Risultati elettorali contro le vere e sostanziali problemi del paese.

 Oggi YouTrend pubblica un dato sconcertante che deve far riflettere: l'alleanza tra Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle non sfonda mai, ha sempre perso in tutte le regionali.

Questo significa forse che quest'alleanza non può essere un'alternativa al centrodestra? No, affatto.
Significa solamente che non è strutturale, che non c'è una narrazione precedente e futuribile a riguardo, significa che ogni azione dove uno dei due partiti partecipa a quella dell'altro fa perdere e guadagnare punti rispettivamete ai due schieramenti.
Sono settimane che cala il PD e crescono i 5S, si fermano gli ultimi e crescono i primi. 

Il problema, semmai è alla radice, alla fonte di quella progettualità che da mesi, anni a questa parte non sembra volersi creare.
D'altronde i 5S in questi anni non hanno mostrato molta affidabilità, hanno speso cambiato idea e posizioni anche nel giro di poche settimane.
Dall'altra parte il PD è un Partito fermo, arroccato, senza possibilità apparente di poter cambiare il proprio destino: ovvero quello di essere stazionario al 20% nelle intenzioni di voto.

I due debbono prendere una decisione chiara e netta per essere pronti alle sfide imminenti e per quelle del futuro, è l'unico modo per costruire oggi un campo alternativo e chiaro al centrodestra: ogni tentennamento, furbizia, astuzia non farà altro che danneggiare l'altro e rovinare la già scarsissima credibilità dei progressisti italiani. Lo dico scanso equivoci, sono personalmente di estrazione diversa, sono un centrista riformista, che guarda al centrosinistra e non alla sinistra radicale, ma mi pare ovvio commentare i risultati pervenuti dall'ultima tornata elettorale, elezioni nella regione Marche, il dato come evidenzia Pregliasco dell'istituto che presiede è fondamentalmente questo: ciò che o spiegato prima.

Ma tra i due schieramenti non ci possono essere alleanze cosi facendo, ognuno toglier e guadagna a discapito dell'altro, insomma un nulla di fatto, se non fosse che il populismo becero dei 5 stelle sono sempre meno opportuni del progressismo di sinistra della neo segretaria del Pd. Un fattore molto spesso devastante visto anche la progressiva svolta della Destra estrema che non perde ahimè consenso rimane alto proprio per il pastiglio a due zampe dei due schieramenti antagonisti alla destra ma antagonisti fra di loro.

Ed allora cechiamo di andare in merito alle cose, cerchiamo di essere seri e di prendere posizioni su tematiche reali che attanagliano il nostro paese da tempo, non facciamo demagogia oppure apparentamenti solo per vincere o contrastare l'avversario, pervie non è la soluzione giusta e nemmeno risolutiva e vincente, al contrario porta incertezza nell'elettorato ed ambiguità.

Ad esempio: Pochi giorni fa l'ISTAT ci aggiornava sulle condizioni di vita e reddito delle famiglie, di com'è cambiata la società dal 2021 al 2022: purtroppo pochissimo.

Poco meno di un quarto della popolazione (24,4%) è a rischio di povertà o esclusione: significa che passeggiando in strada, se non siete voi a rischio allora una persona su tre che incontrate lo è, ed è un numero che spaventa.
I numeri sono in leggera flessione, ma parliamo di pochi, ridottissimi, punti percentuale. Insignificanti.

 Il dato più interessante è che il reddito totale delle #famiglie più abbienti è cinque, sei volte quello delle famiglie più povere. Di cosa parliamo quindi? 
Parliamo anche di redistribuzione del reddito, ma anche di tanti tanti fondi (l'Italia è seconda in Europa per spesa in protezione sociale rispetto al PIL) che non riescono a essere efficaci.

Un concetto che per risalire la china, per tornare a dare una svolta progressista al Paese, dovrebbe essere tra i punti fondanti di un nuovo corso nel centrosinistra.
I numeri sono chiari: in questi otto mesi di Governo non c'è stata un cambio di rotta significativo, né si vedono all'orizzonte misure in grado di rivitalizzare questa fotografia sbiadita del nostro Paese.

Ce lo racconta anche la Caritas nel suo rapporto del 2022: diminuiscono di un nonnulla i "nuovi poveri" (dal 44% nel 2020 al 42,3% nel 2021) e aumentano di quasi l'8% le persone assistite.

dati possono essere uno strumento molto potente per capire quali aree d'intervento sono prioritarie nel Paese, ogni schieramento politico può leggerli, elaborarli e creare nuove #strategie di #comunicazione e di proposta per parlare di ciò che veramente serve all'Italia per cambiare faccia.

Allora facciamo politiche attive su questo problema, cosa ne pensa sia Conte che Elly rispettivamente del Pd e del M5S, su questa dinamica quale sono le loro soluzioni i loro rimedi, la loro ricetta, uguale? diversa? basta che si esprimono. 








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