia tardi. E sostenere i centri impegnati a contrastare la sopraffazione, devono percorsi per garantire un vero affrancamento dalla condizione di sudditanza, tanto per chi subisce maltrattamenti in casa quanto per le ragazze della tratta. Insomma qua non si vuole solo aderire a campagne, molte in esecuzione, per la violenza ma anche la verità sui femminicidi è più semplice credere alla periferia degradata e al molestatore ignoto che comprendere che l'assassino e spesso lo stupratore sono persone che le donne conoscono già. Purtroppo questa è una analisi vera e reale di questa problematica.  Il 25 novembre è un giorno in cui tutti spendono parole di buona volontà contro la violenza sulle donne. Giusto. Vorrei che questo 25 novembre il primo pensiero andasse alle ragazze iraniane che lottano per la libertà, alle ragazze afghane costrette ad abbandonare le scuole, alle ragazze curde che hanno salvato l’occidente e di cui oggi non parla nessuno. A loro dovremmo pensare tutti i santi giorni, non solo il 25 novembre. Cerchiamo di partire cin questa campagna dalle scuole dagli insegnamenti di educazione civica ma anche di comportamenti che danneggiano una nazione intera, per poi aiutare le famiglie in un percorso di gestione la dove ci sono problemi di vita naturale, soprattutto quando ci sono bambini, li si deve prevenire prima che si scaturisca una tragedia. Poi ci sono i diritti umani dove bisogna avere un'approccio diverso da quello che si è fatto fino ad adesso o meglio continuare nel scrivere pagine importanti prendendo la coraggiosa legge sulle unioni civili di Renzi ed ampiarla, e condividerla in maniera unanime. 
Il 25 Novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 1999 per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema. La data segna anche l’inizio dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere“, che precedono la Giornata mondiale dei diritti umani il 10 dicembre di ogni anno, per sottolineare che la violenza contro le donne è una grave violazione dei diritti umani.
Da Oggi 25 novembre sugli impianti pubblicitari digitali di Urban Vision dislocati su tutta Italia sarà proiettata la campagna #laviolenzanonèunluogocomune realizzata dall'associazione Crisi Come Opportunità e ideata da Celesta Costantino. Quindi aderiamo tutti facciamo sentire alta la voce. Al governo conta solo la famiglia misure di Welfare per le madri, rappresentanza femminile minima, e una pattuglia pro vita e nati gender in ruoli chiave, capolavoro ideologico di una presidente. Occupazione in funzione della natalità, assistenza in difesa della procreazione, nulla su diritti e piena applicazione della 194 sulla libera scelta di abortire. Insomma c'è tanto da fare in questo ambito, c'è bisogno della spinta di tutto su un unico intento difendere le donne dalla violenza avere una giusta legge e diritti sui diritti umani, ma sopratutto condividere e dialogare su come impostare ed inasprire le penne a chi commette violenza. Per cosa lottano le iraniane: la repressione, la paura, il sogno, il viaggio di Patrick Zaki nel movimento d'opposizione al regime islamico, un testimone d'eccezione per una battagli di libertà, bisogna ascoltarlo per capire leggere e vedere i suoi reportage per vere una riflessione in merito, ma la sua è la voce della realtà pagata anche con la sua vicenda personale, un vero testimonial. 
 

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