Report #climatechange
Nel lunghissimo report di BNP Paribas realizzato da Ipsos (FR) c'è finalmente una buona notizia: l'Italia, almeno dal punto di vista di chi vi scrive, fa un figurone rispetto agli altri Paesi europei rispetto alle risposte dei suoi cittadini rispetto alla materia "crisi climatica" e "transizione energetica". Con l'88% siamo i più preoccupati riguardo il "climate change", di cui il 39% è il dato più alto di cittadini MOLTO preoccupati. Con l'80% ci sentiamo i più colpiti dalle conseguenze del climate change, di cui il 24%, dato più alto anche qui, si sente MOLTO colpito Siamo tra i Paesi che meglio sanno spiegare, perlomeno pensano di saperlo fare, cos'è la transizione energetica e descriverla in poche parole (75%) Pensiamo, sopra la media (+1), che lo sforzo richiesto a noi cittadini nel cambiare abitudini e comportamenti sia del giusto livello (-5) Siamo i cittadini europei più esigenti nella richiesta di una transizione energetica più veloce, il 44% (dato più alto tra tutti i Paesi e di 7 punti sopra la media) sceglie la risposta "too slowly" Siamo quelli che, per distacco, pensano che sia più importante combattere il riscaldamento globale piuttosto che proteggere la richiesta d'energia attuale e gli stili di vita odierni. In tutto questo un unico macigno, un unico dato negativo: pensiamo che le categorie che contribuiscono di più riguardo la crisi climatica non siano l'1% e il 10% più ricco ma il restante totale: un 43% a 57% che fa male al cuore o, viceversa, apre una profonda riflessione sul tema "abbienti e non abbienti" e "strumenti teorici e pratici per affrontare la crisi". Un bel dibattito a riguardo, non sarebbe male. In tutto questo, per chiudere in bellezza: l'alleanza SI-Verdi secondo le ultime rilevazioni è ferma al 3,2% e anche qui, dati alla mano, farsi due domande a riguardo non sarebbe affatto una brutta idea.

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