Francia una storia da raccontare 🇫🇷

 La Francia sta implodendo, culturalmente ha fallito il modello di simbiosi con gli ex paesi colonizzati. 

Il progetto (che nel dopoguerra De Gaulle evitò di proporre e che non lo convinse mai) prevedeva una fusione culturale della “Francia d’oltremare” con quella “metropolitana”.

Una fusione sfuggita di mano, nonostante le risorse investite non si è fatto altro che creare ghetti o stati paralleli in cui cittadini francesi non si sentono tali ma tunisini, algerini o altro. 

La Francia ha avuto un colonialismo profondo, a tratti brutale, a volte più illuminato (ci provò in Vietnam in chiave inglese), che ancora esiste in Africa Occidentale. Nel Sahel la Francia si comporta da colonizzatrice, in Niger con l’uranio è ai limiti. Oltre a questo influenza con la sua banca centrale le economie dell’area, asservite al capitale francese. 
Ho studiato a fondo l’approccio francese, un ragazzo originario di Casablanca o Algeri si sente a casa fino ad un certo punto in Francia, un misto di “coccole buoniste” condite da paternalismo gesuita (ti converti ma rimani un suddito). Pochi i ragazzi d’origine africana in ruoli apicali, sarà un caso? In realtà no, l’integrazione costruita non funziona. Alla lunga diventa sovversione. 

Molto diversa la storia italiana, dal 1945 ha stretto rapporti di parità con molti Stati africani ed arabi, questo grazie alla lungimiranza di persone come Enrico Mattei. L’Eni non è Total, dalla Libia all’Algeria ha una forte dote d’approccio economico rispettoso. 

Questa parte della nostra storia (economica) va raccontata alle nuove generazioni, in questo modo anche chi nato qui ma d’origine straniera di sentirà parte di qualcosa a livello culturale. 

Il nostro Paese ha un pregio ereditato da Roma prima e dal Rinascimento poi, riesce a cogliere aspetti culturali esteri e farli propri. La stessa Roma nacque da un patto tra romani e latini prima, sabini poi (il famoso ratto). In Italia nacque nel 1300 una coscienza nazionale (che quegli intellettuali tramandarono di fatto gettando si semi del Risorgimento) ben prima dello stato moderno. 

Possiamo evitare il disastro se integriamo partendo da quel che è il nostro Paese, che non sarà il migliore ma nemmeno l’ultimo sulla Terra. 

Una narrazione disfunzionale alla storia nazionale (culturale, industriale, artistica) non include per paradosso, anzi produce l’esatto contrario. 

Servono persone che raccontino il Paese a chi arriva, non “intellettuali” che dipingono male l’Italia in ogni dove e soffiano sul malcontento per loro fini spesso ideologici (traditori della Patria, per utilizzare termini più inclini alla realtà).



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