Tra Mafia-Stato c'è veramente trattativa? Qualcosa c'è!!!!!

 Voglio rimanere sempre sul discorso Mafia andando oltre all'arresto del boss Matteo Messina denaro, facendo una riflessione tutto tondo sulle dinamiche che convolvono non solo l'arresto di Denaro ma anche del rapporto tra stato e mafia, che d'altronde la sentenza ci dice che i rapporti ci sono stati eccome, non preclude neanche ad una fitta rete tra stato e mafia, di certo non escludendo ma neanche teorizzando quella sentenza diventa punto di riflessione ancora più ampia. Chi ha voluto le stragi di Cosa nostra?Il racconto si concentra sul mistero del mancato arresto di Bernardo Provenzano nel 1995. Parlano Luana Ilardo figlia del boss Ilardo che voleva collaborare, anzi porto proprio al covo di Provenzano mettendo e facilitando l'arresto di Provenzano, ma le forze dell'ordine non procedevano con l'azione mettendo in difficolta lo stesso Ilardo che da lì a poco venne ucciso dalla camera per tradimento, ed allora perché non si esercito quella imboscata creata appositamente dai lardo con la polizia? Perché non si interveniva all'arresto visto che le immagini erano chiare? Renato Cortese, ex questore di Palermo racconta insiemea Luana alla trasmissione Non è l'Arena di Giletti. Questo racconto vi invito ad ascoltarlo e vederlo per farvi una seria riflessione. Maria Sodano denuncia commossa: "lo Stato fa finta di non sapere", La vedova del prefetto Fulvio Sodano, non fa altroché accertare che la trattativa, ed non solo, tra stato e la mafia c'è ed è ancora molto significativa, oltre, ancora,. a sostenere che ad oggi questa trattativa è ancora in essere ed evidente. Insomma La vedova del prefetto Sodano, Maria Sodano, svela il nome del Senatore che comandò il trasferimento del marito da Trapani. Oggi è in carcere per concorso in associazione mafiosa, ed è l'ex senatore D'Alì.

Chi è:

Nato a Trapani, 71 anni, D'Alì è stato senatore dal 1994 al 2018, oltre che sottosegretario all'Interno nel secondo e terzo governo Berlusconi. Nel 1993 aveva contribuito a fondare Forza Italia. Nel 2013 ha aderito al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano, per poi tornare in Fi. D'Alì è stato condannato a sei anni di carcere. A giudicarlo colpevole, nel 2021, era già stata la corte d'Appello del tribunale di Palermo. Per i giudici l'ex senatore aveva sfruttato la propria attività politica a favore di famigerati capi di Cosa Nostra come Matteo Messina Denaro e Totò Riina. Più nel dettaglio, secondo l'accusa, il forzista avrebbe messo "a disposizione le proprie risorse economiche e successivamente il proprio ruolo istituzionale di senatore della Repubblica e di sottosegretario di Stato" per favorire i boss mafiosi, oltre ad avere un ruolo nel gestire illegalmente appalti di grosse opere pubbliche.



Di certo il mistero si infittisce sempre più anche con le rivelazioni di Mutolo ex boss, ma credo che una riflessione va fatta e concentrandosi anche sullo schema che Baiardo amico dei Graviano mette la Tv come uso per avvertire a denaro che la pacchia è finita ed è ora di andare in galera, Baiardo sa bene che la sua intervista del 22 novembre 2022 può fare scalpore ma anche avvertimento, ma allora perché lo stato, che secondo me sapeva, non andava a prendere prima Matteo Messina Denaro? Perché Baiardo non è stato sentito dalla polizia e dagli investigatori, questo p molto starno, la mafia è penetrata tra le segrete stanze e fa il bello e cattivo tempo, provando con riuscita piena a dettare i tempi dell'operazione e di depistaggio nonché di copertura quando se ne ha bisogno. L’ex pm Scarpinato riconosce che fu il conflitto tra gli inquirenti a far sfumare diciassette anni fa la cattura di Matteo Messina Denaro: perché non l’ha detto in questi giorni, prima che fossimo noi a scriverlo? Anche questo è starnassimo, noi inteso come giornali, blog, riviste, tv, palcoscenici di inchieste e quant'altro. Scarpinato conferma la mia, ed non solo la mia, ricostruzione: un litigio tra Procura di Palermo e servizi segreti portò a bruciare un infiltrato che stava per mandare in porto l’operazione per catturare Messina ma mettere le mani sul tesoro della mafia. Scarpinato continua a dire che Messina Denaro non è stato catturato per 30 anni perché godeva di protezioni altissime. Bah. Qualcuno ha impedito alla Procura di Palermo di arrestarlo? E allora perché non lo arrestò? E perché ostacolò il Sisde che stava per catturarlo? Insomma non solo Scarpinato o la vedova di Sodano sono le rivelazioni lampanti di una conoscenza e amicizia tra Stato e Mafia, ma questo sta a significare e scusatemi se lo dico in questo modo, "una certa e sostanziale amicizia tra lo stato e la mafia, uno scambio di favori tra conoscenti stretti" questa definizione mi fa male da italiano, mi fa male da cittadino italiano che crede nelle istituzioni, ma di certo credo che qualcosa ci sia davvero, vorrei tanto essere smentito, ma anche ridicolizzato, qualcuno che mi faccia svegliare da questo sogno che ahimè e profonda realtà. Il pentito Gaspare Mutolo: «L'arresto di Messina Denaro? M'è sembrato un appuntamento». Più della mafia la massoneria. Me lo aveva detto il compianto Imposimato, suggerendo legge di incompatibilità con chi esercita pubbliche funzioni. Affossata dai massoni. E poi in fondo non troppo in fondo c'è la storia del 41 bis e dell'ergastolo ostativo, c'è chi dice che l'arresto di Matteo Messina Denaro vada proprio in questa direzione quella di riaprire quel dossier tanto caro e odiato dai boss, soprattutto dai fratelli Graviano e Giovanni Brusca quest'ultimo nel programma protezione. C’è un incredibile ipocrisia sul 41bis: qualcuno, a sinistra, fa la battaglia per Alfredo Compito anarchico, senza citare mai Messina Denaro.O il 42Bis si cambia per tutti, oppure non si può difendere il criminale anarchico senza citare mai il criminale mafioso Denaro. Insomma le illazioni ed le riflessioni nonché le opinioni sono tante, una cosa è certa Matteo Messina denaro può rispondere, se vuole, a tutto, è una "Gallina delle uova d'oro" solo se parlare e vedete che tutte queste opinioni possono essere sciolte dalla sua versione, l'unico che può rispondere a tutti ciò detto ed non detto, il vero "Libro Rosso" è lui con la sua voce in persona, basta fargli le domande giuste nel momento giusto, ma anche in tempo giusto visto che la sua malattia incombe incessantemente.






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