Non tutto va male, ma ricordiamoci chi ci precede!!!!

L'economia italiana non sta messa male, può semprare retorico, ma la situazione è palesemente di livello e segno positivo, considerando tante vicissitudini che si sono verificate nel mondo, cil COVID-19 in primis la recessione e tanti altri fattori che hanno influenzato ed influito i dati e la nostra economia. Di certo questa situazione di incertezza vedere dato positivi, oltre ad lasciare i gufi a terra, quando i dati soprendono allora la realtà economica si fa più speranzosa, porta una vena positiva in tutto il settore imprenditoriale, i dati del PIL confermano la bontà delle scelte di Mario Draghi si proprio lui super Mario in persona. Negli ultimi tre anni l'economia italiana ha battuto tutte le previsioni, sulle previsioni possiamo aprire un seri dibattito per lo studio obsoleto am anche molto scarno, spazzando via le voci di recessione pericolosa ma spiazzando ogni genere di feke che caratterizzano il nostro paese in senso negativo, insomma i profeti di sventura si sono messi la coda tra le gambe come si suon dire. Il PIL italiano è aumentato di quasi 11% in un biennio, secondo i dati che sono stati estrapolati si dall'ultimo osservatorio del settore ecc nonivo ma anche visibili dall'ISTAT, la nostra variazione del PIL rispetto ai livelli pre-pandemia dicono che siamo sopra alla Francia, Germania e Spagna con il 2,4 l'Italia sta messa anche meglio del Regno Unito che si attesta al -0,6causa recessione brexit e pandemia, questo è lo specchio delle riforme, vere riforme fatte dall'Italia nel governo Renzi, qualcuno potrà sbalordirsi di questi dati, ma le carità è questa industria 4.0 in primis e la "custa Draghi" a susseguirsi con la relativa dose di autorevolezza e fiducia trasmessa alle famiglie, le prime vere riforme che l'Italia abbia mai fatto dopo tanto tempo hanno già molto cambiato il nostro paese e l'economia italiana sembra ora godere di un abbrivio che nemmeno il difficile scenario del 2022-2023, con la guerra Russa-Ucraina un conflitto voluto de un perfido Putin sterminatore di essere umani un sciagurato uomo pavido e molto interessanti al potere, se poi ci mettiamo l'inflazione, insomma su questi dati nessuno può arrestare la verità dei fatti. Il governo attuale, sul piano macroeconomico, ha sostanzialmente mantenuto la rotta tracciata da Draghi ed ha fatto bene, anzi personalmente devo ricredermi su questo punto pensavo peggio, da quando Draghi è diventato presidente del consiglio ad oggi, il PIL italiano è aumentato di qualcosa come 8,9% in nove trimestri, di 8,5 punti con Draghi e di 0,4punti nei primi due trimestri del governo Meloni, apro una parentesi lo scenario Draghi e stato fortemente voluto e pronosticato in tempi non sospetti per salvare la deriva contiana del movimento cinque stelle da Matteo Renzi colui che fece una manovra politica per dare slancio sia alle misure pandemiche che PNRR che autorevolezza al governo ed i risultati oltre al suo governo portano frutti e questo è l'esempio lampante di buona politica i dati sono la conferma. Se l'Italia centrerà l'obbiettivo di crescita del PIL dell'1% fissato per il 2023 dal Def, il nostro paese metterà a segno un progresso record in tre anni del 12% l'attuazione del PNRR è ora cruciale per completare il ciclo delle riforme e investimenti di cui l'Italia abbia bisogno e per dare continuità al nuovo passo di crescita che sembra aver intrapreso la nostra economia. Di certo ci sono le basi per effettuare un giusto lavoro la discussione parlamentare deve aiutare per andare in questa direzione anche l'opposizione può fare il suo apporto fondamentale, e non rinchiudersi in un immobilismo ideale di concetto che non porta da nessuna parte, le riforme servono, e anche in sistema deve essere più potetto ed fiscale, bene allora a lavoro opposizione e governo. 
I primi segnali di rallentamento del trend discendente dell’inflazione e il recedere delle turbolenze finanziarie hanno spinto le principali banche centrali a proseguire il processo di rialzo dei tassi di interesse anche se con un ritmo più moderato.
Nel primo trimestre, il Pil italiano ha mostrato, in base alla stima preliminare, un aumento superiore a quello dell’area euro, a cui hanno contribuito sia la domanda interna sia quella estera netta.
L’indice destagionalizzato della produzione industriale ha segnato a marzo, per il terzo mese consecutivo, una variazione congiunturale negativa con un calo diffuso a tutti i comparti ad eccezione di quello dei beni strumentali. Nel primo trimestre, l’indicatore ha registrato una sostanziale stabilità rispetto ai tre mesi precedenti.
L’occupazione ha continuato a mostrare a marzo una tendenza positiva diffusa tra le varie componenti. Il tasso di disoccupazione è diminuito mentre quello di inattività si è stabilizzato.
Il differenziale positivo dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) tra l’Italia e l’area euro ad aprile si è ampliato, soprattutto a causa della componente energetica. La differenza rispetto all’inflazione di fondo è rimasta invece negativa.
Si conferma ad aprile la tendenza al miglioramento della fiducia dei consumatori trainata dalle valutazioni positive sulla situazione economica generale e su quella corrente. Anche la fiducia delle imprese ha evidenziato un lieve aumento che sintetizza, tuttavia, segnali eterogenei tra le varie componenti.

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