Matteo Messina Denaro il Boss 30 anni di latitanza!!!!
Lo avevo promesso parleremo del più grande arresto di questi ultimi tempi Matteo Messina Denaro. Il 16 gennaio 2023, dopo quasi trent'anni di latitanza, Matteo Messina Denaro è stato arrestato dai Carabinieri del ROS con la collaborazione del GIS, in Via Domenico Lo Faso, un vicolo nei pressi della clinica privata La Maddalena a Palermo, nel quartiere San Lorenzo. Questa cattura mi pone delle domande, degli interrogativi, che penso che tutti noi si siano posti e fatti! Il problema è che guardando gli approfondimenti di cronache su le varie Tv, ma anche le trasmissioni che pongono la questione della mafia e dei magistrati come Falcone e Borsellino vanno in onda con una intervista a Baiardo il 22 novembre dove sosteneva sia la malattia sia l'arresto del Boss facendo un regalino allo stato governato da Meloni con Berlusconi dentro, un vero proprio fulmine al cel sereno, Baiardo dice che quando lo stato gli farà comodo andrà a prendere Matteo Messina Denaro perché, secondo lui sa dov'è. Bè pensandoci bene si nascondeva in Italia ed a casa sua praticamente, certo pensare che in tutto questo tempo, 30 anni, è stato dentro le mura di casa sua mi porta a dire e sostenere che qualcosa non mi torna e che Baiardo sapeva tutto, ma anche lo stato sapeva tutto, ed allora perché non prenderlo prima? Perché le indagini si sono infittite solo nel momento che al governo c'era la Meloni con Berlusconi? Lo stato sapeva? Faceva il bello è cattivo tempo nella sua zona agendo indisturbato con coperture e sostegno di chi? Impensabile che la rete protettiva poteva mascherare per tutto questo tempo l'intelligenze e la sicurezza di stato? Sono interrogativi che fanno male pensarlo, perché il 16 gennaio c'è da complimentarsi con le forze dell'ordine, ai magistrati, e chi ad operato a questo arresto. Ma è troppo evidente che si voleva fare prendere, e Baiardo aveva ragione, intervista di Gilletti porta la data del 22 novembre 2022. Un Bad Guy nella città accomodante verrebbe da dire titolando il giornale settimanale L'Espresso, la faccia identica al padre, leccare, gli amici (amici come lo stato e qualche altro funzionario), il consenso che aveva tra i cittadini che ancora oggi non gli schiodano una parola negativa di bocca, insomma tra la gente, in rapporti stabili con la borghesia e la politica: che adesso dovremmo sapere cosa sapeva la politica oltre a sapere il libro rosso di Matteo Messina Denaro. Denaro incarna la mafia in una società che ancora la cerca. Insomma porte girevoli di una latitanza trentennale che ricalca la storia dell'isola, con la centro personaggi o protagonisti che ricorrono, emblema di un paese che cambia ma non abbastanza. Vedremo cosa può portare questo arresto, di certo è un arresto epocale, la fine della mafia stagista quella dannata mafia che ci portò via i due magistrati simbolo della lotta alla Ndrangheta, cosa nostra, mafia, ci riporta sicuramente giustizia, ci porta che alle nostre forze dell'ordine possiamo e dobbiamo dare sostegno ma anche sovvenzione, bisogna dare merito alla giustizia ai magistrati convolvi che hanno fatto un buon lavoro insieme al Ros e tanti corpi specializzati delle vari corpi dello stato, di certo mancano le riempiste alle domande citate sopra ma anche a i vari interrogativi, ma anche se Messina Denaro porterà a parlare a collaborare, a cercare di estrapolare una vera cassaforte di notizie preziose ed allora si che lo stato potrà cantare finalmente vittoria. Bisogna avere lucidità di sapere che lui è malato e non si sa quanta vita piotar ancora rimanere non solo per fare le domande giuste e sapere, ma scovare altri covi e ritrovi delle abitudini del boss, ma anche il denaro che nasconde. Il fortino della mafia indubbiamente e nelle sue mani, ora sta a chi dovrà farlo parlare attuare le giuste strategie per cercare la verità sui fatti accaduti e di trovare tanto altro ancora che e sommerso nella sua anima. Ricordiamo che Baiardo è colui che protegge e proteggeva i Fratelli Graviano oggi in galera nel programma ostativo anche qui ci sono risposte da trovare sia dalla parte dello stato che da Matteo Messina Denaro. in cella al 41 bis ma è un sovversivo non un padrino, anche qui non mettiamo le manette ma lo trattiamo come un pericoloso boss, la domanda è: perché non avere un alinea di indirizzo dall'inizio alla fine? Fuori dallo scopo di tagliare i ponti con la struttura mafiosa è un carcere "illegittimo". Ricordiamoci sempre che la mafia non è sconfitta, Gratteri c'è lo ricorda ogni volta sia nei suoi libri sia nelle sue intervista a varie Tv le mafie a nord in trasferta vincono facile perché si riproducono si aggiornano al mondo di oggi e sono evolute di sistemi che oggi usiamo tutti i giorni, la Mafia è cambiata è sarai sempre più dura combatterla. Grandi opportunità su tessuti economici permeabili, schiere di professionisti disponibili e politici pronti a scambiare voti e favori, cosi quello che era un contagio diventa radicamento. Ai boss, oramai ripulisti, si rivolgono imprenditori stretti dalla crisi o illusi di sterilizzare la concorrenza con la protezione. Chiediamo fatture false, prestiti recupero crediti. Insomma la Mafia è lì, ed solo l'odore diventa persistente. Una stima prudente indica in 40 miliardi il fatturato delle organizzazioni, ma non Tine conto dell'enorme flusso di soldi che inquinano l'economia legale, falsando le regole del mercato con l'aiuto della Mafia che intervenendo aiuta il "sistema"
Ultima cronaca:
Saranno le analisi su impronte e tracce di Dna nel covo diMatteo Messina Denaro in vico San Vito a Campobello di Mazara a chiarire se e quante altre persone hanno frequentato quella casa. Che il boss possa avere avuto diversi incontri con almeno due donne, però, è quasi una certezza nelle voci di paese, come riporta il Corriere della Sera. D’altro canto in quell’appartamento abitato dal latitante dallo scorso 4 giugno erano state trovate diverse. Di incontri insomma il boss deve averne avuti, secondo le ipotesi degli inquirenti di Palermo che si fanno sempre più concrete. Anche dopo il ritrovamento di abiti femminili e una parrucca, escludendo che il boss possa aver usato quegli oggetti per travestirsi. Tra diceria e indiscrezione, una delle certezze tra gli abitanti di Campobello di Mazara è che il boss avesse in tasca un biglietto con i numeri di telefono di due donne. E i carabinieri le hanno raggiunte a casa, perquisendo le abitazioni e raccogliendo ogni elemento utile per eventuali riscontri con le visite nella casa del boss. Dai primi dettagli che emergono sulle presunte amanti del boss, si tratta di due donne di mezza età, entrambe con un lavoro. Una ha i capelli lunghi e neri, l’altra è bionda con un taglio corto. La prima, spiega Fabrizio Caccia sul Corriere, ha un’auto di lusso da 70mila euro parcheggiata sotto casa. Alle domande dei giornalisti si è infuriata affacciandosi dal balcone. E sull’auto così importante, un famigliare ha provato a chiarire: «Non è stato un regalo di nessuno, l’ha comprata lei un anno fa sfruttando un’occasione, toglietevi dalla testa certe idee». La donna sarebbe una piccola imprenditrice. In settimana è stata vista uscire dalla caserma dei carabinieri di viale Risorgimento accompagnata da un’amica. Lì avrebbe solo «dato qualche chiarimento», spiega ancora il famigliare. Raccontano di averla vista negli ultimi mesi i commessi del negozio vicino a vico San Vito, di solito intorno alle 11. Niente di strano secondo loro: «Qui ci viene tutta Campobello a comprare creme e profumi, perché vi meravigliate?

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